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Il dibattito in aula sulle linee programmatiche

Conclusa oggi formalmente la seduta di insediamento. In apertura osservato un minuto di silenzio per l'ex consigliere e assessore Stefano Zappalà.
L'Aula durante il minuto di silenzio.18/04/2018
Incassa una sostanziale apertura di credito dall’Aula il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, rispetto alle “dieci missioni prioritarie” annunciate l’11 aprile scorso, nel corso della seduta di insediamento dell’undicesima legislatura, conclusa formalmente oggi con il dibattito generale che ha visto protagonisti gli esponenti delle forze politiche presenti alla Pisana.
In apertura dei lavori, osservato un minuto di silenzio per Stefano Zappalà, consigliere regionale dal 1995 al 2000 e assessore dal 2010 al 2013, recentemente scomparso a Latina.

L’idea di un’agenda condivisa e di metodo innovativo di governo, lanciata da Zingaretti alla luce della mancanza di una maggioranza numerica uscite dalle urne è stata declinata, con gli inevitabili distinguo, dai principali gruppi consiliari, a completamento degli interventi della sessione passata ad opera dei candidati presidenti Lombardi, Parisi e Pirozzi.

“Sarà un percorso difficile, noi siamo disponibili al dialogo su temi concreti, ma solo nel segno di una netta discontinuità e di una maggiore attenzione alle istanze dei cittadini”, ha spiegato in apertura Giuseppe Simeone per Forza Italia. Di “senso della responsabilità su grandi obiettivi” ha parlato Massimiliano Maselli (Noi con l’Italia), mettendo da parte “ideologismi e massimalismi” per il bene comune.

Al proprio esordio alla Pisana, la Lega, rappresentata dal capogruppo Angelo Orlando Tripodi, ha posto l’accento sui problemi della sanità e sul diritto alla casa, chiedendo risposte concrete e rapide.
Fratelli d’Italia, per bocca del capogruppo Fabrizio Ghera, ha tuttavia rivendicato e rilanciato la possibilità di porre all’attenzione dell’Aula una mozione di sfiducia per tornare al voto. “Non faremo da stampella a nessuno, ma lavoreremo su provvedimenti che giudicheremo positivi per i cittadini”, ha dichiarato.

Il Partito democratico, con il capogruppo Mauro Buschini, ha posto l’accento sia sui singoli provvedimenti su cui convergere, sia sul concetto stesso di “sfida politica” lanciato da Zingaretti. “Si tratta di un’opportunità per questo nuovo Consiglio regionale, in cui vediamo anche ampi margini di autonomia per incidere ciascuno con il proprio contributo, con le proprie idee ed energie”, ha detto, ricordando con favore i provvedimenti che nella passata legislatura hanno già ottenuto consensi trasversali.

Sempre dai banchi della maggioranza, Daniele Ognibene (Leu) ha rivendicato i meriti dell’alleanza larga nel centrosinistra che ha consentito un’inversione di tendenza nel Lazio rispetto ai dati politici nazionali, mentre Alessandro Capriccioli (+ Europa Radicali) ha sposato in pieno la proposta di Zingaretti di lanciare gli stati generali della sanità, auspicando la modernizzazione del ciclo dei rifiuti e maggiori investimenti su formazione e centri per l’impiego.
Per Paolo Ciani (Centro Solidale), la stella polare sarà “combattere le diseguaglianze, tenendo a mente la nostra Costituzione e in particolare l’articolo tre”. Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) ha auspicato “un bagno di realtà, per uscire dall’autoreferenzialità della politica e prendersi cura dei destini individuali e collettivi, partendo proprio dalle dieci sfide lanciate dal presidente”.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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