Svolte in commissione Sanità le audizioni sulla proposta di legge per l'affido delle persone anziane fragili
Ascoltati rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, del terzo settore e delle professioni sociali

23/06/2026 -
Si sono svolte oggi pomeriggio, presso la VII Commissione consiliare permanente "Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare", presieduta da Alessia Savo (FdI), le audizioni sulla proposta di legge regionale n. 215 del 12 giugno 2025, recante "Disciplina dell’affido in favore delle persone anziane fragili". Alla seduta ha partecipato anche il consigliere Rodolfo Lena (Pd).
Nel corso dell'incontro sono stati ascoltati rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni, del terzo settore e delle professioni sociali, che hanno espresso un ampio apprezzamento per l'iniziativa legislativa, riconoscendone il valore innovativo nel promuovere percorsi alternativi all'istituzionalizzazione delle persone anziane e nel favorire modelli di sostegno basati sulla prossimità, la solidarietà e l'inclusione sociale.
Maurizio Esposito dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale ha sottolineato come la proposta sia pienamente coerente con gli orientamenti internazionali in materia di invecchiamento attivo e deistituzionalizzazione. Tra gli aspetti evidenziati, la necessità di una definizione ampia del concetto di fragilità, che comprenda non solo le condizioni sanitarie, ma anche quelle psicologiche e sociali, e l'importanza di strumenti di valutazione multidimensionale e monitoraggio continuo per garantire percorsi personalizzati ed efficaci.
Federico Conte, direttore dell'Ufficio di Piano del Distretto sociosanitario Roma 4, ha evidenziato come l'affido possa rappresentare una risposta concreta a bisogni oggi non completamente intercettati dai servizi domiciliari tradizionali, in particolare quelli legati alla solitudine e all'isolamento sociale degli anziani. Conte ha inoltre richiamato l'attenzione sull'opportunità di rafforzare l'integrazione sociosanitaria, coinvolgendo maggiormente le Asl, i distretti sanitari e le Unità di valutazione multidimensionale.
Un contributo positivo è arrivato anche da Francesca Scambia della Comunità di Sant'Egidio, che ha definito l'affido una possibile risposta alla solitudine e all'isolamento sociale degli anziani, fenomeni che incidono direttamente sul loro stato di salute. Scambia ha sottolineato come percorsi di questo tipo possano favorire il recupero e il mantenimento delle capacità residue della persona anziana, valorizzandone il ruolo attivo nella comunità.
Maria Chiara Inzerilli, in rappresentanza dell'Assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, ha illustrato il percorso avviato dall'amministrazione capitolina verso modelli abitativi più piccoli e inclusivi, come il cohousing e le convivenze assistite, evidenziando la piena coerenza della proposta con tali indirizzi. Inzerilli ha inoltre richiamato l'attenzione sul tema della tutela legale e sulla necessità di mantenere centrale la volontà della persona anziana nelle scelte che la riguardano.
Sul tema dell'autodeterminazione si è soffermata anche Laila Perciballi, Garante delle persone anziane di Roma Capitale, che ha definito la proposta un importante riconoscimento del diritto degli anziani a scegliere come vivere, con chi condividere il proprio percorso e quale forma di sostegno ricevere. Perciballi ha evidenziato la necessità di un monitoraggio costante degli interventi e di adeguati percorsi formativi per gli affidatari, richiamando anche le esperienze di vicinato solidale già sperimentate sul territorio.
Il vicepresidente dell'Ordine degli Assistenti sociali del Lazio, Capolavoro, ha posto l'accento sul valore della relazionalità e della coesione sociale promosse dalla proposta, ribadendo l'importanza della formazione degli affidatari e della valutazione multidimensionale per costruire progetti personalizzati, misurabili e sostenibili nel tempo. È stata inoltre evidenziata l'opportunità di avviare sperimentazioni anche nei territori provinciali, dove forme spontanee di sostegno e affiancamento agli anziani sono già presenti.
Nelle conclusioni, la presidente Alessia Savo ha ringraziato i partecipanti per i contributi forniti, sottolineando come le osservazioni emerse saranno preziose per il perfezionamento del testo. Savo ha ribadito che il principio ispiratore della proposta resta il pieno riconoscimento della capacità di autodeterminazione della persona anziana e la promozione di un nuovo approccio culturale fondato sulla dignità, sull'inclusione e sulla misurazione dell'efficacia degli interventi sociali, affinché le politiche pubbliche siano sempre più rispondenti ai bisogni reali delle persone.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio