Biodigestore di Civitavecchia, comitati e Comune chiedono la revoca dell'autorizzazione
Audizione in commissione, ascoltati i cittadini e i rappresentanti istituzionali.

12/10/2026 - La commissione Urbanistica, politiche abitative e rifiuti del Consiglio regionale, presieduta da
Laura Corrotti, ha ascoltato oggi i comitati contro la realizzazione del biodigestore di Civitavecchia.
L’audizione è stata aperta dalla richiedente, la consigliera
Alessandra Zeppieri (Polo progressista) che ha parlato di un “impianto da 120mila tonnellate annue, decisamente sproporzionato rispetto alle esigenze del territorio. In generale nel Lazio sono in corso di realizzazione impianti per un milione di tonnellate, contro un fabbisogno di circa 700mila. Rischiamo di diventare la pattumiera di tutto il paese”.
D’accordo anche la consigliera
Emanuela Mari (FdI) che ha ricordato anche il diniego dato dalla Regione alla richiesta di proroga per l’autorizzazione.
Simona Ricotti (comitato Fermiamo il biodigestore) ha ricordato “i tanti impianti ad alto impatto ambientale presenti nell’area di Civitavecchia, dal porto alle centrali elettriche, al centro chimico. Per non parlare della richiesta di ampliamento della discarica, oltre 420mila tonnellate annue di rifiuti”. Sono state simbolicamente consegnate alla commissione 5.700 firme raccolte a sostegno della battaglia contro il biodigestore che vanno ad aggiungersi alle 4mila già depositate negli anni scorsi.
Stefano Giannini (assessore all’Ambiente del Comune di Civitavecchia) e
Ismaele De Crescenzo (presidente della commissione Ambiente del Comune di Civitavecchia) hanno chiesto di procedere con una valutazione di impatto sanitario e quindi a una nuova valutazione di impatto ambientale.
Giancarlo Frascarelli (consigliere dell’Area metropolitana Fdi) e
Simona Galizia (consigliera comunale Fdi di Civitavecchia) hanno ringraziato i comitati e hanno ricordato che accanto agli atti tecnici “c’è sempre la politica che approva gli atti di indirizzo. Dalla commissione di oggi deve partire una fase nuova”.
Secondo la consigliera
Marietta Tidei (Iv) “la Regione ha fatto bene a negare la proroga alla società che ha proposto l’impianto, Ambienta Lazio, è un impianto che non ci convince, ha una taglia assolutamente sproporzionata alle esigenze del territorio. Civitavecchia ha avuto troppi fattori di pressione ambientale”.
Vincenzo D’Antò (M5s) ha apprezzato il clima unitario di tutte le forze politiche presenti: “Questo impianto non deve arrivare a Civitavecchia - ha dichiarato – ci sono sufficienti elementi per revocare l’autorizzazione”.
Emanuela Mari, visto che l’impianto non sarà realizzato nei tempi previsti dall’autorizzazione, ha ribadito che non vanno concesse proroghe.
Sono, infine intervenuti i tecnici della Regione.
Marco Rizzuto (Arpa Lazio) ha spiegato che Arpa ha dato valutazioni meramente tecniche con prescrizioni rispetto alle tecnologie impiegate”, mentre
Ferdinando Maria Leone, dirigente area Autorizzazione integrata ambientale, ha ripercorso la storia dell’autorizzazione e ha spiegato che, in realtà. visto il crollo dei prezzi di lavorazione, gran parte degli impianti autorizzati non sono mai stati realizzazioni e il Lazio continua a trasportare i rifiuti organici negli impianti del nord: “Per quanto riguarda l’impianto di Civitavecchia – ha spiegato – la Regione per poter valutare la proroga richiesta dalla società ha chiesto una relazione integrativa, la società ha fatto ricorso contro questa richiesta e a gennaio ci sarà la discussione di fronte al Tar”.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio