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Cup della sanità laziale, il dibattito sul futuro dei lavoratori

L'assessore D'Amato fa il punto sulle gare per il Centro unico di prenotazione. Approvate due mozioni: una sugli usi civici a Civitavecchia e una sulla Fondazione Santa Lucia.
07/11/2018
Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), ha affrontato la situazione lavorativa degli operatori del Centro unico di prenotazione (Cup) della sanità laziale.

La seduta straordinaria del Consiglio era stata richiesta da alcuni consiglieri regionali (Ciacciarelli, Aurigemma, Ghera, Colosimo, Righini e altri), anche per un approfondimento sulle intenzioni dell’amministrazione in merito alla tutela occupazionale in tutti i futuri bandi regionali.

A introdurre il dibattito, è intervenuto il consigliere Fabrizio Ghera (FdI), primo firmatario di un apposito ordine del giorno sottoscritto da diversi consiglieri di opposizione. “Credo che si parli di dipendenti e di lavoratori, - ha esordito Ghera - del destino di 2.000 persone, quindi di 2.000 famiglie, un numero importante di persone, che erogano dei servizi che per la nostra Regione. Sono persone che spesso e volentieri hanno delle mansioni importanti che hanno svolto dei corsi per essere inquadrati e formati all’atto della loro assunzione, sviluppando delle conoscenze, anche amministrative e tecniche, seppure sono sotto inquadrati, perché loro sono in qualche modo, ad oggi, inquadrati con dei livelli sicuramente bassi, molto bassi, pur facendo attività che sono paragonabili tranquillamente a quelle che svolgono i dipendenti amministrativi, ad esempio di Regione Lazio e Asl”.

Ghera ha poi evidenziato che per il nuovo bando di gara c’è stata una chiusura da parte dell’attuale amministrazione, soprattutto in relazione alla possibilità di salvaguardare i posti di lavoro con una clausola di salvaguardia. “Ci saranno probabilmente dei tagli importanti ai salari di questi lavoratori – ha proseguito Ghera a tale proposito - un sotto inquadramento di questi dipendenti, che magari faranno causa e la vinceranno”. Ghera ha messo all’indice la differenza tra le retribuzioni dei dipendenti pubblici regionali o delle Asl che svolgono le stesse mansioni ma hanno un compenso ben più alto per la stessa attività. “Addirittura – ha proseguito Ghera - mi hanno detto che ci sono sezioni in cui l’operatore del Cup della cooperativa o della società che ha vinto la gara d’appalto ovviamente privata fa una formazione e aiuta i dipendenti dell’Asl per dare delle informazioni, viene pagato una somma molto inferiore a quella percepita da un dipendente pubblico. Questa è una stortura che siamo disponibili come forza d’opposizione a contribuire a risolvere”.

Nel corso della discussione, la consigliera Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) ha ricordato che nel 2017 il Consiglio Regionale ha votato una legge che provava ad entrare nel merito delle internalizzazioni e ha votato il riconoscimento dei titoli nei bandi di queste persone che da decenni lavorano nei servizi sanitari. ”L’internalizzazione – ha detto Bonafoni a tale proposito - significa internalizzare i servizi significa far partecipare tutti con uguali opportunità ai bandi di concorso, come la legge nazionale ci impone”.

I numeri delle gare d'appalto

A fornire all’Aula i dati sui cambi appalti per il servizio Cup, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. Si sono svolti al Sant’Andrea il 1 agosto, le ore impiegate dal precedente fornitore al Sant’Andrea erano 1.939, le ore del nuovo gestore sono 2.347, le unità impiegate erano 67, le unità impiegate sono 75; il secondo cambio appalto si è svolto a Roma 1 e si è svolto il 1° settembre. “Ovviamente – ha precisato D’Amato - quello del Sant’Andrea, con il mantenimento degli scatti di anzianità che già hanno percepito i lavoratori, e quello di Roma 1, anche con il mantenimento degli scatti di anzianità”.

“Le ore impiegate dal precedente fornitore – ha proseguito l’assessore -  erano 1.970; le ore impiegate dal nuovo gestore sono 2.575. Le unità di personale impiegato erano 71; le unità di personale impiegato sono 80.  Il terzo cambio appalto si è svolto il 2 novembre a Roma 4, col mantenimento degli scatti di anzianità. Le ore settimanali erano 1.277; le ore del nuovo gestore sono 1.797. Le unità di personale in precedenza erano 57; le unità di personale oggi sono 57.  Il quarto cambio appalto si è verificato il 2 novembre allo Spallanzani, sempre con il mantenimento degli scatti di anzianità, anche qui con un incremento delle ore da 188 a 209 e con un lieve incremento anche delle unità di personale. Il quinto cambio appalto si è svolto il 2 novembre presso l’IFO Regina Elena, anche qui con il mantenimento degli scatti di anzianità. Le ore impiegate dal precedente fornitore erano 542; le ore impiegate dal nuovo gestore sono 824. Le unità di personale sono rimaste invariate e invariato è il mantenimento degli scatti di anzianità.  Il sesto cambio appalto si è verificato al Policlinico Umberto I. Le ore impiegate dal precedente fornitore sono 984; le ore impiegate dal nuovo gestore sono 1.304. Le unità impiegate dal precedente fornitore sono 39; le unità impiegate dall’attuale fornitore sono 41".

"Desideriamo proseguire – ha dichiarato D’Amato - in tutti i cambi appalti di tutte le aziende nel mantenimento di ciò che abbiamo sottoscritto con le organizzazioni sindacali, peraltro tutte le organizzazioni sindacali, perché non ci siamo esentati dai confronti con tutti, anche con coloro che oggi sono presenti qua. Il confronto è avvenuto in data 5 settembre 2018 con l’obiettivo di non avere esuberi e di mantenere i livelli retributivi e i livelli di anzianità”. In merito alla cosiddetta internalizzazione, D’Amato ha ricordato che le modalità con cui si accede alla pubblica amministrazione sono le modalità concorsuali, i concorsi pubblici, che la Regione Lazio ha legiferato con la legge 4 del 2017, riconoscendo un determinato punteggio nel momento in cui questi lavoratori partecipano, così come gli altri, ai concorsi pubblici, ma “quella volontà dell’Aula è stata eccepita dall’attuale governo nazionale”.

“Il tema complicato e annoso del riconoscere un elemento di valutazione rispetto al concorso pubblico, per coloro che svolgono da tanti anni questo servizio – ha concluso D’Amato - è un elemento di sistema, è un elemento vero, ma è un elemento che va affrontato anche a livello nazionale, altrimenti si illudono esclusivamente le persone che si possono fare cose che poi non è possibile fare”.

A conclusione di un lungo e articolato dibattito, il Consiglio regionale ha votato per punti e respinto un ordine del giorno del Movimento cinque stelle, mentre l’ordine del giorno annunciato in apertura da Ghera è stato ritirato.

In mattinata i lavori erano stati presieduti dal vicepresidente Giuseppe Cangemi (Misto). L’Aula aveva approvato due mozioni. Con la mozione n. 41, il Consiglio regionale impegna il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore competente a formulare un’apposita direttiva e a intraprendere ulteriori azioni volte a risolvere l’annoso problema dei terreni sottoposti a uso civico nel comune di Civitavecchia. La mozione n. 52 riguarda la Fondazione Santa Lucia di Roma, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e ospedale di rilievo nazionale, impegnando il presidente della Regione Lazio e l’assessore alla sanità, Alessio D’Amato, a rivedere il decreto del commissario ad acta (Dca) 275/2018, “alla luce delle eventuali decisioni ministeriali sulla neuroriabilitazione sia in termini di fabbisogno di posti letto a livello nazionale sia in termini di classificazione delle patologie neurologiche per complessità, specializzazione e intensità di cura, che dalla correlata remunerazione tariffaria da parte delle apposite commissioni ministeriali già operanti”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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