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Coronavirus, Zingaretti: "Un piano da due miliardi di opere pubbliche per far ripartire il Lazio"

La relazione del presidente della Regione al Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19: Ripartire in sicurezza, cambiare radicalmente il servizio sanitario.
Foto di Bruno Ponzani.14/05/2020
Un piano di opere pubbliche per far ripartire l’economia del Lazio, due miliardi di investimenti da mettere in campo subito, per strade, scuole, opere innovative. E’ la vera novità annunciata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso della seduta del Consiglio regionale sull’emergenza Covid, presieduta da Mauro Buschini.

La seduta è partita con l’intervento di Fabrizio Ghera (FdI) che ha illustrato le ragioni per cui l’opposizione ne ha chiesto la convocazione, mettendo in evidenza il ruolo che “il Consiglio regionale deve tornare a svolgere: è importante che finalmente si occupi dell’emergenza. Abbiamo fatto da subito una battaglia per la trasparenza, la maggioranza dovrebbe ringraziarci, una battaglia per i cittadini. E invece si è usato il sito istituzionale della Regione per far passare il gruppo di Fratelli d’Italia come diffusore di notizie false. Non era una battaglia politica: a noi interessava che il personale sanitario avesse i necessari dispositivi di sicurezza, a partire dalle mascherine. Chi ha sbagliato deve pagare”, ha spiegato Ghera, con riferimento al caso di una parte di mascherine acquistate dalla Regione ma non consegnate.

Il presidente Zingaretti, dopo aver chiesto un minuto di silenzio per ricordare le vittime della pandemia, ha parlato di “contributo prezioso delle opposizioni” e ha ringraziato tutti quelli che si sono adoperati per contenere il contagio, "a partire dal nostro personale sanitario, la rete delle emergenze, il personale della Regione”.

LA GESTIONE DELLA PANDEMIA

Il presidente della Regione ha ripercorso tutte le tappe di questi mesi: “La nostra – ha ricordato – è una Regione a forte vocazione internazionale, ancora a marzo ci sono stati 10 mila voli, con circa 700mila passeggeri. A Roma gravitano ogni giorno più di 4 milioni di persone. Eppure su 6 milioni di cittadini abbiamo a oggi 7.250 contagiati, una percentuale molto al di sotto della media nazionale. Intanto un ringraziamento particolare va all’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. Siamo riusciti a contenere il contagio grazie a tre fattori: in primo luogo la valorizzazione delle qualità medico scientifiche che abbiamo nel nostro territorio. Penso innanzitutto allo Spallanzani e al Servizio di prevenzione delle malattie infettive (Seresmi), ma anche alla rete fondamentale dei medici di base; il secondo fattore è stata la tempestività: fin dal 21 gennaio abbiamo presentato le linee guida predisposte dall’assessorato alla Sanità; infine la collaborazione: la task force sulla Covid-19 si riunisce ogni giorno per fare il punto sulla situazione”.
Il presidente ha poi ricordato i numeri attuali della pandemia nel Lazio: “Abbiamo 123 casi ogni 100mila abitanti, uno dei tassi più bassi d’Italia, lo stesso avviene per quanto riguarda il tasso di letalità, al 7,8 per cento, quasi la metà dell’indice a livello nazionale. I ricoveri sono in calo, ora dobbiamo puntare a evitare i cluster familiari, anche potenziando il ricorso alla rete degli alberghi per l’isolamento dei contagiati”.

LA FASE 2 NEL LAZIO

“Non abbiamo sconfitto il virus – ha spiegato Zingaretti – dobbiamo vivere questa fase, quella della riapertura graduale, con il massimo rigore possibile, tenendo l’epidemia sotto controllo. La priorità adesso è intercettare rapidamente i casi e isolarli. Grazie ai fondi stanziati ieri dal Governo potremo mantenere e potenziare la rete Covid che abbiamo costruito, a partire dai 434 posti letto di terapia intensiva. Siamo stati rapidi, in questi mesi, a istituire le zone rosse a livello comunale. Ove ce ne fosse la necessità dovremo continuare a farlo. Puntare sul territorio: appena superata la fase più critica, abbiamo subito attivato le Unità di continuità assistenziale (Uscar), nei prossimi giorni attiveremo anche l’assistenza proattiva inferimieristica (Api). Abbiamo avviato la più grande indagine sierologica in Italia, 300mila persone, tutto il personale sanitario, le forze dell’ordine, le Rsa. Infine puntare sempre più sulla telemedicina. Dobbiamo ripensare il sistema dell’assistenza agli anziani. L’epidemia ha messo in evidenza quante cose non funzionano: abbiamo aperto le prime due Rsa pubbliche, a Genzano e ad Albano, continueremo a lavorare in questo senso, anche rivedendo il sistema delle case di riposo. Troppe cose non hanno funzionato”.

IL CASO DELLE MASCHERINE

“Massima trasparenza, il Consiglio scelga gli strumenti che riterrà più opportuni per seguire questa vicenda”. Zingaretti nella sua relazione ha descritto “la situazione drammatica per quanto riguarda l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione che abbiamo vissuto nel mese di marzo. Sui comportamenti delle persone coinvolte nella mancata consegna delle mascherine sta indagando la magistratura alla quale abbiamo assicurato la massima collaborazione. Con la Ecotech è stato stabilito un piano di rientro puntuale dell’anticipo che abbiamo versato: la prima rata è stata onorata, vigileremo perché l’impegno sia rispettato. Abbiamo anche avviato l’escussione delle polizze, il termine scade il 15 maggio. Abbiamo, infine, avviato un’audit per rivedere le procedure: nel prossimo futuro avremo bisogno di strumenti più adeguati per affrontare l’emergenza. Tante persone per bene hanno lavorato senza sosta in questi mesi. Bisogna fare chiarezza, certo. Ma bisogna fare chiarezza anche sulle campagne diffamatorie che hanno seminato inaccettabili veleni, non parlo ovviamente dei consiglieri regionali. La Regione è parte lesa in questa vicenda, lavoreremo per recuperare tutte le somme impegnate”.

FAR RIPARTIRE IL LAZIO

Sarà il vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori a coordinare i progetti per la ripresa. Zingaretti ha ricordato le somme già stanziate dalla Regione per aziende e famiglie, complessivamente circa 750 milioni di euro. “Siamo la Regione che ha lavorato più rapidamente le pratiche per la cassa integrazione. Eppure su 70mila domande, solo 15mila sono arrivate a conclusione: sono solo 28mila, a oggi, i lavoratori che hanno ricevuto i soldi. Qualcosa non ha funzionato nelle procedure troppo farraginose. Speriamo che le nuove norme decise ieri siano più funzionali”.
“Da lunedì cambierà molto – ha annunciato Zingaretti – aspettiamo il nuovo decreto nazionale, ma visto il nostro tasso di contagio noi potremo essere in grado di far ripartire gran parte delle attività ancora chiuse, dal consumo sul posto in bar e ristoranti, a parrucchieri e centri estetici, ai negozi al dettaglio, ai centri commerciali, ai centri sportivi all'aperto. Abbiamo stabilito, con le categorie, un protocollo per ogni settore. Per quanto riguarda la stagione balneare, dobbiamo aspettare: ma dico subito che dovremo pensare anche alle spiagge libere, aiutando i Comuni nella gestione”.

“Dobbiamo costruire tutti insieme un modello di sviluppo per far ripartire l’economia della Regione ha concluso il presidente della Regione - presenteremo  un piano di opere pubbliche da mettere subito in campo, per un valore di due miliardi, dovremo anche puntare sul sisma bonus e sull’ecobonus, che permetterà un rimborso ai privati fino al 110 per cento della spesa. Un’occasione unica per mettere in sicurezza e rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli appartamenti”.

Il dibattito in Aula
La replica dell’assessore D’Amato
La replica di Zingaretti A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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