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In Consiglio la legge sulla mobilità nuova

Si punta a promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. Conclusa la discussione generale. Seduta del 28 novembre aggiornata al 5 dicembre 2017.
28/11/2017
Il Consiglio regionale del Lazio ha iniziato il 22 novembre scorso l’esame della proposta di legge sulla cosiddetta mobilità nuova, un vero e proprio “Piano regionale della mobilità ciclistica”. Si tratta di un testo unificato di due proposte di legge: una presentata da Cristiana Avenali (Pd) e l’altra avente come primo firmatario Devid Porrello (M5s). Conclusa la discussione generale, nel corso della successiva seduta di oggi 28 novembre il presidente del Consiglio, Daniele Leodori, ha aggiornato il Consiglio alle ore 11 del 5 dicembre. C'è da iniziare l’esame degli emendamenti e dell’articolato. Programmata conferenza dei capigruppo per domani alle 12,30. Il provvedimento è stato illustrato in Aula, il 22 novembre,da Cristiana Avenali e Silvia Blasi (M5s). Intervenuti anche l’assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita, e il consigliere Fabrizio Santori (FdI).

Cristiana Avenali ha sintetizzato in quella occasione gli obiettivi della proposta di legge: “Promuovere una mobilità nuova, in particolare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, e migliorare, allo stesso tempo, l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana”. La consigliera del Pd ha poi spiegato le motivazioni alla base della proposta normativa, che – a suo avviso – riguardano due temi: la lotta contro l’inquinamento atmosferico e la possibilità di ottenere risparmi economici. “I dati delle centraline che monitorano l’inquinamento nella nostra regione – ha detto, con riferimento al primo punto – ci dicono che i livelli sono insostenibili a Roma, ma anche nei capoluoghi di provincia, tutti posizionati nella parte più bassa della classifica delle città capoluogo”. Sul secondo aspetto, Avenali ha affermato che “la mobilità nuova è un settore fondamentale su cui puntare come vettore di sviluppo economico e culturale”, anche per l’abbattimento dei costi ambientali e sociali, il contenimento dei danni sanitari e il risparmio di carburante.

Avenali ha posto l’accento su tre punti chiave del provvedimento:
  1. il sistema integrato di mobilità nuova, anche attraverso il car sharing, il car pooling e l’integrazione con la rete ciclabile e ciclopedonale;
  2. la definizione di target di mobilità, cioè una quota massima degli spostamenti privati motorizzati;
  3. la previsione di un “piano regionale della mobilità ciclistica”, inserito come un piano di settore all’interno del Piano della mobilità della Regione.

Sul finanziamento della legge,
infine, Avenali ha auspicato per i prossimi anni un impegno maggiore rispetto ai 2,1 milioni di euro stanziati per il biennio 2018-2019.

Silvia Blasi è intervenuta per illustrare la proposta di legge del Movimento 5 stelle che insieme a quella di Avenali costituisce il testo unificato all’esame del Consiglio. Anche lei ha denunciato il livello d’inquinamento e sottolineato la necessità di ridurlo. “Lo spostamento attraverso i mezzi motorizzati privati rappresenta una grave fonte di inquinamento ambientale per le nostre città - ha detto - che compromette non solo la qualità della vita, ma proprio la salute dei soggetti, anche più deboli, più fragili, come per esempio i bambini. Questo intervento legislativo ha un importante impatto non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute”.

La consigliera pentastellata, nel corso del suo intervento, ha più volte fatto riferimento a un cambiamento culturale, perché “il mezzo principale con cui si spostano tutti è l’auto privata. Purtroppo, spesso la pista ciclabile non viene vista come un sistema, un’infrastruttura per il trasporto, bensì come una modalità con cui una persona va a fare una passeggiata. Invece, la bicicletta potrebbe diventare e può diventare un vero e proprio mezzo di trasporto per medi e lunghi spostamenti nei centri urbani”. Per questo motivo, Blasi ha messo in evidenza come la proposta di legge punti sulla intermodalità, “la possibilità di cambiare mezzo di trasporto, di passare dalla metropolitana, all’autobus pubblico, al mezzo pubblico, al treno e alla bicicletta; quindi la possibilità – ha aggiunto la consigliera – di spostare anche la bicicletta con altri mezzi di trasporto”.

“Si tratta di una iniziativa importante – ha ribadito Michele Civita, assessore regionale alle Politiche del territorio e alla mobilità – a cui io e la Giunta abbiamo dato il nostro supporto, perché il tema guarda al futuro”. A tal proposito, Civita ha annunciato che il Piano della ciclabilità è stato già previsto e contiene un documento specifico, che dopo l’approvazione della legge, diventerà un vero e proprio Piano autonomo per la ciclabilità di Roma e del Lazio”. Poi l’assessore ha ricordato che la Regione offre dei contributi per l’acquisto di biciclette portatili e ripiegabili all’interno degli abbonamenti annuali. “È ovviamente una cosa simbolica – ha precisato – che però guarda agli stessi obiettivi che la legge vuole perseguire. Sui finanziamenti, Civita ha annunciato che “questa legge dovrà essere finanziata e in parte abbiamo già dei finanziamenti per la realizzazione di alcune piste ciclabili che diamo ai Comuni”.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche Fabrizio Santori (Fratelli d’Italia), il quale ha auspicato che “ci possa essere, da parte dei relatori e da parte della Giunta, la possibilità di dare spazio a qualche iniziativa che riteniamo importante e innovativa e che va soltanto ed esclusivamente nella direzione di un miglioramento normativo e anche di sicurezza, di vantaggi effettivi che questa legge può portare”.

(pubblicato il 22 novembre 2017 - aggiornato il 28 novembre 2018 alle ore 13) A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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