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Consiglio straordinario sui rifiuti, approvati tre ordini del giorno

Al termine di un lungo dibattito svoltosi tra la giornata di ieri e quella di oggi. Altri tre atti sono stati respinti dall'Aula.
20/11/2018
Tre ordini del giorno approvati, a conclusione della seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio sul tema dei rifiuti nella Regione, uno della maggioranza a prima firma Mauro Buschini (Partito democratico) e due presentati dall’opposizione di centro destra consiliare, rispettivamente con Roberta Angelilli (Lazio 2018) e Fabrizio Ghera (Fratelli d’Italia). Respinti invece altri tre ordini del giorno, uno dei consiglieri del Movimento 5 stelle, avente come primo firmatario il consigliere Marco Cacciatore, un altro avente come primo firmatario ancora Ghera e un terzo presentato sempre dal centro destra, con Stefano Parisi (Lazio 2018) come primo firmatario. La seduta, iniziata nel pomeriggio di ieri, era stata sospesa dopo la relazione dell’assessore Massimiliano Valeriani e una prima serie di interventi dei consiglieri, per poi riprendere e concludersi oggi con il seguito del dibattito, la replica dell’assessore Valeriani e il voto.

L’ordine del giorno presentato da cinque consiglieri di maggioranza con primo firmatario il capogruppo del Partito democratico Mauro Buschini, impegna la Regione a: “sviluppare la pianificazione regionale sulla base del principio dell’autosufficienza del Lazio e di un’equa ripartizione territoriale del peso impiantistico”; “portare avanti il processo di dismissione dei termovalorizzatori di Colleferro, la definitiva chiusura entro il 2019 della discarica di Colle Fagiolara e la realizzazione di un nuovo presidio industriale” per “estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb”; “sollecitare la città metropolitana di Roma nell’approvazione, con un atto di Consiglio, delle aree idonee ad ospitare impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti”; “portare avanti l’azione amministrativa in tema di rifiuti sulla base della strategia delle 5 R: riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione e riuso”; predisporre “risorse economiche da destinare ai comuni, al fine di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata”; inserire nel piano dei rifiuti regionale il cosiddetto “fattore di pressione”, per “impedire la realizzazione di impianti di rifiuti in aree già fortemente provate dal punto di vista ambientale”; inserire nel piano dei rifiuti “norme per rendere pubblici i dati e i documenti inerenti all’intero ciclo”; inserire nel piano un sistema “che consenta di premiare ed incentivare le amministrazioni virtuose”; verificare se gli attuali impianti “siano sufficienti alla chiusura del ciclo nella fase di transizione”. Nell’ ordine del giorno a firma Roberta Angelilli (Lazio 2018), a proposito del Tmb Ama di Roma Salario, si impegnano il presidente Zingaretti e la Giunta a garantire ai cittadini della zona il diritto alla partecipazione al processo di informazione e la possibilità di far sentire la propria voce rispetto al processo decisionale in corso; inoltre, si impegna la Regione a verificare in conferenza dei servizi l’intenzione di Roma capitale di chiudere l’impianto, definendone tempi e modi. L’ odg a firma Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia impegna il presidente e la Giunta a “porre in essere le opportune iniziative al fine di promuovere e attuare la strategia verso rifiuti zero”, attraverso misure come il sostegno ai comuni nell’incremento del porta a porta, l’introduzione della tariffazione puntuale, il perseguimento dell’autosufficienza impiantistica territoriale, la realizzazione di una adeguata rete impiantistica per la differenziata, la riconversione degli impianti Ama di tipo tmb a vantaggio di tecnologie che favoriscano il recupero.  

Nella sua relazione introduttiva, l’assessore Massimiliano Valeriani aveva ricordato ieri che il nuovo piano dovrà affrontare la sfida dell’economia circolare con l’obiettivo dei “rifiuti zero”, che sta a cuore a tutti i cittadini senza distinzione di colore politico. Valeriani ha ricordato che è stata chiesta al comune di Roma l’indicazione di siti per l’ubicazione delle strutture impiantistiche idonee a trattamento e smaltimento delle varie tipologie di rifiuti. “Autosufficienza del Lazio ed equa ripartizione territoriale degli impianti” sono le priorità della Regione per chiudere il ciclo dei rifiuti; entro fine anno la Giunta approverà le linee guida, quindi ci sarà il passaggio della Vas, che richiederà almeno sei mesi, per una procedura complessiva che dovrebbe terminare entro fine 2019. I termovalorizzatori ad oggi sono ancora insostituibili, ma entro il 2030 non se ne potranno più costruire, secondo le normative europee, e dovrà iniziare la sostituzione di quelli esistenti; quindi la politica regionale è orientata in questo senso e non sono possibili altre vie ha proseguito l’assessore: l’impianto di San Vittore dovrà quindi in prospettiva futura essere ridotto rispetto alle sue tre linee attuali. A Roma il 44 per cento è la percentuale a cui è ferma la raccolta differenziata: “la capitale è andata in sofferenza negli ultimi mesi” e i numeri indicano che l’indifferenziato è cresciuto nella capitale, negli anni recenti, al ritmo di un dieci per cento circa, ha detto ancora Valeriani, secondo il quale “la politica regionale sui rifiuti dipende da ciò che accade a Roma”, cosicché la Regione ha necessità di conoscere se le stime fatte per la capitale saranno rispettate. “Estrarre risorse dai rifiuti indifferenziati” attraverso un presidio industriale altamente tecnologico è l’obiettivo della Regione con il nuovo piano, ha detto ancora Valeriani; ma la parte più avanzata del nuovo piano è quella che riguarda l’educazione dei cittadini a comportamenti virtuosi, con la tariffazione puntuale e i contributi ai comuni che dovranno applicarla, ha concluso l’assessore.

Il dibattito e la replica


“La tariffa più alta per il servizio peggiore” è quella pagata dai romani in fatto di rifiuti, secondo Antonello Aurigemma (Forza Italia), che ha giudicato “insufficiente” la relazione dell’assessore. Roberta Angelilli (Lazio 2018) si è chiesta se sarà possibile rispettare le tempistiche previste. Sull’impiantistica, non è possibile per Angelilli penalizzare due località con megaimpianti, bensì è necessario realizzare impianti piccoli, di prossimità; il tmb di Salario poi è un impianto “obsoleto”. Per Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia), “le decisioni non sono più rinviabili”, comprese quelle di Roma capitale sull’ubicazione degli impianti. “Bene la chiusura del termovalorizzatore di Colleferro ma tempi certi”, ha chiesto infine. Positivo il giudizio di Eugenio Patanè (Partito democratico) sulla relazione dell’assessore Valeriani: se si fa una raccolta differenziata, a suo avviso, “servono gli impianti per il recupero del materiale raccolto”, anche per evitare gli appetiti della malavita sul tema. Non è piaciuta a Stefano Parisi di Lazio 2018 la parte della relazione di Valeriani in cui egli sembra rigettare sul comune di Roma la principale responsabilità per la situazione di stallo in cui ci si trova sul tema dei rifiuti; troppo lungo il termine di fine 2019 perché i cittadini “hanno bisogno di risposte immediate”. Il nocciolo del problema è, secondo Gino De Paolis, che “i rifiuti sotto casa non li vuole nessuno”, quindi il problema si risolve solo con impianti piccoli sul territorio, a suo avviso. “Verificare ciò che è stato fatto in altre parti d’Italia” è il suggerimento di Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia, secondo il quale gli impianti inquinanti vanno chiusi prima che sia troppo tardi ai fini della salute dei cittadini. Sulla situazione di Ama richiama invece l’attenzione Michela Di Biase del Pd, che ritiene che essa sia sottovalutata nella sua gravità; la chiusura in negativo del bilancio di Ama è invece, secondo la consigliera del Pd, “molto pericolosa”. Per Marco Cacciatore del M5s il dibattito si è incentrato fin troppo su quello che dovrebbe fare il comune di Roma piuttosto sulle competenze regionali in materia; il piano regionale è l’unica via per porre fine ai problemi di impiantistica. Un sistema che “sta sul filo”, secondo Alessandro Capriccioli di Più Europa-radicali, è quello dello smaltimento dei rifiuti nella capitale, la cui situazione può migliorare solo con una maggior differenziata. L’assenza del presidente Zingaretti è rimarcata da Angelo Tripodi (Lega), che la considera grave su questo tema. “Ogni territorio deve smaltire i rifiuti che produce” secondo Sergio Pirozzi, che ricorda come questa situazione si ripercuota economicamente sulle tasche dei cittadini. Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia) ha detto invece di auspicare che il termine di fine 2019 possa essere anticipato. Alla ripresa del dibattito,oggi, Chiara Colosimo (FdI) ha ricordato che “i rifiuti possono essere una risorsa”. “Ognuno deve fare la propria parte a partire dalla città di Roma”, secondo Eleonora Mattia (Pd), mentre “molte inesattezze” dice di aver ascoltato in questo dibattito Gaia Pernarella (M5s). Una relazione “franca” ha detto di aver ascoltato dall’assessore Michela Califano (Pd), secondo la quale “non si può stare in campagna elettorale per sempre” e le responsabilità della città metropolitana sono evidenti. Per Davide Barillari del M5s i ritardi sono regionali, perché a parte la chiusura di Malagrotta non è stato fatto nulla dal governo Zingaretti. Bisogna agire, a suo avviso, anche sul versante della riduzione della produzione di rifiuti, però. “Felice che l’assessore abbia dato tempi certi per il piano” si dice Paolo Ciani, del Centro solidale, che gli assicura il suo sostegno. Sui ritardi della Regione nel mettere a punto il Piano si sofferma anche Giuseppe Simeone di Forza Italia, che ritiene anche che non si sia pronti ancora per rinunciare ai termovalorizzatori e che sia garantita l’autosufficienza degli ambiti territoriali. “Tempi rapidi” è la richiesta principale di Pasquale Ciacciarelli di Forza Italia; sugli elementi positivi si è concentrato invece Mauro Buschini, capogruppo del Pd, parlando della crescita della raccolta differenziata e degli investimenti regionali, ma “non si può non parlare di Roma” e dei suoi problemi, a suo avviso. Un “piano emergenziale” chiede intanto a Roma Buschini in vista delle prossime festività di fine anno.

Nella sua replica,Valeriani ha detto di aver apprezzato la “natura costruttiva” del dibattito svolto, ripetendo il termine che ci si è dati del 31 dicembre prossimo per approvare le linee guida del piano, dopo di che ci sarà la Vas, per arrivare quindi in commissione a metà del 2019. L’individuazione delle cosiddette “aree bianche” è però un preciso atto di responsabilità che va chiesto alla città metropolitana, ha proseguito. La differenziata, poi, non è in capo alla regione ma ai comuni, che quindi devono fare la loro parte, secondo Valeriani. Il quesito sul Tmb di Salario va posto ad altri, così ancora l’assessore, mentre il progetto su Colleferro ha caratteristiche di tecnologia avanzata che potranno anche “contribuire al rilancio del territorio” ed emancipare il Lazio dalla dipendenza dai privati. Infine Valeriani ha dato notizia di un provvedimento di Giunta approvato oggi per il superamento dell’utilizzo della plastica.

 

                A cura dell'Ufficio comunicazione del Consiglio Regionale del Lazio

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