Disabilità, la Garante Formisano presenta in commissione la relazione semestrale
Al centro dell’audizione le segnalazioni delle famiglie, l’accesso al lavoro, l’assistenza scolastica, le barriere burocratiche e la necessità di una rete istituzionale più capillare.

13/10/2026 -
La commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale, presieduta da
Alessia Savo, ha ascoltato oggi la relazione semestrale della Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, Anna Teresa Formisano. L’audizione ha offerto un quadro delle attività svolte dall’ufficio e delle principali criticità segnalate da cittadini e famiglie.
Formisano ha ricordato che l’ufficio, avviato dopo la sua nomina alla fine di febbraio, è diventato in pochi mesi un punto di riferimento per numerose persone: dalle iniziali una o due comunicazioni si è passati a una media di circa venti e-mail al giorno. «Le competenze assegnate alla Garante e ai suoi uffici sono innumerevoli – ha spiegato – e vorrei dare a tutti le risposte che si aspettano. Non sempre è possibile, anche perché sono coinvolti interlocutori diversi, a vari livelli istituzionali».
Secondo la Garante, circa l’ottanta per cento delle segnalazioni arriva da madri che spesso affrontano da sole situazioni familiari complesse. Le richieste riguardano, tra l’altro, permessi previsti dalla legge 104, lavoro agile, assistenza scolastica, trasporto, sostegno e continuità dei servizi. Formisano ha sottolineato che il luogo di residenza non può determinare la qualità delle tutele: vivere in un piccolo comune montano, ha osservato, può rendere ancora più difficile accedere alle opportunità e all’assistenza.
Tra gli ostacoli più ricorrenti Formisano ha indicato la burocrazia, definita “un muro a volte invalicabile”, richiamando il principio costituzionale della rimozione degli ostacoli che limitano l’uguaglianza. Ha quindi riferito del confronto costante con l’assessore regionale ai Servizi sociali Massimiliano Maselli e del lavoro avviato per strutturare l’ufficio, predisporre procedure condivise e presentarne funzioni e competenze agli enti coinvolti.
La Garante ha illustrato i protocolli d’intesa già avviati o in preparazione con università, Inail, Inps, Disco Lazio e Nas. Con gli atenei l’obiettivo è creare osservatori dedicati all’analisi dei problemi delle persone con disabilità e rafforzare la sensibilizzazione di studenti e docenti. Altri ambiti di intervento riguardano il contrasto alle truffe ai danni delle famiglie, il turismo accessibile e il coordinamento con le Asl, indicate insieme alle scuole tra gli enti più frequentemente oggetto di segnalazione.
Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro. Formisano ha evidenziato che molte persone con disabilità, anche laureate e altamente qualificate, non trovano risposte adeguate e inviano quotidianamente curricula all’ufficio. Ha chiesto procedure più semplici per l’incontro tra domanda e offerta e ha ricordato la presenza, anche negli enti pubblici, di posti destinati alle categorie protette ancora vacanti.
Sul fronte nazionale, la Garante ha riferito di aver avviato interlocuzioni con diversi ministeri e con organismi competenti in materia di sport, istruzione e welfare. Ha inoltre richiamato la necessità di diffondere la conoscenza della Disability Card europea e di promuovere una formazione specifica per i dipendenti pubblici.
Tra le proposte avanzate figura la nomina di garanti provinciali, così da costruire una rete territoriale più capillare.
Angelo Tripodi (FdI) ha condiviso l’ipotesi, proponendo di inserirla nella normativa regionale e sottolineando la necessità di abbattere sia le barriere strutturali sia quelle culturali.
Rodolfo Lena (Pd) ha posto l’accento sulle risorse necessarie al funzionamento dell’ufficio e sulla capacità della Garante di intervenire concretamente nelle situazioni segnalate. Ha indicato tra le criticità i centri per l’impiego, il mancato rispetto degli obblighi di assunzione da parte di alcune aziende e la continuità dell’assistenza, chiedendo maggiore sinergia con la Consulta regionale per la disabilità.
Umberto Emberti Gialloreti, presidente della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità, ha ricordato la necessità di un rapporto stabile con i corpi intermedi e di un impegno condiviso tra le forze politiche. Ha richiamato i temi del caregiver, dell’uniformità territoriale e dell’integrazione sociosanitaria, ribadendo che non si tratta di bisogni da soddisfare, ma di diritti da garantire.
L’assessore alle politiche sociali,
Massimiliano Maselli, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto da Formisano, ricordando che il compito della Garante è portare all’attenzione degli assessorati e delle commissioni le criticità dei cittadini. Ha confermato l’impegno per garantire le risorse necessarie e ha indicato nella formazione un tema fondamentale, citando il progetto Tobia, giunto alla terza edizione con la partecipazione della rete ospedaliera.
In chiusura, la presidente Savo ha ringraziato la Garante “non solo per i contenuti, ma anche per il metodo scientifico utilizzato”, definendo la relazione un supporto importante per la collaborazione con le commissioni consiliari.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio