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Manovra 2026-28, discussione generale in Aula su bilancio, stabilità e Nadefr

In Consiglio regionale del Lazio: maggioranza e opposizione a confronto su investimenti, sanità, politiche sociali e riduzione del debito.
Aula Consiglio regionale del Lazio17/12/2025
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, alternandosi con il vicepresidente Enrico Panunzi, ha avviato la discussione generale in Aula sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2026-2028 (Pdc n. 50), sulla Legge di stabilità regionale 2026 (PL n. 237) e sul Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2026-2028 (PL n. 238), nonché sul Bilancio di previsione del Consiglio regionale 2026-2028 (Pdc n. 51).

Dopo la relazione illustrativa dell’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, nella seduta del 16 dicembre, il confronto politico si è sviluppato nella giornata successiva, 17 dicembre 2025, con gli interventi dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.

Nel dibattito, i gruppi di opposizione (Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione, Polo progressista) hanno espresso valutazioni critiche sull’impianto complessivo della manovra, ritenuta da più parti priva di una visione strategica di medio-lungo periodo. In particolare, è stata sottolineata l’esigenza di una manovra più espansiva, capace di sostenere sviluppo, coesione sociale, politiche industriali e infrastrutturali, anche in vista della conclusione del Pnrr nel 2026. Ampio spazio è stato dedicato al tema degli investimenti – in particolare ai 486 milioni di euro previsti – con la richiesta di concentrare le risorse su poche opere strutturali e strategiche, evitando interventi frammentati. Critiche sono arrivate anche sul fronte della sanità, del personale, della sicurezza sul lavoro, delle politiche sociali e della riduzione delle diseguaglianze territoriali.

Diversi consiglieri di opposizione hanno inoltre rivendicato il recepimento, nella legge di stabilità, di proposte ed emendamenti presentati negli anni precedenti su temi come il sostegno agli orfani di femminicidio, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’invecchiamento attivo e il supporto ai piccoli comuni, giudicandoli passi positivi ma insufficienti a segnare un reale cambio di rotta.

Di segno opposto gli interventi dei consiglieri di maggioranza (Fratelli d’Italia e Forza Italia), che hanno difeso l’azione della Giunta regionale, evidenziando i risultati ottenuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici, con una significativa riduzione del debito regionale, il miglioramento del rating finanziario e il giudizio positivo della Corte dei conti in sede di parifica. È stata rivendicata l’attenzione al sociale, alla riduzione della pressione fiscale in accordo con le parti sociali, agli investimenti sui territori e ai comuni, in particolare quelli di dimensioni più piccole.

In replica, l’assessore Giancarlo Righini ha ribadito che la riduzione del debito resta una priorità strategica per restituire alla Regione margini di manovra e maggiore elasticità di bilancio, ricordando l’onere annuo di circa 1,4 miliardi di euro per il servizio del debito. Righini ha chiarito che una parte rilevante del piano degli investimenti sarà destinata ai comuni sotto i 5mila abitanti e che per le grandi opere infrastrutturali la Regione farà leva sulla nuova programmazione dei fondi europei. L’assessore ha inoltre respinto le accuse di una manovra elettorale, assicurando ascolto alle proposte provenienti anche dall’opposizione, pur confermando l’impostazione complessiva del Fondo investimenti.

I lavori d'Aula proseguiranno nelle prossime sedute con l’esame degli emendamenti e il successivo voto finale sui provvedimenti di bilancio. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa