Via libera in Bilancio a norme finanziarie per proposta di legge sulla parità dei sessi

Stanziati 7,66 mln di euro per il triennio 2021-2023. Il provvedimento torna in commissione Lavoro per concludere l’iter e passare all’esame dell’Aula.
Foto Pixnio. 09/03/2021 - La commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, riunita oggi in modalità telematica sotto la presidenza di Fabio Refrigeri (Pd), ha dato il via libera alla proposta di legge regionale n. 182 del 11 settembre 2019, concernente: “Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra i sessi, il sostegno dell'occupazione e dell'imprenditoria femminile di qualità, nonché per la valorizzazione delle competenze delle donne”, prima firmataria Eleonora Mattia (Pd). Durante l’esame ai sensi dell’articolo 59 del Regolamento dei lavori del Consiglio regionale (‘in secondaria’ perché il provvedimento è incardinato per competenza in commissione Lavoro) sono stati approvati anche nove emendamenti, illustrati dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, alla sua prima seduta in commissione Bilancio dopo l’acquisizione delle deleghe lasciate libere dall’ex assessora Alessandra Sartore, nominata Sottosegretario di Stato al Ministero dell’economia e delle Finanze. La proposta di legge n. 182 è stata approvata a maggioranza con i voti del presidente Refrigeri, Michela Califano (Pd), Marta Leonori (Pd), Eleonora Mattia (Pd), Gino De Paolis (Lista Civica Zingaretti), Daniele Ognibene (Leu), Devid Porrello (M5s) e Orlando Tripodi (Lega). Astenuti Giancarlo Righini e Sergio Pirozzi di Fratelli d’Italia. Il testo torna ora in commissione Lavoro, Pari opportunità, che ha già approvato l’articolato e dovrà quindi esaminare solo gli emendamenti passati in commissione Bilancio, esprimere il voto conclusivo e trasmettere il provvedimento all’Aula per l’esame finale.

La proposta di legge n. 182, composta da 22 articoli, detta disposizioni finalizzate a garantire: il rispetto del principio di parità retributiva tra i sessi e il contrasto ai differenziali retributivi di genere; la permanenza, il reinserimento e l’affermazione delle donne, sia lavoratrici dipendenti che libere professioniste, nel mercato del lavoro; la valorizzazione delle competenze delle donne; la conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro e l’equa distribuzione delle responsabilità di cura familiare; la diffusione di una cultura organizzativa non discriminatoria nelle imprese. Per l’attuazione degli interventi previsti, la Giunta ha stanziato 7,66 milioni di euro per il triennio 2021-2023 che, insieme alle risorse provenienti dalla programmazione comunitaria 2014-2020 (fondi Fse e Fesr), andranno a finanziare molteplici misure multisettoriali e destinate ad un’ampia platea di soggetti beneficiari. Ecco nel dettaglio la ripartizione delle risorse stanziate:

a) 60 mila euro nel triennio 2021-2023 (20 mila per ciascuna annualità) per l’istituzione della “Giornata regionale contro le discriminazioni di genere sul lavoro” (articolo 5 della proposta di legge);

b) 1,5 milioni di euro per il biennio 2021-2022 (500 mila il primo anno e un milione il secondo) per favorire l’occupazione femminile stabile e di qualità, attraverso contributi per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che assumono donne a contratto a tempo indeterminato, finalizzati alla formazione delle neoassunte (articolo 7, comma 2, lettera a), emendato oggi su proposta del vicepresidente Leodori).

c) 300 mila euro nel triennio 2021-2023 (100 mila per ciascuna annualità), per il reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza (art. 9, comma 3) o con disabilità (art. 10, comma 3), attraverso contributi da erogare agli enti locali per l’attuazione di progetti di iniziativa degli enti del Terzo settore.

d) 600 mila euro per il triennio 2021-2023 (200 mila per ciascuna annualità) concernenti la riserva a valere sul Fondo del microcredito per le donne in situazioni di disagio sociale (articolo 12). Tra gli interventi del Fondo è prevista la concessione in favore di persone fisiche dei cosiddetti “crediti di emergenza”, finalizzati ad affrontare bisogni primari dell’individuo, quali la casa, la salute e i beni durevoli essenziali. Alle risorse stanziate possono poi aggiungersi anche quelle provenienti, a norma di legge, da somme appositamente versate da soggetti privati (ad esempio, al momento è già previsto un versamento di 90 mila euro per l’anno 2021 da parte dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle) e quelle provenienti dall’utilizzazione dei fondi comunitari della nuova programmazione 2021-2027.

e) 2,5 milioni di euro nel triennio 2021-2023 (500 mila euro il primo anno e un milione per ciascuna annualità successiva) per il sostegno all’imprenditoria femminile attraverso l’apertura di una apposita “Sezione speciale regionale” nell’ambito del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662/1996. La misura è contenuta nell’articolo 14 della proposta di legge, anch’esso emendato oggi su proposta di Leodori.

f) 2,7 milioni di euro nel biennio 2022-2023 (400 mila euro il primo anno, 900 mila per il secondo e 1,4 milioni di euro per il terzo) finalizzati all’erogazione di buoni per l’acquisto di servizi di baby-sitting e di caregiver e altre azioni positive in tema di condivisione delle responsabilità di cura e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ai sensi dell’articolo 17 della proposta di legge, i buoni erogati per l’acquisto di servizi di baby-sitting sono previsti in favore delle madri lavoratrici, anche autonome, o imprenditrici, per gli undici mesi successivi al periodo di congedo obbligatorio di maternità ovvero al congedo parentale, purché il nucleo familiare abbia un reddito Isee non superiore a 20 mila euro (era 30 mila nella proposta originaria, ma è stata aumentata la platea dei destinatari grazie a un altro emendamento presentato oggi in commissione dal vicepresidente Leodori). Inoltre, si prevede che tali buoni possano essere concessi, in via sperimentale, ai padri lavoratori che usufruiscono del congedo parentale, in alternativa alla madre lavoratrice. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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