Il ruolo della medicina generale nella lotta al Covid sotto la lente della commissione settima

Audizione con le sigle di categoria a cui l'assessorato ha risposto di essere al lavoro per risolvere le criticità principali.
12/11/2020 - Nella prima delle tre audizioni di oggi in commissione sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Giuseppe Simeone, si è affrontato il tema “Rete Covid e medici di medicina generale”. Le associazioni di categoria hanno esposto varie criticità della situazione attuale, tra cui spicca la segnalazione della carenza di DPI, i dispositivi di protezione individuale che devono essere garantiti ai medici di medicina generale per far sì che essi operino in condizioni di sicurezza.

L'audizione è stata introdotta da Loreto Marcelli del Movimento 5 stelle, che ha riepilogato la situazione presente per quel che riguarda la categoria, tra carenza di personale e di attrezzature e incombenze notevoli causate dalla situazione. La figura del medico di medicina generale resta però, ha detto il consigliere, centrale nell’affrontare la pandemia, e da questo punto di vista troppi medici non hanno risposto al bando, ha concluso Marcelli.

Per lo SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), presenti  Giuseppe Di Donna e Giuseppe Lanna; il primo, in particolare,  ha detto che fin dai primi di marzo scorso sono state rappresentate delle proposte in cui si offriva la collaborazione della medicina generale, ma non è mai stato ricevuto un feedback da parte delle autorità preposte. Non è stato possibile alla sigla partecipare al protocollo di intesa siglato nei giorni scorsi, ma si sarebbero rappresentate in quella sede delle criticità in proposito, dato il contenuto dello stesso, che ha localizzato luoghi inappropriati, secondo lo Snami, per l’esecuzione dei tamponi in condizioni di sicurezza. Scarsa anche la fornitura di DPI ai medici generali. Preannunciato ricorso per la non attivazione delle Usca, unità speciali di continuità assistenziale, nella regione, fondamentali anche a parere di Lanna.

Da parte sua, lo SMI (Sindacato Medici Italiani), la dott.ssa Cristina Patrizi ha denunciato il mancato confronto con la categoria che si è prodotto in questa difficile circostanza; critiche al bando per l’effettuazione tamponi da parte dei medici generali. Si chiede una integrazione reale della medicina generale sul territorio, attraverso una estensione di quattro ore settimanali dei medici di continuità assistenziale per attività diurne. Richiesto anche il potenziamento dei Sisp, servizi di igiene e  sanità pubblica, attraverso un aumento del numero di ore di attività. Tavoli per monitorare l’andamento della situazione sono anch’essi necessari, secondo la dott.ssa Patrizi.  Si chiede anche il ritiro della manifestazione di interesse sulla funzione domiciliare, che deve essere svolta dalle Usca. Quanto a queste ultime, il coordinamento va fatto in modo concordato tra le varie sigle di categoria; una ricognizione dei DPI è pure necessaria, secondo Patrizi.

Per la sigla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Pier Luigi Bartoletti ha posto l’accento sulle carenze organizzative, specie dei mezzi di trasporto a uso dei medici per interventi domiciliari. Sul bando per l’effettuazione dei tamponi da parte dei medici di medicina generale, i non firmatari non possono andare a discutere ai tavoli istituzionali, ha ricordato Bartoletti pur non volendo alimentare polemiche; apertura al confronto in spirito costruttivo, ha dichiarato Bartoletti, in conclusione, anche sugli Usca, di cui è coordinatore. Giovanni Papa ha aggiunto che non sempre le centrali covid funzionano a dovere nel coordinare il meccanismo complessivo. Fondamentale lo strumento del tampone, secondo Papa, viste le difficoltà del tracciamento. D’accordo anche Papa sulla carenza dei DPI e sulla necessità di maggiore strumentazione a studio.

Anche da parte dei pediatri è stata denunciato un forte disagio sul territorio, che è rimasto sguarnito a detta della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) con la dott.ssa Rongai; sui pediatri ricade l’onere del buon funzionamento delle scuole, visto che essi consentono la riammissione attraverso la loro certificazione. Ma gli oneri burocratici sono eccessivi, specie a causa degli uffici scolastici regionali, è stato denunciato. Necessario anche personale infermieristico per l’effettuazione dei tamponi.

In conclusione, Egidio Schiavetti per l’assessorato ha detto che con la categoria sono stati firmati accordi finalizzati soprattutto a garantire la sicurezza, specie per quel che riguarda le sedi. Anche la presenza del collaboratore di studio sta per essere garantita ai professionisti, come si sta lavorando a risolvere le criticità della certificazione sulla quarantena. Anche le sigle non firmatarie sono state consultate dall’assessorato, comunque. I bandi che sono andati deserti sono stati riaperti, ha concluso Schiavetti.

 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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