Defr 2027-2029, in Commissione Bilancio le audizioni delle organizzazioni sindacali
intervenuti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confintesa e Fesica Confsal

15/07/2026 - Si è riunita questa mattina la IV Commissione consiliare “Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio”, presieduta da
Marco Bertucci (FdI), per le audizioni delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di promozione sociale sulla proposta di deliberazione consiliare n. 60 del 26 giugno 2026, relativa all’approvazione del Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2027-2029. Alla seduta ha partecipato l’assessore al Bilancio e alla Programmazione economica
, Giancarlo Righini.
Nel corso delle audizioni, le organizzazioni sindacali hanno espresso un giudizio complessivamente positivo sul percorso di risanamento dei conti regionali e sui risultati raggiunti nella riduzione del debito e nel riequilibrio della finanza regionale, evidenziando al tempo stesso la necessità che le nuove disponibilità finanziarie siano destinate a interventi a favore di famiglie, lavoratori, pensionati e imprese.
Tra i temi maggiormente richiamati da
Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confintesa e Fesica Confsal figurano la riduzione della pressione fiscale regionale, il rafforzamento del fondo “taglia tasse”, il sostegno ai redditi medio-bassi, il rifinanziamento delle politiche sociali, delle misure per la casa e del fondo affitti, nonché maggiori investimenti nel settore sanitario, con particolare attenzione alla riduzione delle liste d’attesa, al superamento del precariato, alle assunzioni e alla valorizzazione economica e professionale del personale.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sollecitato interventi a favore dell’occupazione e della qualità del lavoro, del sistema produttivo e delle aree industriali in crisi, a partire dal territorio di Cassino, il rafforzamento delle politiche formative e delle competenze, anche in relazione agli effetti dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, oltre a misure per la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese e per la valorizzazione delle province, dei piccoli comuni e delle aree interne.
Nel suo intervento conclusivo, l’assessore Righini ha ringraziato le organizzazioni sindacali per il contributo offerto all’attività dell’amministrazione regionale e per un confronto definito leale e costruttivo, che ha consentito di affrontare e condividere diversi provvedimenti nel corso della legislatura.
L’assessore ha sottolineato come, dopo una prima fase caratterizzata dalla necessità di mettere in sicurezza i conti, la Regione possa ora iniziare a valutare una politica di bilancio maggiormente espansiva. Il rendiconto 2025, ha ricordato, certifica un risultato di amministrazione positivo pari a 321 milioni di euro e il terzo esercizio consecutivo chiuso con un utile nel settore sanitario. Risultati che, secondo Righini, permetteranno alla Regione di presentare ufficialmente l’istanza per l’uscita dal piano di rientro sanitario, condizione indispensabile per poter intervenire sull’addizionale dello 0,5 per cento collegata al piano stesso.
Righini ha tuttavia evidenziato che qualsiasi riduzione della pressione fiscale dovrà essere accompagnata dall’individuazione di coperture certe, considerato che le addizionali regionali contribuiscono in misura significativa al finanziamento di servizi essenziali, tra i quali il trasporto pubblico locale. L’obiettivo indicato dalla Giunta resta quello di rafforzare progressivamente il fondo “taglia tasse”, ampliando la platea dei beneficiari e concentrando gli interventi sui redditi più bassi e sulle famiglie maggiormente esposte alla perdita di potere d’acquisto.
A questo proposito, l’assessore ha ricordato che le misure finora adottate hanno consentito di confermare l’esenzione totale dall’addizionale regionale per i redditi fino a 28 mila euro e un’agevolazione per la fascia compresa tra 28 mila e 35 mila euro. Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse, la Regione potrebbe valutare l’estensione dell’esenzione fino a 35 mila euro, con l’obiettivo di sostenere i consumi delle famiglie e contrastare gli effetti dell’inflazione.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la cosiddetta seconda fase della cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità, il FAL. L’operazione, ha spiegato Righini, potrebbe liberare per il Lazio risorse per circa 578 milioni di euro. L’orientamento della Giunta sarebbe quello di destinare metà della somma alla riduzione della pressione fiscale e metà agli investimenti, in modo da sostenere contemporaneamente i redditi delle famiglie, la crescita economica e la capacità di spesa degli enti locali.
