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Legge per il cinema e l'audiovisivo, il Consiglio approva

62,5 milioni di euro nel triennio 2020-2022, tra stanziamenti regionali e fondi comunitari. Approvata anche la pl 220 sui conti dell'emergenza

Un momento dei lavori nell'Aula (Foto di Bruno Ponzani).17/06/2020

 “La Regione riconosce, sostiene, valorizza e promuove le attività cinematografiche e audiovisive, quali forme di libera manifestazione del pensiero e di espressione artistica in grado di contribuire alla valorizzazione e allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio”. Così recita l’articolo uno della proposta di legge regionale 174, d’iniziativa della Giunta regionale, “Disposizioni in materia di cinema e audiovisivo”, approvata oggi dal Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), con 24 voti a favore, quattro contrari, dieci astenuti.

La pl 174, illustrata all’Aula dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori (Pd), e approvata con alcuni emendamenti, prevede uno stanziamento complessivo nel triennio di 62,5 milioni di euro tra fondi regionali (35,6 milioni di euro) e fondi comunitari (26,8 milioni per il 2020). Il raggiungimento degli obiettivi indicati potrà avvenire attraverso interventi promossi o attuati direttamente dalla Regione e la concessione di sovvenzioni, contributi, agevolazioni (anche fiscali), sussidi e benefici economici o altre utilità, anche in forma di garanzie finanziarie, tramite il ricorso a procedure di evidenza pubblica. Con la pl 174, la Regione intende realizzare una serie di obiettivi di promozione e sostegno, attraverso gli strumenti del “Documento programmatico triennale” e del “Piano annuale degli interventi”, avvalendosi anche del supporto della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio e della Fondazione Cinema per Roma, oltre che delle società strumentali regionali.

Si introduce inoltre l’autorizzazione unica, rilasciata dal comune territorialmente competente, per la realizzazione e la trasformazione di immobili da destinare a sale e arene cinematografiche, nonché la ristrutturazione, la rigenerazione o l’ampliamento delle sale e arene esistenti, definendo la tipologia di interventi di ristrutturazione e recupero, in conformità alla legge regionale del 2017 sulla rigenerazione urbana e sul recupero edilizio. In deroga all’articolo 5 del Testo unico sul commercio, si consente all’interno degli edifici già destinati a sale cinematografiche e centri culturali polifunzionali esistenti di esercitare attività commerciali, artigianali e servizi fino a un massimo del 30 per cento della superficie complessiva, purché siano svolte congiuntamente all’attività prevalente.

I fondi regionali sono così ripartiti: 4,2 milioni di euro per vari interventi di parte corrente in materia di cultura cinematografica e audiovisiva (1,6 milioni nel 2020 e 1,3 milioni di euro per ciascuna annualità 2021 e 2022); due milioni per la partecipazione della Regione Lazio alla “Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio” (di cui 459 mila euro nel 2020 e 800 mila euro per ciascuna annualità 2021 e 2022); 2,3 milioni per la partecipazione alla “Fondazione Cinema per Roma” (793 mila euro per ciascuna annualità del triennio 2020-2022); 27 milioni di euro per interventi in conto capitale relativi al sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive (9 milioni per ciascuna annualità del triennio). A questi si aggiungono, con particolare riguardo alle coproduzioni internazionali, le risorse dei programmi operativi della programmazione 2014-2020, finanziati dai fondi strutturali europei, per un ammontare pari a 26,8 milioni di euro per l’anno 2020.

Prima del voto finale, l’Aula ha approvato un ordine del giorno delle consigliere Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) e Marta Leonori (Pd) che impegna il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e la Giunta regionale a mettere in atto tutte le azioni necessarie a prevenire la “desertificazione” di spazi culturali, a verificare l’esistenza di immobili di proprietà regionale da destinare ad attività culturali e a farsi promotori presso il Comune di Roma e i municipi della richiesta di un’analoga mappatura per quanto riguarda le proprietà comunali.

La ratifica delle variazioni di bilancio

Il Consiglio regionale è poi passato all’esame della proposta di legge regionale n. 220 del 9 giugno 2020, già passata al vaglio della commissione Bilancio, concernente la ratifica di alcune decisioni della Giunta in materia di contabiltà regionale, resesi necessarie per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Si tratta di alcune variazioni di bilancio adottate dalla Giunta regionale e la disponibilità sul programma relativo al trasporto pubblico locale del bilancio regionale 2020-2022 delle somme accantonate per le aziende sanitarie con un valore negativo nel fondo di dotazione. La pl 220 è stata approvata con 27 voti a favore e 9 astenuti.

"Sono molto soddisfatta che il Consiglio regionale abbia accolto con ampio consenso la nostra proposta di legge di ratifica delle variazioni di bilancio adottate dalla Giunta regionale, in deroga all'articolo 51 del d.lgs. n. 118/2011, come previsto dal Decreto legge di marzo per far fronte all'emergenza Covid-19". E' quanto ha dichiarato l'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.
"Ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione e, in particolare, il presidente della IV Commissione Bilancio e i suoi componenti per l'apporto migliorativo alla pl durante l'ampio dibattito in commissione. Le variazioni di bilancio- ha concluso l'assessore- sono state necessarie per fronteggiare l'emergenza Covid, consentendo alla Regione di adottare tempestivamente misure a sostegno del tessuto socioeconomico, in particolare nei settori della cultura, dello sport, per i comuni del litorale, per il commercio e le pmi". A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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