Sant'Alessio, le opposizioni chiedono cambio del direttore generale

Audizione in commissione Trasparenza, l’assessore Maselli: “Compito del consiglio di amministrazione valutare se ha i requisiti richiesti e l’eventuale revoca”.
Il presidente Valeriani e l'assessore Maselli. 19/03/2026 - Un direttore che non avrebbe i requisiti richiesti e, in più, una gestione che ha portato a una situazione drammatica per quanto riguarda l’erogazione dei servizi. Questa la tesi delle opposizioni sull’Asp Sant’Alessio, questione affrontata oggi nella commissione Trasparenza del Consiglio regionale, presieduta da Massimiliano Valeriani.

E’ stato lo stesso presidente nella sua introduzione a puntare il dito sul direttore generale Massimo Canu. Secondo Valeriani, che ha preso atto dell’assenza del presidente dell’Asp, Sergio Schisani, le questioni da affrontare sono due. La prima è che “il direttore generale non avrebbe l’esperienza di direzione di strutture socioassistenziali o sociosanitarie per cinque anni – ha dichiarato - La seconda è la gestione completamente fuori controllo, con 35 lavoratori che si sono dimessi per incompatibilità ambientale, assunzioni di persone non qualificate, servizi al collasso, consulenze che sarebbero state affidate a parenti di dirigenti”.

A seguire Rodolfo Lena (Pd) ha parlato di “situazione tragica. La Giunta si prenda la responsabilità  di mandare a casa queste persone e si ricominci da zero. Il Sant’Alessio era un fiore all’occhiello della Regione, ora sta diventando un punto di riferimento negativo. Fermate questo scempio. Gravissima l’assenza del presidente Schisani".

Sulle difficoltà dell’Asp concorda anche Massimiliano Maselli, assessore ai Servizi social, che ha parlato di “situazione ampiamente compromessa, Ci sono le risorse, ma è oggettivo che i servizi siano peggiorati, è oggettivo che siano state mandate via risorse altamente specializzate e formate per anni dallo stesso Sant’Alessio”. Sulla vicenda del direttore l’assessore ha spiegato che i poteri sull’eventuale revoca spettano al Cda: “Ho chiesto chiarimenti sul possesso dei requisiti da parte di Scanu al presidente Schisani, che mi ha risposto che sono stati accertati dalla commissione che ha valutato i candidati. Gli ho chiesto anche di valutare la correttezza di tutte le procedure. La Regione non ha il potere di revocare il direttore, si tratta di un’Asp, con un consiglio di amministrazione di tre persone: il presidente è nominato dalla Regione, poi ci sono un rappresentante dell’Unione italiana ciechi e un rappresentante del Comune di Roma”.

Dopo la relazione di Maselli sono intervenuti Emanuela Droghei (Pd), Daniele Leodori (Pd), Marietta Tidei (Iv), Alessio D’Amato (Azione), Claudio Marotta (Verdi sinistra), Eleonora Mattia (Pd), e Valerio Novelli (M5s). Hanno sottolineato l’assenza della maggioranza e che non si tratta di un tema amministrativo ma politico. Droghei ha parlato di “scelta tutta politica di un manager incapace che forse non ha neanche i titoli per ricoprire quella posizione”. Mentre Leodori ha chiesto di “fissare una data, prima di Pasqua, per chiarire se il direttore abbia o meno i titoli per ricoprire quella posizione”.  Tidei ha sottolineato la “bocciatura unanime di Scanu, da parte di utenti, sindacati e lavoratori”, mentre D’Amato ha ribadito che “l’unica cosa da fare è mandare via questo direttore”. Per Mattia “l’assenza della maggioranza è vergognosa”. Sulla stessa linea anche Marotta e Novelli. 

L’assessore Maselli ha confermato di essere pienamente a conoscenza della situazione e dei disagi che stanno subendo gli utenti del Sant’Alessio ma anche che “la Regione non può risolvere il contratto del direttore, lo può fare il Cda, in piena autonomia”.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio