In Commissione Sanità l'audizione sulla proposta di legge sulla disciplina dei servizi e delle strutture socioassistenziali

Apprezzamento per l’impianto innovativo della norma: contributi e osservazioni da istituzioni, ASP e terzo settore
Seduta della commissione Sanità 17/02/2026 - Si è svolta presso la sala Etruschi l’audizione della VII Commissione “Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare”, presieduta dalla consigliera Alessia Savo (FdI), sulla proposta di legge regionale n. 245 del 2 gennaio 2026, recante la “Disciplina dei servizi e delle strutture socioassistenziali”.

Erano presenti l’assessore Massimiliano Maselli e i consiglieri Daniele Sabatini (FdI), Eleonora Berni (FdI), Giorgio Simeoni (Forza Italia), Roberta Della Casa (Forza Italia), Nazzareno Neri (Noi Moderati), Eleonora Mattia (PD) e Marietta Tidei (Italia Viva) 

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Commissione, che ha evidenziato come la proposta di legge rappresenti una norma attesa, frutto di un percorso avviato dalla Giunta, e abbia l’obiettivo di raggiungere il massimo livello di condivisione. È stata inoltre annunciata la possibilità, per i soggetti auditi, di trasmettere contributi scritti a supporto del lavoro emendativo e della successiva fase attuativa.

Nel corso dell’audizione sono intervenuti numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e del terzo settore.

Salvatore Regoli, per l’Associazione Juppiter, ha espresso una valutazione positiva sull’impianto della proposta di legge, sottolineando l’importanza di un approccio moderno e personalizzato ai servizi, capace di promuovere inclusione e autonomia. Ha evidenziato la necessità di valorizzare la dimensione comunitaria e di favorire l’apertura delle strutture al territorio, al mondo della scuola e alle realtà associative, affinché le persone fragili siano riconosciute come risorsa attiva.

Mons. Antonino Treppiedi, della Fondazione San Giorgio Roma, ha apprezzato in particolare il carattere organico e sistematico della proposta di legge, che consente maggiore chiarezza e facilità di consultazione. Ha richiamato l’attenzione sull’importanza dei futuri atti attuativi, affinché i principi contenuti nella legge trovino concreta applicazione, soprattutto in materia di accreditamento e trasparenza.

Francesca Malara, per il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, ha lodato la chiarezza del testo e l’impostazione olistica della proposta. Ha posto l’accento sulle difficoltà del terzo settore nel reperimento degli immobili, evidenziando il tema dell’abitare come bisogno primario e centrale nei percorsi di inclusione sociale, in particolare per le cosiddette “fasce grigie” della popolazione.

Gianluca Penza, per la Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato il valore del riconoscimento del ruolo della società civile e del volontariato. Ha evidenziato il delicato equilibrio tra regolamentazione e flessibilità, necessario per evitare eccessi di istituzionalizzazione, formulando alcune osservazioni puntuali su specifici articoli del testo, pur confermando un giudizio complessivamente positivo sull’impianto della legge.

Luigi Vittorio Berliri, del Coordinamento Case-famiglia “Casa al plurale”, ha proposto una riflessione sulla necessità di favorire strutture di dimensioni più contenute, più vicine al modello familiare che a quello istituzionale. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di prevedere adeguate norme transitorie per garantire continuità ai servizi già autorizzati.

Massimiliano Monanni e Serafino Giuliani delle Asp San Michele e Asilo di Savoia hanno richiamato l’attenzione sull’articolo dedicato ai servizi sperimentali, sottolineando l’importanza di riconoscere e stabilizzare esperienze già attive, come i servizi post-comatosi e Alzheimer, all’interno di un quadro normativo chiaro e uniforme.

Antonio De Napoli, presidente dell’ASP ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro, ha apprezzato il riconoscimento dell’innovazione sociale e il bilanciamento tra semplificazione amministrativa e vigilanza. Ha inoltre richiamato l’importanza della trasparenza e degli open data come strumenti di garanzia per cittadini e utenti.

Maria Veronica Gallinaro, direttore generale dell’ASP Istituti Riuniti del Lazio, ha espresso un giudizio molto favorevole sulla proposta di legge, definendola snella, chiara e di facile applicazione. Ha evidenziato come la distinzione tra servizi soggetti ad autorizzazione e quelli assoggettati a semplice comunicazione rappresenti una semplificazione rilevante, in grado di rispondere più rapidamente ai bisogni socioassistenziali.

Alessandro Ferretti, presidente dell’ASP Tuscia, ha valorizzato il richiamo alla centralità della persona contenuto nell’articolo 1 della proposta, sottolineando l’importanza di evitare soluzioni puramente abitative prive di adeguati controlli e di mantenere un forte riferimento al modello familiare.

In conclusione, l’assessore Maselli ha evidenziato come la proposta di legge costituisca una riforma strutturale, ribadendo la centralità del ruolo del Consiglio regionale. Ha condiviso l’opportunità di rivedere alcuni parametri dimensionali delle strutture, aprendo alla possibilità di miglioramenti attraverso il lavoro emendativo. l’assessore competente ha, infine, ringraziato i partecipanti per i contributi forniti, assicurando che le osservazioni emerse saranno oggetto di approfondimento. È stato ribadito che la fase dei provvedimenti attuativi avverrà in stretto confronto con la Commissione e con i soggetti del settore, al fine di rendere la nuova disciplina pienamente efficace e condivisa. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio