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Piano rifiuti: i contenuti

05/08/2020
Il Piano regionale di gestione dei rifiuti, appena approvato in Aula, è il documento nel quale la Regione detta le linee programmatiche per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti e indica il relativo fabbisogno di impianti. In sintesi alla Regione spetta la pianificazione, sono i Comuni a essere poi responsabili del trattamento e dello smaltimento.
Punto cardine della delibera consiliare è il passaggio da un'economia di tipo lineare, in cui il rifiuto, alla fine del ciclo, viene smaltito in discarica o nei termovalorizzatori, a un'economia di tipo circolare, in cui la quantità dei rifiuti da smaltire diminuisce sempre più, mentre il resto viene recuperato per essere riutilizzato. Questo principio, dettato dalla normativa europea, viene introdotto nel Piano con azioni volte a diminuire la produzione dei rifiuti, all'aumento della raccolta differenziata, al riciclo e al riuso.
L'obiettivo minimo da raggiungere per quanto riguarda la raccolta differenziata è fissato al 70 per cento entro il 2025, anno finale di applicazione del Piano. Attualmente il Lazio è al 47,3 per cento, con un aumento del 20 per cento negli ultimi 7 anni.
Il Lazio viene diviso in cinque Ambiti territoriali ottimali, che corrispondono alle quattro Province (Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti) e all'Area metropolitana di Roma. Ciascun Ato ha tempo 36 mesi per raggiungere l'autosufficienza nel trattamento e nello smaltimento dei rifiuti. Nel frattempo è previsto un meccanismo di premialità e penalizzazioni rispettivamente per gli Ato in cui vengono conferiti rifiuti da Ambiti limitrofi e viceversa. Entro 120 giorni dalla pubblicazione del Piano sul bollettino ufficiale, il Consiglio regionale dovrà approvare un legge per regolare il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione
Un meccanismo particolare viene introdotto per quanto riguarda l'Area metropolitana di Roma. Il Comune dovrà raggiungere l'autosufficienza all'interno dei propri confini, stessa cosa vale per il resto del territorio.
Non vengono previsti nuovi termovalorizzatori. La Regione, infatti, vista la progressiva diminuzione dei rifiuti da smaltire prevista dal Piano, ritiene sufficiente la capacità dell'unico impianto in funzione attualmente, quello di San Vittore, in Provincia di Frosinone, autorizzato per 400mila tonnellate annue.
Autosufficienza, dei singoli Ato e di conseguenza dell'intera Regione, e riequilibrio territoriale degli impianti sono i due capisaldi del Piano. Attualmente, in tutto il territorio mancano le discariche di servizio sufficienti a garantire lo smaltimento, servono inoltre impianti di trattamento della frazione organica.
Nel Piano viene indicato come "modello" da seguire per gli impianti di trattamento il progetto del nuovo compound di Colleferro, di proprietà della società regionale LazioAmbiente: si tratta di un complesso industriale di nuova generazione che punterà non tanto alla mera separazione dei rifiuti come avviene attualmente nei Tmb, ma a estrarre risorse, le cosidette "materie prime seconde", dai rifiuti in entrata.
Ultimo punto di rilievo presente per la prima volta nel Piano rifiuti è il rafforzamento del sistema dei controlli, sia sulle nuove autorizzazioni richieste che sugli impianti esistenti. Per quanto riguarda, infine i nuovi impianti, in tutta la delibera si dà preferenza a interventi pubblici, anche prevedendo finanziamenti ai Comuni, rispetto a quelli privati. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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