Concluso in commissione Lavoro l'iter della proposta che modifica la legge su equo compenso e tutela delle prestazioni professionali

Il testo della Giunta regionale verrà trasmesso all’Aula consiliare per l’esame definitivo
L'ingresso della sede del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana a Roma. 09/07/2026 - La commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio, presieduta da Orlando Tripodi (Forza Italia), ha concluso oggi l’esame della proposta di legge n. 202 del 22 aprile 2025 concernente: “Modifiche alla legge regionale 12 aprile 2019, n. 6, (disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”, di iniziativa della Giunta regionale. Il testo verrà ora trasmesso all’Aula consiliare per l’esame definitivo.

Dopo il passaggio di martedì scorso in commissione Bilancio (approvata senza emendamenti), oggi la nona commissione ha votato il titolo e gli ultimi due articoli: il cinque (clausola di neutralità finanziaria) e il sei (entrata in vigore).

La proposta di legge n. 202 era stata presentata in commissione Lavoro nella seduta del 16 giugno dalla vicepresidente della Regione, Roberta Angelilli, titolare delle deleghe allo Sviluppo economico, Commercio e Artigianato. Si tratta di un provvedimento di 5 articoli, i cui primi tre apportano una serie di modiche alla legge regionale 6/2019 (“Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”).

L’articolo uno interviene sull’articolo uno (“Oggetto e finalità”), introducendo, tra l’altro, anche l’articolo 1-bis: “Ai fini della presente legge e ai sensi dell’articolo 1 della l. 49/2023 per equo compenso si intende la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai parametri stabiliti rispettivamente per le categorie di soggetti individuati alle lettere a), b) e c) del medesimo articolo 1”.

L’articolo due apporta modifiche all’articolo 2 della l.r. 6/2019 (“Equo compenso e clausole vessatorie”), a partire dalla sostituzione dell’espressione “clausole vessatorie” con “clausole e pattuizioni vietate”. Inoltre, viene interamente sostituito il comma uno, per adeguarsi alla normativa nazionale (Legge 49/2023). Infine, l’articolo 3 abroga l’articolo 5 della l.r. 6/2019 (“Disposizioni relative alle strutture sanitarie e clausola di salvaguardia”)

Hanno partecipato alla seduta e votato la legge, oltre al presidente Tripodi, la vicepresidente della nona commissione, Maria Chiara Iannarelli, le consigliere Eleonora Berni ed Emanuela Mari (tutte di Fratelli d'Italia). A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio