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Il Consiglio regionale ha iniziato l'esame del Testo unico sul commercio

Il provvedimento è stato illustrato dal vice presidente della Regione, Daniele Leodori. La discussione generale proseguirà mercoledì 9 ottobre.
02/10/2019
Il Consiglio regionale del Lazio ha iniziato oggi l’esame della proposta di legge regionale n. 37 del 20 giugno 2018 “Disciplina del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande”, un vero e proprio Testo unico sul commercio, che riforma la legge regionale n. 33 del 1999 e razionalizza altre norme di settore emanate negli ultimi 20 anni. Il provvedimento è stato illustrato in Aula dal vice presidente della Regione, Daniele Leodori, secondo il quale il testo raccoglie e razionalizza tutte le normative di settore, riunificando in modo organico una serie di disposizioni frammentate in più testi: il commercio in sede fissa e su aree pubbliche (legge n. 33/1999); le reti d’impresa tra attività economiche su strada (legge n. 4/2006, articolo 113); il commercio all’ingrosso (legge n. 74/1984); l’attività di somministrazione di alimenti e bevande (legge n. 21/2006); la distribuzione della stampa quotidiana e periodica (legge n. 4/2005); il commercio di animali da affezione e il commercio equo e solidale.

“Nella stesura di questo lavoro – ha spiegato Leodori – si è tenuto conto, oltre che del lavoro di redazione già svolto nella precedente consiliatura, delle profonde e numerose modifiche intervenute negli ultimi anni nell’ordinamento statale ed europeo in tema di concorrenza, semplificazione amministrativa e liberalizzazione delle attività economiche e dello sviluppo di nuove forme aggregative tra imprese, ai fini di tutela e rigenerazione delle aree urbane. In particolare, sono stati adeguati i contenuti normativi regionali con quelli prescritti dalla direttiva europea n. 123 del 12 dicembre 2006, nota come Direttiva Bolkestein, e dal decreto legislativo n. 59/2010”.

Gli obiettivi del provvedimento, secondo Leodori, sono quelli di garantire un regime di libera concorrenza (“secondo condizioni di pari opportunità e di corretto funzionamento del mercato”), assicurare ai consumatori finali un livello minimo uniforme di condizioni di acquisto di prodotti e servizi sul territorio, prevedere procedure abilitative in linea con i princìpi europei e statali di semplificazione e di certezza dei tempi e, infine, avviare percorsi di valorizzazione del commercio di prossimità.

Dopo aver illustrato i nove capi che raggruppano i 109 articoli della proposta, Leodori ha chiuso il suo intervento sottolineando che “è la prima volta che la Regione si dota di un tale strumento, riconoscendo la rilevanza del settore all’interno dell’economia territoriale e riservando ad esso stanziamenti non più occasionali e sporadici ma basati su appositi programmi di indirizzo”.

Dopo la relazione del vice presidente della Regione, è iniziata la discussione generale, che si concluderà nella prossima seduta, convocata per le ore 11 di mercoledì 9 ottobre. Tutti gli interventi hanno avuto come elemento comune la necessità di riformare le norme sul commercio a vent’anni di distanza dall’ultima legge regionale e di adeguarle non solo alle successive disposizioni nazionali ed europee, ma soprattutto ai cambiamenti che hanno investito il tessuto economico del Lazio. Come anticipato negli interventi della discussione generale, le differenze saranno poi approfondite durante l’esame degli emendamenti e dei subemendamenti presentati dai vari consiglieri e dai gruppi.

Marta Leonori (Pd) è stata la prima a intervenire, sottolineando che “c’era grande attesa per questo testo, indicato come priorità da tutti i gruppi politici”. La relatrice di maggioranza ha poi ricordato il lavoro svolto in undicesima commissione: “Un lavoro fatto di molte audizioni, moltissimi emendamenti e un’azione di cucitura e ricucitura, che ci ha permesso di integrare e migliorare il testo. Abbiamo arricchito il testo con tanti temi che non erano presenti inizialmente e che però sono fondamentali per l’economia della nostra Regione e delle nostre città. Penso soltanto alle edicole, al fatto di aver inserito una sezione dedicata alla pianificazione e agli strumenti operativi a sostegno del settore, all'economia solidale e circolare e poi anche le attività dedicate ai negozi di animali”. Dopo aver elencato tutte le novità inserite nel provvedimento, Leonori ha messo in evidenza gli obiettivi della legge: “Tutelare e supportare gli operatori e i consumatori con regole più semplici, sanzioni più chiare ma più incisive, maggiori opportunità per tutti e strumenti per supportare e indirizzare”.

Il lavoro della undicesima commissione è stato elogiato anche dal suo presidente, Massimiliano Maselli (NcI), il quale ha ricordato il voto unanime con cui è stato trasmesso all’Aula il provvedimento. “Sicuramente sarà un testo che dovrà nel futuro essere migliorato e perfezionato – ha detto – però credo che sia almeno una buona base di partenza, guardando a quanto è successo in questi 20 anni. Questo Testo unico è un esempio chiaro di come si deve e si può semplificare e quindi delegificare prima della semplificazione, dando solo un atto normativo di riferimento a tutta questa importante e preziosissima categoria”. Tra tutte le novità ricordate nel suo intervento, Maselli ha posto particolare attenzione sulla “riqualificazione dei mercati, secondo me importantissima perché significa riqualificare le periferie. Pensiamo agli altri Paesi quanta importanza hanno dato in questi anni ai mercati e quanto turismo gira intorno a queste realtà”.

Di lavoro condiviso ha parlato anche Francesca De Vito (M5s), vice presidente della undicesima commissione, che si è soffermata sulle regole che riguardano gli esercizi di vicinato, anche con riferimento ai saldi, e sul principio per cui le sanzioni saranno rapportate alle dimensioni degli esercizi. Tra i punti salienti della proposta di legge, De Vito ha anche ricordato i maggiori poteri conferiti ai Comuni, la tutela dei lavoratori degli esercizi e la lotta al gioco d’azzardo. Enrico Cavallari (gruppo Misto), dopo aver ribadito che “un testo unico è sempre una cosa buona, perché semplifica e facilita anche la comprensione delle norme”, ha però criticato la scelta di non regolamentare bene “una materia molto complessa, quale quella del commercio su aree pubbliche che viene di fatto rinviata. Abbiamo ancora il tempo per metterci mano, sarebbe un peccato approvare un testo con punti poco chiari e non approfonditi”, ha detto.

Sergio Pirozzi (SPP) è intervenuto per dire che “il riordino, che era necessario, va bene solo se viene messa mano anche alla questione economica e agli incentivi”. A tal proposito Pirozzi ha ricordato un suo emendamento approvato all’unanimità nell’ultima manovra finanziaria che quest’anno consente di pagare il 20 per cento di meno di Irap ai commercianti al dettaglio, agli ambulanti e ad alcune categorie di artigiani. Il presidente della dodicesima commissione ha anche messo in evidenza la contrapposizione tra grandi e piccole imprese: “Dobbiamo difendere la nostra storia, che è la storia delle micro e piccole imprese. Altrimenti, siamo definitivamente distrutti”. Per Giuseppe Simeone (FI) “con questo testo viene messo ordine e viene regolata l’attività del commercio in questa Regione, con l’obiettivo finale di dare delle regole certe, senza dover andare a leggere diverse leggi in combinato disposto, interpretarle, metterle insieme e scegliere quella che sembra la più indirizzata verso le proprie necessità”. Come Pirozzi, anche Simeone ha auspicato che la Regione intervenga “con misure straordinarie continuative, misure strutturali, per sostenere l’attività commerciale nel suo complesso, partendo proprio da quelle in difficoltà come l’ambulantato”.

Alcune critiche sono state mosse invece da Giancarlo Righini (FdI): “Non mi lancerei nel definire questo un Testo unico, che di fatto sopprime tutte le altre norme in materia di commercio e riordina larga parte delle competenze assegnate al settore del commercio. Un provvedimento analogo fu adottato nella precedente legislatura per l’artigianato, anche quello con grande enfasi fu definito Testo unico. Doveva produrre degli effetti strabilianti sul rilancio dell’economia della nostra Regione ma temo che i dati economici certifichino che quel provvedimento non ha affatto inciso sul rilancio del settore dell’artigianato della nostra Regione e temo che questo provvedimento non produrrà gli effetti che oggi sento affermare”. Righini ha spiegato che a suo avviso i grandi temi non vengono affrontati, non potevano essere contenuti all’interno di questo provvedimento, “perché i problemi del commercio sono ben altri, come quello della pressione fiscale e quello della concorrenza sleale”. Anche Righini e il capogruppo Fabrizio Ghera hanno annunciato che nel corso dell’iter legislativo interverranno sulla questione degli ambulanti. Ghera, in particolare, ha messo in evidenza, tra l’altro, l’importanza della “storicità” di alcune attività commerciali. “Questo è un tema che non può essere sottaciuto o nascosto – ha detto – perché ci sono persone che svolgono queste attività da tanto tempo e devono essere valutate adeguatamente. Su questo chiediamo all’Aula di fare dei ragionamenti, anche nell’approvazione dei vari emendamenti”.

Anche Pasquale Ciacciarelli (FI) ha insistito sul fatto che, pur trattandosi di un "buon testo, frutto di grande lavoro", è lacunoso sulla questione del commercio ambulante. “Bisogna capire – ha detto – se si può aspettare l’approvazione della legge nazionale che ci sarà a fine del 2020, rendendo la proroga delle licenze così come già in vigore nella legge attuale e quindi cercare di prendere ancora del tempo per capire cosa poi farà lo Stato”. E’ questo il tema, secondo Ciacciarelli, “su cui ci si deve ulteriormente confrontare e capire se ci sono spazi di miglioramento, perché non possono essere infranti i sogni di tante persone che investono somme ingenti, magari comprando dei camion, non sapendo se, dopo dieci anni, quella possibilità di poter esperire il proprio commercio in quella determinata area pubblica è ancora valida o se devono abbandonare questo loro progetto di vita e magari trovarsi anche in grande difficoltà”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa