Prevenzione antincendio, audizione sulla reintroduzione della norma sul fuoco prescritto
Ascoltati enti parco e associazioni. L'assessore Ciacciarelli ha illustrato le iniziative prese dalla Giunta.

13/10/2026 - La commissione Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione del Consiglio regionale ha svolto un’audizione sul reinserimento della disciplina del fuoco prescritto nella normativa. Il fuoco prescritto (o incendio controllato) è una tecnica di applicazione consapevole, esperta e autorizzata del fuoco su superfici pianificate. Si basa su progetti specifici per ridurre la biomassa vegetale infiammabile e prevenire incendi boschivi più ampi e devastanti.
Il presidente
Nazzareno Neri ha condotto i lavori alla presenza dei componenti della commissione
Giulio Zelli (FdI) e
Salvatore La Penna (Pd) ‒ promotore dell’iniziativa ‒ e dell’assessore alle Politiche abitative, case popolari, politiche del mare, protezione civile,
Pasquale Ciacciarelli, del direttore regionale Emergenza, protezione civile e Nue 112,
Massimo La Pietra, e del dirigente regionale dell’area Geodiversità e monumenti naturali,
Diego Montero. Hanno partecipato all’incontro:
Francesco Carta, presidente dell’associazione Comunità del Lazio meridionale e isole pontine,
Paola Fracaro dell’associazione Incontri e confronti,
Matteo Monaco e
Adriano Gunnella, rispettivamente presidente e direttore del Parco naturale monte Navegna e monte Cervia,
Emiliano Manari, direttore dell’ente regionale Roma natura,
Giorgio De Marchis, direttore del Parco naturale regionale dei monti Aurunci, e
Marco Petrelli, direttore del Parco naturale regionale Laghi Lungo e Ripasottile. Per la Riserva naturale di Nazzano e Tevere-Farfa il direttore
Marco Petrelli e la responsabile della comunicazione
Manuela Capotombolo, per il Parco naturale regionale dei monti Simbruini il dirigente
Giuseppe Marzano, e per il Parco naturale regionale di Veio il presidente
Giorgio Polesi.
Nel corso degli interventi
La Penna ha ringraziato per aver accolto la proposta di audizione su un tema così importante per la mitigazione del rischio incendi, la preservazione della biodiversità e la conservazione degli habitat naturali, auspicando che si possa reintrodurre la norma sul fuoco prescritto dopo una riflessione con gli stakeholder, le associazioni del territorio e gli enti dei parchi, e che si faccia in modo che non venga rimossa o ritoccata come avvenuto a seguito dell’intervento abrogativo del comma 121 dopo le modifiche introdotte dall’art. 64-bis alla legge regionale 39/2002. La delibera di Fiunta 228/2023 già definisce i criteri di intervento, le aree bersaglio, i fattori precauzionali, e la pianificazione locale, pertanto, secondo La Penna, bisognerebbe corroborare nei prossimi mesi un quadro già definito con la reintroduzione della norma, e aiutare tutti quei territori che nel Lazio sono soggetti a forte rischio di incendio, come quelli della provincia di Latina. Inoltre, ha aggiunto il consigliere, il fuoco prescritto è già impiegato in altre regioni come la Toscana, la Puglia, il Piemonte e la Campania.
Montero ha aggiunto a riguardo che anche altri paesi applicano questa tecnica nel mondo (Stati Uniti, Australia, Sudafrica) e in Europa (Spagna, Francia, Portogallo, e Scandinavia) e che essa necessita sì di particolari condizioni climatiche, del rispetto della biodiversità, del periodo di nidificazione delle specie, e delle aree protette, ma rappresenta una risorsa importante in veste di prevenzione e per il controllo degli incendi estivi, e potrebbe trovare applicazione, ad esempio, in provincia di Latina.
Per
Polesi invece, occorrerebbe intervenire maggiormente sul problema a livello boschivo, mentre secondo
Carta uno dei fattori principali di rischio incendi per i territori è rappresentato dal rinnovo della cotenna erbosa necessaria alla conduzione degli allevamenti di bestiame allo stato brado. Secondo Carta, sarebbe utile un confronto fra la Regione e le imprese locali, e che queste collaborino alla tutela e alla conservazione del territorio.
Marzano ha ribadito l’utilità del fuoco prescritto come strumento di contrasto all’interno dei piani antincendio, proponendone un uso anche estensivo attraverso l’adozione di fasce controllate a prevenzione dei boschi, da destinare poi al pascolo, e sottolineando la necessità di un progetto di comunicazione per superare le diffidenze e le perplessità della popolazione e delle autorità locali. Anche per
Petrelli una norma sui fuochi prescritti sarebbe utile come attività antincendio per le aree a rischio. Riguardo a tali attività, l’assessore
Ciacciarelli ha illustrato che è in corso un cambio di paradigma sul contrasto agli incendi, e che essi sono già in diminuzione anche a seguito della distribuzione dei finanziamenti alle associazioni dei territori in cui è stato registrato il minor numero eventi, del pattugliamento con l’ausilio dei droni, e dell’impiego di termocamere nelle aree a maggiore criticità. Gli incendi, ha precisato l’assessore, spesso attecchiscono sulla sterpaglia e poi si propagano dove sono stati abbandonati i rifiuti, l’azione di contrasto è complessa, pertanto, c’è bisogno di un passo in avanti normativo.
De Marchis ha ricordato l’utilità dei gemellaggi e del presidio del territorio nella diminuzione del numero di incendi singoli, sostenendo che il fuoco prescritto non può essere risolutivo e dovrebbe integrare l’analisi dei dati, un piano antincendio più strutturato per un approccio immediato, e la gestione delle attività agropastorali rilevanti.
Manari invece si è soffermato sull’importanza della manutenzione delle aree protette, dei finanziamenti alle organizzazioni di volontariato che lavorano sul territorio, e del dialogo tra protezione civile regionale e comunale.
Il direttore regionale della protezione civile
La Pietra, ha spiegato che attualmente la gestione degli incendi boschivi è affidata tramite una convenzione ai Vigili del Fuoco per la fornitura dei direttori delle operazioni di spegnimento e delle autobotti e non è gestita direttamente da squadre specializzate della protezione civile e dei guardia parco. Per la tecnica del fuoco prescritto, inoltre, servirebbero dei professionisti con una formazione adeguata. Ha ben accolto, quindi, le proposte di modifiche e le integrazioni in vista di una futura norma, garantendo grande apertura al dialogo da parte della Regione.
L’audizione si è conclusa con le parole del presidente
Neri che ha ricordato l’importanza della prevenzione e ha invitato i partecipanti a inviare proposte e suggerimenti, fiducioso che si possa lavorare ad una legge a favore dei territori.
A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio