Ampio consenso del mondo scientifico e istituzionale sulla sperimentazione del NIPT nel Lazio, tra innovazione clinica, sostenibilità economica e tutela della salute materno-fetale.
05/02/2026 - E' proseguita in commissione Sanità, presieduta da Alessia Savo (FdI), l'esame della proposta di legge regionale n. 196 del 24 marzo 2025, presentata dai consiglieri Marco Colarossi e Giorgio Simeoni (FI), che disciplina l’avvio in forma sperimentale dell’erogazione del test prenatale non invasivo (NIPT), basato sull’analisi del DNA fetale libero nel sangue materno.
Nel corso dell’audizione sono intervenuti rappresentanti del mondo scientifico e clinico che hanno espresso una valutazione ampiamente favorevole del provvedimento, sottolineandone la solidità scientifica e l’allineamento con la pratica clinica internazionale. Giuseppe Novelli, responsabile dell’Unità di ricerca sulla genetica umana dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha ricordato come il NIPT sia utilizzato da oltre un decennio in numerosi Paesi e abbia consentito una significativa riduzione del ricorso agli esami invasivi, con un conseguente abbattimento dei rischi per la gravidanza.
Paola Grammatico, ordinaria di genetica medica alla Sapienza Università di Roma, ha ribadito che il NIPT è un test di screening e non diagnostico, evidenziando la necessità che sia inserito in percorsi assistenziali strutturati e accompagnato da un’adeguata consulenza genetica prima e dopo l’esame. Sul tema sono intervenuti anche Antonio Novelli (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), Alvaro Mesoraca (Altamedica–Artemisia) e Maria Grazia Di Gregorio (Ospedale San Pietro Fatebenefratelli), che hanno sottolineato l’importanza della presa in carico multidisciplinare delle coppie e della corretta interpretazione clinica dei risultati.
Condivisa l’impostazione graduale prevista dalla proposta di legge, che introduce una fase sperimentale utile a valutare efficacia, sostenibilità economica e organizzazione del servizio, anche attraverso modelli basati su centri “hub and spoke”.
Nel dibattito, il consigliere Rodolfo Lena (PD) ha richiamato la necessità di garantire continuità assistenziale e supporto alle coppie lungo tutto il percorso, soprattutto nei casi più complessi. il consigliere Adriano Zuccalà (M5S) ha altresì sottolineato il lavoro svolto dal Consiglio sul tema, evidenziando come l’introduzione del NIPT possa risultare sostenibile, se non addirittura vantaggiosa, anche dal punto di vista economico.
Luciano Crea (Lista Rocca) ha espresso apprezzamento per il contributo scientifico emerso dall’audizione e per l’attenzione ai percorsi strutturati, mentre Giorgio Simeoni ha evidenziato come il confronto con il mondo accademico confermi l’attualità e la modernità della proposta. Il consigliere Marco Colarossi, primo firmatario, ha ribadito l’importanza di una norma capace di fornire un quadro chiaro e coerente all’introduzione del test, sottolineandone anche la sostenibilità finanziaria.
Nel corso della seduta è intervenuta anche la dottoressa Alessandra Diodati, della direzione regionale Salute, che ha evidenziato come il NIPT, una volta ricompreso nei Livelli essenziali di assistenza, dovrà essere inserito all’interno di un percorso organico di genetica medica e presa in carico delle famiglie, confermando l’interesse per una sperimentazione coerente con l’organizzazione del servizio sanitario regionale.
L’audizione ha confermato un ampio consenso attorno alla proposta di legge n. 196, considerata un passo avanti significativo per il rafforzamento delle politiche regionali di prevenzione e per la tutela della salute materno-fetale nel Lazio. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio