Approvata all'unanimità la legge sui contributi per l'uso agricolo delle zone montane
il Consiglio regionale del Lazio rafforza l’impegno a favore delle aree interne e montane, promuovendo una gestione attiva e sostenibile del territorio
18/02/2026Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Giuseppe Emanuele Cangemi, ha approvato all’unanimità la proposta di legge regionale n. 193, “Contributi per favorire l’uso agricolo delle zone montane”, presentata dal consigliere
Flavio Cera (FdI) insieme ai consiglieri di partito
Micol Graselli, Daniele Maura, Emanuela Mari, Eleonora Berni, Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, Michele Nicolai e Marika Rotondi,
Daniele Sabatini e
Alessia Savo.
Il provvedimento, licenziato dall’Assemblea, ha l’obiettivo di favorire il mantenimento e il rilancio dell’agricoltura nelle aree montane, contrastando l’abbandono dei terreni, prevenendo il dissesto idrogeologico e sostenendo lo sviluppo economico dei territori e delle produzioni locali.
La legge disciplina due tipologie di contributi regionali. La prima riguarda il ristoro degli oneri notarili sostenuti per l’acquisto di terreni o fabbricati destinati all’uso agricolo o situati nelle zone montane, come definite dalla normativa europea. Il contributo copre l’intero importo delle spese notarili, per un minimo di 1.000 euro e fino a un massimo di 5.000 euro. Possono beneficiarne persone fisiche e giuridiche, con priorità per le aziende agricole operanti nelle zone montane, per i giovani fino a 41 anni, per gli agricoltori associati e per chi acquista terreni di maggiore estensione.
La seconda tipologia di contributo è destinata a chi conduce in proprietà o in affitto i terreni montani, con esclusione degli imprenditori agricoli, e sostiene la coltivazione di specie arboree da frutto. Il contributo varia da un minimo di 150 euro a un massimo di 600 euro ed è calcolato secondo criteri specifici: 10 euro per ogni pianta di olivo, noce, nocciolo, castagno o altra specie arborea da frutto, e 50 euro per ogni 1.000 metri quadrati di superficie coltivata a vite, sia da tavola che da vino. I contributi saranno concessi fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Per l’attuazione della legge, entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore la Giunta regionale adotterà un regolamento che definirà nel dettaglio le ulteriori tipologie contrattuali ammesse, i criteri e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi, nonché le procedure di controllo, revoca e recupero delle somme eventualmente erogate.
Nel corso del dibattito in Aula, il consigliere
Cera ha sottolineato come il provvedimento rappresenti “una scelta politica chiara e concreta”, frutto dell’ascolto dei territori montani e delle comunità che li abitano. “Con questa legge – ha dichiarato – affermiamo che l’agricoltura montana è una priorità dell’azione di governo regionale, sotto il profilo ambientale, economico e sociale”. Cera ha inoltre ringraziato i consiglieri che hanno sostenuto la proposta, l’assessore regionale all’Agricoltura e il presidente della Regione , evidenziando come il testo riconosca anche il ruolo di chi coltiva per passione o hobby, considerato un presidio fondamentale contro l’abbandono e per la tutela del territorio montano.
Con l’approvazione della legge n. 193, il Consiglio regionale del Lazio rafforza l’impegno a favore delle aree interne e montane, promuovendo una gestione attiva e sostenibile del territorio e valorizzando il contributo di chi, anche senza fini di profitto, continua a prendersi cura della terra.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio