Donne, 150° Italia. Abbruzzese: "E' con voi che può ripartire lo sviluppo"

Giornata-evento sull'Unità organizzata dalla Consulta Femminile: Persichetti "Guardiamo all'Europa facendo tesoro del ruolo delle grandi donne del passato"

Approfondire il ruolo determinante delle donne lungo tutti i 150 anni dell'Unità d'Italia, guardando al futuro. Partendo da questo spunto di riflessione, la Consulta femminile regionale per le pari opportunità ha animato oggi, al Tempio di Adriano a Roma, la manifestazione "150 anni di storia: prosegue il cammino delle donne".
Ad aprire i lavori, dopo la lettura da parte della presidente della Consulta Persichetti, dei saluti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di sua moglie Clio, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, ha reso omaggio alle eroine del Risorgimento e della Resistenza, nonché alle spose, madri, figlie e sorelle degli uomini divenuti famosi per aver contribuito a scrivere la storia del nostro Paese. Un omaggio che oggi va concretizzato nella netta convinzione che la maggiore partecipazione delle donne alla vita produttiva sia determinante per contribuire a rilanciare la crescita.

"Le recenti stime della Banca d'Italia - ha dichiarato Abbruzzese - ci dicono che portando l'occupazione femminile al 60%, così come previsto dal trattato di Lisbona, si avrebbe un aumento del Pil del 7%. Il premier Monti ha più volte fatto suo questo concetto e noi siamo senz'altro sulla sua stessa lunghezza d'onda".
Abbruzzese ha poi denunciato la triste consuetudine di pretendere dimissioni in bianco dalle giovani donne all'atto dell'assunzione, in vista di possibili gravidanze. "E' è ora di invertire la rotta e porre fine a questa inciviltà, che rappresenta un'evidente disparità di trattamento nell'accesso al mercato del lavoro", ha detto.
"Nonostante le resistenze di una tradizione maschile radicata nel tempo e che ha ostacolato l'inserimento delle donne nel campo lavorativo, imprenditoriale, sociale e politico, oggi quest'ultime hanno raggiunto importanti traguardi e in moltissimi casi hanno dimostrato di saper fare meglio degli uomini. Non è un caso che le imprese 'in rosa' continuino a crescere ad un ritmo superiore a quello medio dell'imprenditoria nazionale, soprattutto nel Lazio e più in generale nelle regioni del Centro Italia". "Autorevoli economisti - ha continuato Abbruzzese - sostengono che il lavoro delle donne sia oggi il più importante motore dello sviluppo mondiale, teoria economica sintetizzata anche dal termine Womeconomics. Se da un lato le stime della Banca d'Italia ci dicono che portando l'occupazione femminile al 60% otterremmo un aumento del 7% del prodotto interno lordo, dall'altro assistiamo in Italia ad un aumento della disoccupazione femminile. Condivido quindi ciò che ha voluto sottolineare anche il premier Monti in un suo intervento a questo proposito sull'importanza che le donne rivestono nel nostro Paese, in termini di benessere per le famiglie, ma anche per l'economia. E' da qui che dobbiamo ripartire evitando qualsiasi forma di esclusione dal mondo del lavoro".
"La Consulta femminile del Lazio che esiste dal 1976 - ha concluso Abbruzzese -, ha sempre dato un importante contributo in tal senso e lavora anche oggi per facilitare questo rinnovamento culturale. Dobbiamo dunque continuare su questa strada, creando proposte di politiche femminili e di welfare a misura di famiglia".

Nella relazione introduttiva, la presidente della Consulta femminile Donatina Persichetti, ha esaltato il ruolo fondamentale dell'Italia in Europa tra gli Stati membri garantendo progetti di pace, stabilità e di cooperazione per lo sviluppo e la competitività internazionale. "Su questi presupposti - ha sottolineato Persichetti - la Consulta ha promosso questa giornata-evento per far emergere il ruolo delle donne nella costruzione dell'Italia Unita, rimaste all'ombra della memoria storica e della gloria, pur avendo compiuto gesta di vitale importanza nel processo di Unità".
Per Persichetti: "Le donne ed i giovani, guardano con fiducia al futuro della nuova Unità dell'Italia dentro il progetto dell'Unione Europea, come ad una grande ed irrinunciabile opportunità".
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