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Porrello ai garanti dei detenuti: "Necessario l'impegno delle istituzioni"

Il vicepresidente Porrello interviene all'assemblea della Conferenza dei garanti territoriali
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Il Garante dei detenuti del Lazio (terzo da sinistra), Stefano Anastasìa, con il vicepresidente del Consiglio regionale Porrello (quarto da sinistra) all'assemblea della Conferenza dei garanti territoriali dei detenuti. L'Assemblea  ha confermato Anastasìa come portavoce della Conferenza.09/10/2020
"Questo appuntamento appare ancora più significativo, considerate le difficoltà riscontrate, soprattutto nella fase iniziale, nella gestione dell'emergenza epidemiologica all'interno di strutture chiuse come le carceri”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello, delegato per la Conferenza delle assemblee legislative regionali al Coordinamento degli organi di garanzia, nel suo intervento per i saluti istituzionali all’assemblea della Conferenza dei garanti delle persone private della libertà personale, a Napoli il 9 e 10 ottobre. Porrello ha sottolineato l'importanza di questo appuntamento e ha ribadito la necessità di una collaborazione interistituzionale, consolidatasi nel tempo, attraverso la quale è stato possibile raggiungere risultati significativi, fra cui il lavoro di armonizzazione legislativa regionale svolto durante il 2019 dal Coordinamento degli organi di garanzia. “Concetti come legalità e certezza della pena – ha proseguito Porrello - sono indubbiamente capisaldi della società civile, ma la certezza della pena – che non significa compressione dei diritti fondamentali della persona – come sappiamo e come previsto dalla Costituzione, deve tendere alla rieducazione e alla reintegrazione del reo. Per fare ciò è anche necessario un cambio di mentalità della società civile, che parta prima di tutto dalle istituzioni, le quali devono agire per agevolare il lavoro dei garanti”.  

Porrello ha ricordato il lavoro svolto dal coordinamento degli organi di garanzia da lui presieduto che ha portato all’approvazione di un documento recante “Linee di indirizzo delle regioni e delle province autonome in merito alla disciplina degli organi di garanzia” che ha il duplice scopo di armonizzare per quanto possibile le legislazioni regionali e valorizzare e qualificare tali figure (garante iInfanzia, garante dei detenuti, difensore civico regionale). Porrello ha poi proseguito auspicando che in futuro ci possa essere un maggiore coinvolgimento della rete dei garanti, dei consigli regionali e più in generale di tutti i soggetti a vario livello operanti nel settore per un miglioramento complessivo delle condizioni di vita dei detenuti e nell'ottica della funzione rieducativa della pena. In tal senso, ha concluso con l'augurio che "alcune delle misure introdotte per la gestione dell'emergenza sanitaria possano essere mantenute anche in situazioni di normalità" e che possano essere avviate "delle riflessioni volte ad intensificare l'apertura delle carceri ad incontri culturali, di formazione scolastica e superiore, di diritto all'informazione, all'attività fisica ed alla comunicazione, anche prevedendo il ricorso a strumenti per svolgere a distanza lezioni, conferenze, incontri e dibattiti".

A presiedere l’assemblea è il Garante della Campania, Samuele Ciambriello, il quale a inizio lavori ha letto un messaggio di ringraziamento del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, mentre la relazione introduttiva è stata affidata al Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa, garante per le regioni Lazio e Umbria. Nella mattinata sono intervenuti anche il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis (in modalità telematica), la capo dipartimento Giustizia minorile e di comunità, Gemma Tuccillo, il provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana, Antonio Fullone, l’assessora alle politiche sociali del Comune di Napoli, Monica Buonanno.

I lavori sono proseguiti nel pomeriggio con le sessioni di lavoro su prevenzione sanitaria e diritto alle relazioni familiari, il lavoro, l’istruzione e l’offerta trattamentale, la funzione rieducativa della pena in contesti di criminalità organizzata e il reinserimento sociale e l’accoglienza delle persone private della libertà. sessione conclusiva pubblica.

La rete dei Garanti delle persone private della libertà

La Conferenza dei garanti territoriali delle persone private della libertà rappresenta gli organismi di cui si sono dotati regioni ed enti locali, in base alla legislazione nazionale e regionale. Il decreto-legge 146/2013 ha consentito ai detenuti e agli internati la facoltà di “rivolgere istanze o reclami orali o scritti, anche in busta chiusa … ai garanti regionali o locali dei diritti dei detenuti” e ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, al quale affida la responsabilità di “promuovere e favorire rapporti di collaborazione con i garanti territoriali, ovvero con altre figure istituzionali comunque denominate che hanno competenza nelle stesse materie”.

Nel corso degli ultimi 15 anni, 17 regioni e province autonome, 9 province e aree metropolitane, 50 comuni hanno istituito garanti dei detenuti o delle persone private della libertà, ovvero ne hanno formalmente affidato le funzioni ad altri organi di garanzia a competenza multipla.

La Conferenza, con sede presso la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome e sede operativa presso il Garante dei detenuti del Lazio,  rappresenta i garanti territoriali nei rapporti istituzionali con le autorità competenti e collabora con il Garante nazionale.

Tra gli altri compiti previsti dal proprio regolamento, la Conferenza dei garanti ha i seguenti: elabora linee-guida per la regolamentazione, l’azione e l’organizzazione degli uffici dei garanti territoriali; monitora lo stato dell’arte della legislazione in materia di privazione della libertà; coordina la raccolta di informazioni relative alle forme e ai luoghi di privazione della libertà nei territori di competenza dei garanti territoriali; effettua studi e ricerche, organizza eventi di dibattito e confronto promuove occasioni di confronto e di formazione comune dei garanti territoriali e del personale addetto ai relativi uffici; esercita ogni forma di azione ritenuta opportuna per la risoluzione delle problematiche relative alla privazione della libertà; elabora documenti comuni ai fini dell’unitarietà dell’azione dei garanti territoriali, rimanendo ferma l’autonomia di azione e di espressione di ogni garante; sostiene e promuove l’istituzione di nuovi garanti a ogni livello.
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A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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