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Collegato al bilancio, le dichiarazioni di voto conclusive

Un provvedimento ricco di risultati secondo la maggioranza. Dalle opposizioni critiche invece per i numerosi emendamenti: “Sono state riscritte integralmente delle leggi”.

Il presidente Daniele Leodori al tavolo della presidenza durante i lavori per il collegato al bilancio.05/08/2017 - “La maggioranza è soddisfatta del lavoro fatto. Portiamo a casa un altro provvedimento di natura economica molto importante, magari imperfetto, magari anche un po’ caotico, però anche denso di tante cose importanti. Arricchito tra l’altro, e lodevolmente, da integrazioni e suggerimenti importanti di molti colleghi delle opposizioni”. Così il capogruppo del Pd Massimiliano Valeriani prima del voto conclusivo sul collegato approvato oggi pomeriggio dal Consiglio regionale del Lazio. L’obiettivo di portare a casa il provvedimento senza far ricorso a maxi emendamenti, sempre per il capogruppo pd, è stato raggiunto. E questa va considerata, per Valeriani – unico esponente della maggioranza ad aver preso la parola prima del voto finale – una dimostrazione di coerenza.

“Ci aspettano ancora mesi di lavoro – ha aggiunto il capogruppo pd – lo ribadisco: le amministrazioni non parlano con programmi elettorali e neanche con le interviste sui giornali. Le amministrazioni parlano con i fatti amministrativi. Chi governa ha la responsabilità, l’obbligo e il dovere di produrre fatti”. Un patrimonio, questo collegato 2017, che – secondo Valeriani – l’amministrazione consegna a quella che verrà. “Se saremo noi – ha concluso – saremo ancora più orgogliosi di averlo fatta in questa legislatura. Se sarà qualcun altro, comunque, l’avremo consegnato anche con il nostro sostegno”.

Netto invece il “no” da parte delle opposizioni in occasione delle dichiarazioni che hanno preceduto l’approvazione della proposta di legge. “Questo collegato non avrebbe meritato il voto”, ha esordito Pietro Sbardella (Misto), primo tra i consiglieri a prendere la parola al termine della maratona in Aula. Partito con tre articoli e conclusosi con 26 ore di lavori nell’ultima seduta, il testo - secondo Sbardella - è un insieme di “manifesti per la campagna elettorale”. Giancarlo Righini (FdI) a questo proposito si è detto “pentito”. Pentito di aver aderito alle richieste della maggioranza di contingentare tempi e ritirare emendamenti, come altri esponenti delle opposizioni. In Aula, per Righini che ha parlato di “orgia emendativa”, è avvenuta una cosa mai vista in Regione: “Sono state riscritte integralmente delle leggi”.

Uno “spettacolo squalificante” per Francesco Storace (Mns), che si è impegnato a far sì che chi succederà a Zingaretti non consideri questo collegato un “precedente” da ripetere. Daniele Sabatini (Cuoritaliani), come già Storace e altri esponenti dell'opposizione, ha denunciato lo scollamento tra maggioranza e giunta. Parole positive invece, dai banchi di minoranza, per l’assessore Alessandra Sartore, che – secondo Giuseppe Simeone (Forza Italia) – “è stata lasciata sola”, senza Nicola Zingaretti accanto e neppure il vicepresidente Massimiliano Smeriglio.

Gli esponenti delle opposizioni non hanno comunque mancato di ricordare, ciascuno, i risultati positivi comunque ottenuti, con l’inserimento nel “collegato” di diverse norme frutto di emendamenti a loro firma. Ad accompagnare il provvedimento ci sono ancora circa 400 ordini del giorno da esaminare e votare, presentati da più gruppi consiliari, che sono stati rinviati a settembre. Mese nel quale probabilmente diventerà ancor più caldo un tema toccato negli interventi conclusivi di Sbardella e Storace: la legge elettorale regionale e il mantenimento o meno del listino. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

Ufficio Stampa


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