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Il Consiglio regionale respinge la mozione di sfiducia a Zingaretti

26 voti contrari, 22 favorevoli, tre i consiglieri assenti. Frattura nel gruppo di Forza Italia.
01/12/2018

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha respinto oggi la mozione di sfiducia al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, presentata da dodici consiglieri dell’opposizione di centrodestra nei giorni scorsi. L’esito della votazione, anzi, rafforza la coalizione del presidente, visto che ai 25 voti contrari di tutti i consiglieri del centrosinistra si è aggiunto anche quello di Laura Cartaginese, consigliera di Forza Italia, che non aveva sottoscritto la mozione e che ha portato il totale dei contrari a 26 su 51, vale a dire la maggioranza assoluta del Consiglio regionale.

I voti favorevoli alla mozione – e quindi contro Zingaretti – sono stati 22: hanno votato compatti i gruppi Fratelli d’Italia (3), Lega (3), Lazio 2018 (2), Noi con l’Italia (1) e il Movimento 5 stelle (10). Divisa invece Forza Italia, col voto favorevole di Antonello Aurigemma e Giuseppe Simeone e quello contrario di Laura Cartaginese. Il ventiduesimo voto a favore è arrivato da Giuseppe Cangemi (Misto), il quale ha dichiarato in Aula di essersi adeguato alla volontà del suo partito, Forza Italia, pur “restando valido il cosiddetto Patto d’Aula”, stipulato con la maggioranza di centrosinistra insieme al collega del gruppo Misto, Enrico Cavallari, oggi assente, come già annunciato nei giorni scorsi. Assente anche Pasquale Ciacciarelli (FI), che però aveva sottoscritto la mozione, mentre Sergio Pirozzi (Pirozzi presidente) non ha votato perché ha dovuto lasciare anticipatamente la seduta per impegni precedentemente presi.

Il dibattito che ha preceduto il voto finale ha visto intervenire numerosi consiglieri di opposizione e solo il presidente del gruppo del partito democratico, Mauro Buschini, per il centrosinistra. Dalla discussione sono emerse critiche a Zingaretti, ma anche accuse reciproche tra centrodestra e Movimento 5 stelle, nonché una frattura politica nel centrodestra e, in particolare, in Forza Italia, con la consigliera Cartaginese che ha dichiarato di “non sentirsi più rappresentata dal capogruppo Antonello Aurigemma”.

Stefano Parisi, capogruppo di Lazio 2018 e promotore della mozione, ha illustrato all’Aula i motivi della richiesta: “Fare chiarezza – ha detto – su quali siano le forze politiche che sostengono questa Giunta, visto che non ha la maggioranza in Consiglio regionale. Importante per tutti, soprattutto per il centrodestra, per capire se rispetta in tutti i suoi eletti quanto promesso nel corso della campagna elettorale”. Parisi ha detto anche che “occorre ridare dignità all’Aula”, criticando Zingaretti non solo su tematiche specifiche come la gestione dei rifiuti e la Sanità, ma anche perché a suo avviso il presidente non sta svolgendo in pieno il suo incarico, in quanto appare più proiettato verso la corsa per la segreteria nazionale del Partito democratico. Critiche condivise anche da Fabrizio Ghera (capogruppo FdI), Orlando Angelo Tripodi (capogruppo Lega), Antonello Aurigemma (capogruppo FI), Massimiliano Maselli (NcI), Roberta Angelilli (Lazio 2018) e Valentina Corrado (M5s). Roberta Lombardi (capogruppo M5s), pur annunciando il voto favorevole alla mozione da parte del suo gruppo, ha criticato le modalità con le quali i consiglieri di centrodestra l’hanno presentata, senza coinvolgere le altre opposizioni. Opinione condivisa da Sergio Pirozzi, il quale si è dichiarato anche disponibile alle dimissioni di tutti i consiglieri di opposizione, ma solo di fronte a un progetto credibile e alternativo a questa maggioranza. Anche Giuseppe Cangemi e Laura Cartaginese hanno criticato – per motivi diversi – il comportamento di chi ha presentato la mozione.

Il dibattito si è concluso con l’intervento di Mauro Buschini (Pd), che ha criticato l’atteggiamento del centrodestra. “Non si può presentare una mozione di sfiducia per una ragione politica interna a una coalizione – ha detto – perché è irrispettoso delle istituzioni e rischia di arrecare un danno ai cittadini”. Il capogruppo del Pd ha anche respinto le accuse di immobilismo e di confusione del Consiglio contenute nella mozione, ribattendo con i dati relativi ai provvedimenti discussi e approvati in questi sei mesi.

Al termine della seduta consiliare, il presidente Zingaretti e la Giunta regionale hanno tenuto una conferenza stampa nella sala Etruschi del Consiglio regionale per presentare la manovra di Bilancio 2019-2021. Prima di spiegare i provvedimenti economico-finanziari, Zingaretti ha rilasciato una dichiarazione sull’esito della votazione della mozione di sfiducia. “In questi giorni sono stato in assoluto silenzio per rispetto delle dinamiche consiliari e per la legittimità di un atto messo in campo da alcuni consiglieri regionali – ha detto – assistendo anche oggi a una giornata di discussione che si è conclusa con i numeri che avete visto e che hanno respinto la mozione di sfiducia”. Zingaretti ha ringraziato i consiglieri che hanno votato contro la mozione, sottolineando che “la cosa peggiore che poteva accadere oggi per i cittadini del Lazio sarebbe stata la conclusione della legislatura alla vigilia di una sessione di Bilancio. La crescita in Italia è a quota zero – ha aggiunto – aumenta la disoccupazione, il Governo italiano non ha ancora approvato la sua manovra di Bilancio mentre ieri la Giunta regionale ha approvato quella del Lazio e il Consiglio ora è pronto per i cittadini ad andare avanti con grande determinazione”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa