Approvata deliberazione consiliare in attuazione del Bilancio statale: cancellata la restituzione delle anticipazioni di liquidità della Regione
Previsto un meccanismo di compensazione e di riequilibrio, per cui le Regioni beneficiarie devono effettuare versamenti annuali allo Stato (dal 2026 al 2051), secondo importi stabiliti a livello nazionale.
11/02/2026Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da
Antonello Aurigemma, ha approvato la proposta di deliberazione consiliare n. 53 del 23 gennaio 2026, che dà attuazione alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. La Regione Lazio si impegna ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025.
Il provvedimento è stato illustrato dall’assessore regionale al Bilancio,
Giancarlo Righini, il quale ha spiegato all’Aula consiliare che “si inserisce nel quadro delle misure introdotte dalla Legge di bilancio dello Stato per il triennio 2026-2028, che ha previsto una disciplina straordinaria in materia di anticipazioni di liquidità concesse alle Regioni negli anni precedenti. Tali anticipazioni di liquidità – ha proseguito Righini – erano state erogate dallo Stato e, in parte, dalla Cassa Depositi e Prestiti, per consentire alle Regioni di far fronte a gravi tensioni di cassa, in particolare legate al pagamento dei debiti commerciali e al finanziamento del sistema sanitario regionale. Nel tempo, queste anticipazioni si sono trasformate in veri e propri debiti a carico dei bilanci regionali, con effetti rilevanti sui conti pubblici e sui risultati di amministrazione”.
L’assessore ha quindi spiegato che “con i commi da 638 a 643 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, il legislatore statale ha introdotto una misura di forte impatto che prevede, a partire dal 1° gennaio 2026, la cancellazione del debito delle Regioni verso lo Stato relativo a tali anticipazioni e l’accollo da parte dello Stato dei mutui contratti dalle Regioni con la Cassa Depositi e Prestiti per estinguere tali anticipazioni. Questa scelta – ha aggiunto Righini – ha l’obiettivo di alleggerire strutturalmente la posizione finanziaria delle Regioni, migliorandone la sostenibilità nel medio-lungo periodo e riducendo la pressione sui bilanci regionali”.
La proposta di deliberazione consiliare approvata oggi risponde proprio all’esigenza di consentire alla Regione Lazio di accedere pienamente ai benefici della cancellazione delle anticipazioni di liquidità, assumendo gli impegni richiesti dal legislatore nazionale. La cancellazione del debito, infatti, “non è una misura a costo zero per la finanza pubblica complessiva”, ha chiarito Righini.
La legge statale, infatti, prevede un meccanismo di compensazione e di riequilibrio, per cui lo Stato si fa carico dei debiti e delle rate di ammortamento verso la Cassa Depositi e Prestiti ma, in cambio, le Regioni beneficiarie sono tenute a effettuare versamenti annuali allo Stato (dal 2026 al 2051), secondo importi stabiliti a livello nazionale (il decreto del Mef di riparto delle quote deve essere adottato entro il 28 febbraio 2026). Secondo i primi calcoli, riportati nella relazione illustrativa del provvedimento approvato oggi, per la Regione Lazio la quota annuale dovrebbe attestarsi in 328,7 milioni di euro per il 2026; 733,2 milioni dal 2027 al 2044; 403,9 milioni nel 2045; 316,9 milioni dal 2046 al 2047; 172,5 milioni di euro dal 2048 al 2051.
Righini ha sottolineato che, a partire dal rendiconto 2025, il fondo anticipazioni di liquidità non dovrà più essere accantonato, “proprio perché il debito viene cancellato o accollato allo Stato, liberando spazio nei bilanci regionali ma, per evitare effetti distorsivi sui saldi di finanza pubblica, vengono introdotti limiti precisi all’uso del risultato di amministrazione”, ha detto l’assessore. “Il provvedimento approvato oggi – ha concluso Righini – rappresenta un passaggio sostanziale per la Regione Lazio, in quanto mira a coniugare due esigenze fondamentali: da un lato, il risanamento e il rafforzamento strutturale dei conti regionali; dall’altro, la tutela degli equilibri complessivi della finanza pubblica”.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio