In commissione VIII illustrato il regolamento sui biodistretti e audizione su ampliamento parco dell'Inviolata

Lo schema di delibera contenente il regolamento è stato illustrato dall'assessore Onorati; l'ampliamento è invece previsto da una proposta di legge.
Pomodori bio. 19/11/2020 - Doppio appuntamento oggi in commissione ottava Agricoltura e ambiente, presieduta da Valerio Novelli, con l’illustrazione al mattino dello schema di delibera n. 145 recante il regolamento sui biodistretti, illustrato dall’assessore all’agricoltura Enrica Onorati, e nel pomeriggio una audizione sulla proposta di legge n. 245 del 5 ottobre 2020, concernente “Ampliamento del Parco Naturale Archeologico dell’Inviolata di Guidonia “. Generale il consenso su quest’ultima, pur con i distinguo determinati dalle differenti posizioni di interesse degli intervenuti.

Durante l’audizione sono stati ascoltate anzitutto le parti istituzionali, come il Comune di Guidonia Montecelio, che con il sindaco Michel Barbet ha espresso soddisfazione per l’ampliamento del parco e si è augurato che la proposta diventi presto legge regionale. Anche Città metropolitana di Roma, con il consigliere Paolo Ferrara, ha espresso soddisfazione. Anche l’ente parco Monti Lucretili si è detto favorevole a questa nuova perimetrazione, che permetterà una maggiore tutela ambientale, anche se la presenza della discarica nel nuovo perimetro imporrà maggiore attenzione: ma il direttore Paolo Napoleoni ha tenuto a precisare che tale ampliamento renderà necessarie maggiori risorse economiche e di personale. Per la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, l’architetto Raffaella Strati ha fatto poi il punto sui vincoli ministeriali, ricordando che comunque per quanto riguarda la viabilità nelle aree soggette a vincolo si può solo effettuare la messa in sicurezza delle strade già esistenti. Di questo i vari enti devono comunque tenere conto, nell’esprimere i pareri di competenza.

Proprio sui vincoli ha centrato il suo intervento, tra le associazioni, l’Associazione amici dell’Inviolata, con Umberto Calamita che ha detto che, a proposito del vincolo, non si capiscono solo le piccole difformità rispetto a quello introdotte nella proposta di legge, che per il resto è pienamente condivisibile. Anzi “un passo in più” ha chiesto Calamita, in direzione di una green belt che vada dal Tevere all’Aniene. Per l’Associazione naturalistica valle dell’Aniene, il vicepresidente Francesco Cervoni si è detto favorevole all’ampliamento per ragioni di omogeneità territoriale, anzitutto. Vi sono infatti alcune specie animali la cui presenza si estende al di là dei confini della attuale perimetrazione, quindi si crea una frammentazione di habitat.

Per conto di Ambiente Guidonia srl, l’ing. Roberto Loreti ha detto che la società non ha osservazioni di merito su questo ampliamento, che anzi costituirà a suo dire uno stimolo ad impegnarsi ancora di più in una corretta gestione ambientale. Il Comitato Risanamento ambientale, con Marco Giardini, si è detto anch’esso “assolutamente favorevole” a questa proposta di legge, che sana una situazione in cui le associazioni ambientaliste per molti anni si sono sostituite agli enti pubblici nella tutela delle aree in questione. Condivisibile a suo avviso la proposta di Calamita e giuste anche le osservazioni di Napoleoni.

A nome della Società romana scienze naturali, il presidente Pierangelo Crucitti ha sottolineato la straordinaria  rilevanza della biodiversità rilevata nello scorso triennio all’interno dell’area in oggetto, con circa 170 specie presenti. Per Ambiente e società, Rodolfo Bosi ha fatto un richiamo alla legge regionale 29 del 1997 che inquadra la materia e concordato sul fatto che ancora più importante del puro e semplice ampliamento sarebbe costituire un sistema di aree protette che si estenda dalla Tiburtina all’Aniene.

Tra i consiglieri, Massimiliano Maselli ha fatto presente, pur nel concordare sull’importanza di questo provvedimento, il problema politico costituito dal fatto che gli interventi in questa materia sono stati effettuati in modo sporadico in questi anni, anche all’interno di normative di tutt’altro genere (come quelle di bilancio). Serve invece una nuova legge quadro in materia, secondo il consigliere di Fratelli d'Italia. Per Eugenio Patanè del Pd, il problema è sempre il modello di sviluppo che si ha in mente per la regione, da cui tutto il resto consegue di necessità: questo deve essere improntato a una crescita non di carattere esclusivamente economico. D’accordo Patanè sulla riforma della legge 29 e sulla necessità di dotazioni maggiori per il parco.

In mattinata, l’assessore all’agricoltura Enrica Onorati aveva illustratro lo schema  di  deliberazione n. 145, concernente: “Disposizioni per la disciplina e la promozione dei biodistretti”. L’assessore ha riferito che il provvedimento contiene il regolamento previsto dalla legge sui biodistretti, la n. 11 del 2019, che promuove la difesa del territorio e la promozione dell’agricoltura di qualità e il sostegno all’agricoltura sociale, con l’intento di garantire tra l’altro anche ricadute positive sulla salute dei cittadini. Il regolamento, ha detto l’assessore Onorati, si compone di 14 articoli, e prevede che il biodistretto sia incentrato sulla compartecipazione di soggetti pubblici e privati che rappresentano l’identità storico produttiva del territorio e che operano in modo integrato. Almeno tre imprenditori agricoli privati biologici e due comuni del territorio devono esser presenti nel bio distretto. La regione concede contributi per un limite massimo di non più del 50 per cento del valore dell’iniziativa e non più di 40 mila euro, in ogni caso: questo sulla base di avvisi che disciplinano la modalità e i criteri di concessione degli stessi. Ad una richiesta di chiarimenti di Eugenio Patanè del Partito democratico, l’assessore ha risposto che volutamente il regolamento lascia aperta la forma giuridica di questi enti, al fine di valutare le prospettive che questi enti presenteranno.

 

 

 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio