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Lazio. Il garante dell'infanzia Marzetti saluta il Consiglio

Conferenza stampa di fine mandato. Marzetti: “Quando sono arrivato era una figura poco conosciuta. Oggi non vi è ufficio che non risponda subito alle istanze del Garante”
A cinque anni esatti dalla sua nomina, avvenuta il 15 giugno 2016, il Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, saluta il Consiglio regionale con una conferenza stampa. Ad aprire i lavori il presidente del Consiglio regionale, Marco Vincenzi, e Mauro Buschini, presidente durante la maggior parte del mandato di Marzetti.

Dopo i ringraziamenti di rito ai dirigenti e al personale degli uffici che lo hanno supportato in questi anni, Marzetti ha ripercorso i primi passi della sua attività. “Figura poco conosciuta a livello sia regionale che nazionale – ha esordito Marzetti - quando sono arrivato l’ufficio era privo del Garante da diverso tempo. Spero che questo non accada più e che nei prossimi giorni sia nominato il mio successore. Ricordo che varie volte ho avuto degli scambi a livello comunale a livello regionale in cui si capiva bene quale fosse il ruolo del garante, figura un tempo poco conosciuta. Quando si inviava una nota ai servizi sociali, alle Asl non rispondeva alcuno. Oggi, invece, non vi è ufficio della Regione Lazio che non risponda tempestivamente alle istanze del Garante. Un Garante operativo, che abbia la sua visibilità e che porti al centro il tema dei minori in un momento così delicato e fondamentale per i ragazzi. Quello del Garante deve essere un ruolo terzo, non deve essere un ruolo politico. Al di là delle posizioni politiche ho cercato di dare uno strumento operativo, tanto da essere nominato dal governo, prima quello gialloverde poi quello giallorosso, commissario della comunità del Forteto, per gli abusi che sono stati fatti per tanti anni e fare rispettare la presenza dello Stato all’interno di spazi così delicati”.

 “Siamo la prima regione –ha proseguito Marzetti - per quanto riguarda la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Molte volte si parla del tema dell’accoglienza, ma non c’è vera accoglienza se non c’è una struttura che possa impiegare i ragazzi nel tessuto sociale. Sono più di 500 le nomine di tutori volontari effettuate dal Tribunale dei minori di Roma e sono incredibili i percorsi di questi ragazzi che una volta invece erano ‘parcheggiati’ all’interno dei centri di accoglienza, senza un futuro. Adesso, invece, sono riusciti ad avere un ruolo nel nostro tessuto sociale. Sui minori non ci deve essere parte politica. Ricordo quando ci fu il caso della Diciotti chiesi di fare scendere i minori, e Salvini fece scendere i minori. Sui minori dobbiamo essere tutti uniti. Per quanto riguarda le posizioni dei tanti casi che si rivolgono al Garante, dei privati cittadini, di associazioni, di scuole, di genitori che non sanno come risolvere un loro problema. Ebbene, questo ruolo è fondamentale, perché deve attivarsi presso le istituzioni competenti, per portare un risultato all’interno della collettività. Quando sono arrivato nessuna struttura rispondeva. Adesso non c’è struttura che non risponda tempestivamente. Abbiamo tante tematiche importanti. La Regione Lazio ha legiferato in materia di bullismo e cyberbullismo e abbiamo fatto decine e decine di incontri nelle scuole, per fare conoscere ai ragazzi la buona politica. I genitori molte volte tendono a non essere presenti, mentre è importante il loro coinvolgimento”.

E proprio a proposito di genitori, Marzetti ha parlato di quello che considera uno dei temi centrali del momento: la conflittualità genitoriale all’interno delle famiglie. “Bisogna intervenire subito, con tutela – ha detto Marzetti a tale proposito - per aiutare le persone a superare questo momento. La separazione non deve creare danno per i minori che comunque sono vittime di questo sistema in cui la conflittualità genitoriale è arrivata a livelli molto alti. E’ necessario un intervento tempestivo, così come stanno facendo vari tribunali. Faccio parte del tavolo del Tribunale di Roma per le violenze sulle donne e sui bambini, una squadra che lavora con la Procura della Repubblica, per cercare di capire come intervenire all’interno di questi processi”.

“I nostri ragazzi – ha detto Marzetti a proposito della pandemia che lo ha visto impegnato in questi mesi - hanno bisogno di supporto adesso, perché porteranno con sé le conseguenze di questa situazione negli anni. Dobbiamo intervenire, affinché il supporto si sviluppi con la massima attenzione, altrimenti rischiamo di provocare dei danni che devono essere evitati con una buona collaborazione all’interno delle scuole. Ho chiesto alla Regione di intervenire, sul tema dell’apertura estiva per i ragazzi. Deve essere lo Stato, la Regione in questo caso a intervenire per organizzare la loro estate, laddove ci sono difficoltà nelle famiglie. Dobbiamo arrivare a settembre/ottobre pronti a ricominciare una scuola in presenza al cento per cento”.

“L’azione del Garante è stata a tutto campo – ha dichiarato Vincenzi - e ha riguardato temi generali dell’Infanzia, ma anche altrettanto importanti i temi puntuali, sia nelle grandi vicende che hanno interessato l’opinione pubblica sia sui singoli problemi che a volte rappresentano eventi traumatici per le bambine e i bambini della nostra comunità. Questa è un’attività intensa anche con la collaborazione istituzionale, anche proattiva del Consiglio regionale, Credo che si sia fatto un buon lavoro in questo quinquennio che deve proseguire. Il Consiglio regionale intende procedere tempestivamente alla nomina del nuovo Garante. Celermente gli uffici procederanno all’esame delle proposte che arriveranno e altrettanto celermente andremo in Consiglio per la nomina del Garante, comunque prima dell’estate, in tempi veramente brevi.”

Come prevede la legge 38/2002, il Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza è eletto dal Consiglio regionale ed è scelto tra persone che dispongano di particolare competenza nel settore della tutela dei diritti dei minori e dell’infanzia, esperienza nel campo del sostegno all’infanzia, della prevenzione del disagio sociale e dell’intervento sulla devianza minorile ovvero che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di particolare responsabilità e rilievo nell’ambito delle materie sociali. Dura in carica cinque anni. L’avviso per la presentazione delle candidature è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 54 del 3 giugno e scade il prossimo 18 giugno. La procedura prevede che ci sia un esame delle candidature dal punto di vista tecnico, in quanto a titoli e compatibilità, poi sarà il Consiglio regionale che voterà a scrutinio segreto.

Roma, 15/06/2021


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