Sul versante degli investimenti, l’assessore ha richiamato il rischio legato alla conclusione della spinta propulsiva del PNRR tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. In particolare, alcuni comuni, soprattutto quelli più piccoli, potrebbero incontrare difficoltà nel completare gli interventi nei tempi previsti, con il pericolo di lasciare opere incompiute e di far ricadere sui bilanci comunali le obbligazioni assunte nei confronti delle imprese. Le eventuali risorse aggiuntive, ha osservato, potrebbero essere impiegate anche per accompagnare gli enti locali nel completamento delle opere e garantire continuità agli investimenti.
Righini ha quindi rivendicato i risultati raggiunti dalla Regione Lazio nell’attuazione del PNRR, affermando che l’amministrazione regionale risulta in linea con gli obiettivi di spesa e con i pagamenti certificati attraverso il sistema Regis. Per gli interventi di diretta competenza regionale, pari a circa due miliardi di euro, l’assessore ha espresso la convinzione che saranno raggiunti tutti i target previsti.
Particolare attenzione è stata riservata agli investimenti sanitari finanziati dal Piano. L’assessore ha ricordato l’apertura e la progressiva entrata in funzione di case della comunità, ospedali di comunità e altre strutture territoriali, che dovranno contribuire ad ampliare l’offerta sanitaria di prossimità, ridurre la pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso e produrre effetti positivi anche sui tempi delle liste d’attesa. Per poter valutare pienamente le ricadute degli interventi, ha precisato, sarà necessario attendere alcuni mesi, così da consentire la messa a regime delle strutture e dei servizi.
Righini ha inoltre richiamato il Fondo di coesione regionale, finanziato con 486 milioni di euro. Di questi, 400 milioni, pari a 100 milioni l’anno dal 2027 al 2030, saranno destinati direttamente ai comuni per sostenere investimenti e manutenzioni, con ricadute positive anche sulle piccole imprese e sulle attività artigianali locali. Dei restanti 86 milioni, 50 milioni sono destinati al completamento della linea C della metropolitana di Roma e 36 milioni al piano regionale degli investimenti.
Un ulteriore approfondimento ha riguardato la riforma nazionale dell’Irpef e il passaggio da quattro a tre scaglioni di reddito. Secondo quanto riferito dall’assessore, per il Lazio tale modifica determinerebbe, in assenza di compensazioni, una riduzione del gettito regionale stimata tra 240 e 300 milioni di euro. Una perdita che, nell’attuale situazione, la Regione non sarebbe in grado di sostenere senza mettere a rischio l’equilibrio dei conti e il finanziamento dei servizi.
Righini ha però ricordato l’impegno assunto dal Governo nazionale a riconoscere alle Regioni un ristoro per il minore gettito derivante dalla riforma. Dal momento in cui il nuovo sistema a tre scaglioni diventerà strutturale, previsto dal primo gennaio 2029, il Lazio dovrebbe quindi poter beneficiare delle relative compensazioni. La Regione, ha aggiunto l’assessore, è tra quelle maggiormente penalizzate in termini di gettito dal passaggio al nuovo sistema e, di conseguenza, sarebbe anche tra quelle che potrebbero ricevere il ristoro più consistente.
La disponibilità di tali risorse, insieme all’eventuale cancellazione della restante parte del FAL e all’uscita dal piano di rientro sanitario, potrebbe aprire nuovi margini per una riduzione più significativa delle addizionali regionali. L’assessore ha precisato che ogni intervento continuerà a ispirarsi al principio costituzionale di progressività, privilegiando i redditi più bassi e garantendo al tempo stesso le risorse necessarie al soddisfacimento dei bisogni della collettività.
Righini ha infine confermato l’intenzione di proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali già prima della discussione sulla prossima legge di bilancio regionale. Nuovi aggiornamenti potrebbero arrivare tra settembre e i primi giorni di ottobre, anche in relazione all’interlocuzione con il Governo e con il Ministero dell’Economia, con l’obiettivo di inserire nella legge di bilancio nazionale le disposizioni necessarie a rendere disponibili le nuove risorse a partire dal 2027.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio