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Il Consiglio regionale approva all'unanimità dei presenti la proposta di legge n.304 sui debiti fuori bilancio

L'Aula approva la norma con 27 voti favorevoli. Le opposizioni non partecipano al voto finale. Gli interventi del consigliere D'Amato, dei rappresentanti di maggioranza, dell'assessore Righini e del presidente Francesco Rocca.
Seduta consiglio regionale 03 11 202603/11/2026

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal presidente Antonello Aurigemma e alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, ha approvato all'unanimità dei presenti, con 27 voti favorevoli, la Proposta di legge regionale n. 304 del 2 ottobre 2026.

La norma, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 895 del 1° ottobre 2026, riguarda il “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lett. a), del d.lgs. 118/2011 e variazioni al bilancio di previsione della Regione Lazio 2026-2028”.

I gruppi consiliari di opposizione non hanno partecipato al voto finale, abbandonando l'Aula al termine delle dichiarazioni di voto.

Durante la fase delle dichiarazioni di voto, il consigliere Alessio D'Amato (Azione) ha espresso una dura posizione di contrarietà al provvedimento, definendolo un atto destinato a destinare 78 milioni di euro a un privato mentre il Fondo sanitario nazionale rischia di scendere sotto la soglia del 6 per cento del PIL. D'Amato ha sottolineato il contrasto tra le proteste delle altre Regioni per i tagli alla sanità e il "silenzio" dell'amministrazione laziale.

Entrando nel merito politico e amministrativo, il consigliere di opposizione ha contestato la condotta del presidente Rocca, accusandolo di "scaricabarile" e sostenendo che abbia mantenuto la delega alla Sanità per adempiere ad impegni presi. Secondo D'Amato, si tratterebbe di una forzatura in violazione di pronunce giudiziarie, con il rischio di alimentare nuovamente il contenzioso sanitario. Il rappresentante di Azione ha inoltre criticato la gestione legale della Regione, chiedendosi perché l'ente non abbia presentato ricorsi o controperizie rispetto a quella di parte né dato notizia della sentenza nel 2023, annunciando infine che l'opposizione non avrebbe partecipato alla votazione dell'Aula.

Per i gruppi di maggioranza è intervenuto Luciano Mario Crea (Lista Rocca), che ha espresso perplessità per la scelta dell'opposizione di abbandonare l'Aula e ha ricordato che la sentenza ripercorre ritardi e omissioni verificatisi tra il 2012 e il 2023. Crea ha ribadito la piena legittimità dell'atto, evidenziando come la maggioranza abbia condiviso l'emendamento dell'opposizione finalizzato ad eliminare gli interessi.

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Daniele Sabatini ha qualificato il testo come una norma tecnica derivante da una sentenza passata in giudicato, criticando la posizione "oltranzista" assunta dalle minoranze. Sabatini ha rimarcato che l'amministrazione ha agito per garantire la correttezza dei conti e limitare il pagamento alla sola sorte capitale e alla rivalutazione monetaria. Il consigliere Nazzareno Neri (Udc) ha confermato il voto favorevole del proprio gruppo.

In sede di replica, l'Assessore al Bilancio Giancarlo Righini ha respinto le accuse dell'opposizione, sostenendo che le responsabilità per i ritardi risalgono alla precedente legislatura e ricordando che la trasparenza della gestione finanziaria regionale è stata attestata dai giudizi di parifica della Corte dei Conti.

In chiusura dei lavori, il Presidente della Regione Francesco Rocca ha ringraziato la maggioranza per la compattezza e ha replicato alle critiche, giudicando la non partecipazione delle minoranze al voto una mancanza di rispetto istituzionale. Rocca ha rivendicato la trasparenza e l'imparzialità dell'amministrazione nei rapporti con tutti i soggetti privati e la riduzione del contenzioso in sanità, evidenziando che procedere senza indugio al pagamento evita all'ente un ulteriore esborso di 9.000 euro al giorno in interessi. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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