Glossario

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Vacatio legis
Cost., art. 73
Stat., art. 39, co. 3
disp. prel. cod. civ., art. 10

Periodo di tempo, normalmente di quindici giorni - salvo che la legge non ne preveda uno diverso - che intercorre tra la pubblicazione della legge e la sua entrata in vigore.
La vacatio legis risponde all’esigenza di permettere a tutti di venire a conoscenza della legge medesima, di modo che, decorso tale termine, la non conoscenza della legge non può essere utilizzata come causa di esclusione della responsabilità di fronte ad essa.
Variazione di bilancio
l.r. 25/2001, art. 28
d.lgs. 118/2011

La legge, nel corso dell’esercizio, può autorizzare variazioni del bilancio di previsione. L’ordinamento contabile regionale deve disciplinare le modalità con cui la Giunta regionale o il Segretario generale autorizzano, con provvedimento amministrativo, le variazioni del bilancio gestionale, non di competenza dei dirigenti e del responsabile finanziario.
Nessuna variazione, ad eccezione di quelle espressamente previste dalla normativa, può essere approvata dopo il 30 novembre dell’anno a cui il bilancio si riferisce.
I provvedimenti amministrativi che dispongono variazioni del bilancio di previsione non possono disporre variazioni del documento tecnico di accompagnamento o del bilancio gestionale.
Ventotene (Manifesto di)
Stat., art. 3, co. 1

“Manifesto per un’Europa libera e unita” scritto nel 1941 da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, con la collaborazione di Eugenio Colorni e Ursula Hirshmann, durante il confino sull’isola di Ventotene.
Ispirato da un libro di Luigi Einaudi di circa venti anni prima e dagli scritti politici di Kant e Hegel, individua nel nazionalismo degli Stati sovrani la causa delle guerre, per il desiderio di prevaricazione sugli altri Stati e propugna “quindi” la necessità di creare una comunità sovranazionale europea, in cui le ricchezze avrebbero dovuto essere redistribuite, il governo si sarebbe deciso sulla base di elezioni a suffragio universale e si sarebbe seguita una terza via politico-economica che avrebbe evitato gli errori di capitalismo e comunismo e avrebbe permesso all’ordinamento democratico e all’autodeterminazione dei popoli di assumere un valore concreto.
Il Manifesto è alla base del movimento federalista europeo, che auspica la creazione di uno Stato federale con organi comuni che si sostituiscono agli Stati federati nell’individuazione degli obiettivi da raggiungere e degli strumenti per conseguirli.
Ai principi del Manifesto di Ventotene si richiama lo Statuto regionale, tra i propri principi fondamentali, nel promuovere l’integrazione europea quale valore essenziale della propria identità.
Verbale (vedi Processo verbale)
Vice Presidente del Consiglio
Stat., art. 20
reg. lav., art. 5

Lo Statuto prevede due vice Presidenti del Consiglio, di cui uno in rappresentanza della minoranza, eletti a scrutinio segreto, con un’unica votazione ricorrendo al voto limitato (ciascun consigliere può votare un solo nominativo). I vice Presidenti collaborano con il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento.
Vice Presidente della Giunta regionale
Stat., artt. 42 e 45

Il Vicepresidente della Giunta regionale viene nominato dal Presidente della Regione tra i componenti della Giunta.
Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento temporaneo. Presiede la Giunta dimissionaria nei casi di rimozione, decadenza, impedimento permanente e morte del Presidente fino alla proclamazione del nuovo Presidente.
Vigilanza
Stat., art.55
l.r. 14/1999, art. 182

La nozione di vigilanza comprende tutte quelle funzioni e compiti amministrativi l'esercizio dei quali è finalizzato all'individuazione di fattispecie sanzionabili o, comunque, di carenze che richiedono interventi, anche non sanzionatori, diretti ad assicurare il rispetto di una determinata disciplina. Va considerata come una sorta di “accessorio naturale” della competenza sanzionatoria, sia statale che regionale.
La Regione, direttamente o tramite gli enti regionali, nonché gli enti locali, esercitano la vigilanza e l'irrogazione delle sanzioni amministrative in relazione alle funzioni ed ai compiti ad essi rispettivamente riservati e conferiti nelle singole materie. In altri termini, l'ente titolare dell'esercizio di una funzione attinente ad una specifica materia è altresì titolare dell'esercizio della corrispondente attività di vigilanza. La vigilanza può, tuttavia, essere espressamente conferita ad un ente diverso da quello titolare della funzione: in questo caso, l'applicazione delle sanzioni spetta all'ente vigilante che provvede, altresì, ad introitare gli importi delle sanzioni stesse.
È invece di esclusiva titolarità della Giunta regionale la vigilanza sull'attività e sugli organi degli enti pubblici dipendenti dalla Regione, ai sensi dell'articolo 55 dello Statuto. Alla Giunta spetta, inoltre, l'adozione dei conseguenti adempimenti nonché riferirne periodicamente alla commissione consiliare competente per materia.
VIR (Verifica dell'impatto della regolamentazione)
l. 246/2005, art. 14
d.p.c.m. 212/2009

La verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR), introdotta dalla legge di semplificazione per l'anno 2005, consiste nella valutazione, anche periodica, del raggiungimento delle finalità e nella stima dei costi e degli effetti prodotti da atti normativi sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni. La VIR è attivata decorso un biennio dalla data di entrata in vigore della legge oggetto di valutazione.
Successivamente è effettuata periodicamente a scadenze biennali. Spetta ad appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri definire i criteri generali e le procedure della VIR, nonché l'individuazione dei casi da sottoporre alla stessa. È intervenuto al riguardo un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che ha definito esattamente l’ambito di applicazione della VIR, i soggetti competenti a svolgerla e i contenuti della stessa.

Nell’ambito dell’accordo del 29 marzo 2007 sancito tra il Governo, le Regioni e le Province autonome, l’ANCI, l’UPI e l’UNCEM, in sede di Conferenza Unificata, ed avente ad oggetto il miglioramento della qualità della regolazione, è stato previsto l’impegno da parte delle Regioni di definire, tra l’altro, con successive leggi regionali o con altri atti non normativi, i criteri generali e le procedure, nonché l’individuazione dei casi di effettuazione della VIR. Si prevede inoltre che la Conferenza Unificata debba successivamente individuare i criteri generali e il percorso dell’analisi; i criteri di selezione dei casi, articolandoli in criteri di inclusione e di esclusione; i tempi di applicazione della valutazione e i metodi di condivisione dei risultati delle VIR effettuate.
Votazione
Stat., art. 27
reg. lav., artt. 37 e 39

Al termine della discussione su di un determinato argomento si passa alla fase della votazione che, di norma, avviene a scrutinio palese.
Si vota a scrutinio segreto per conferire o revocare incarichi e, comunque, sulle questioni concernenti persone.
Nello scrutinio segreto, i voti sono espressi deponendo nelle urne una pallina bianca o mediante procedimento elettronico.  Se si tratta di elezioni si vota deponendo nelle urne l’apposita scheda in cui ciascun consigliere scrive il nome della persona per cui intende esprimere il proprio voto. Qualora si debba procedere all’elezione di due o più membri di collegi è previsto il ricorso al voto limitato: ciascun consigliere scrive sull’apposita scheda i nomi dei due terzi dei membri che devono comporre il collegio (uno se è chiamato a votare per due componenti del collegio).
Per quanto riguarda le votazioni a scrutino palese, occorre distinguere quelle in cui il voto è palese solo a coloro che hanno assistito alla votazione, da quelle in cui il voto è anche rilevato e registrato. Alla prima categoria vanno ricondotti, ad esempio, il voto per alzata di mano, il voto per divisione dell’Aula e il voto per alzata e seduta; metodi, questi, più celeri che hanno in comune la caratteristica della indeterminatezza del voto, non essendo accertato il risultato numerico, ma solo la prevalenza dei voti favorevoli sui contrari. Alla seconda categoria vanno ricondotte, invece, le votazioni nominali, in cui vi è la registrazione non solo dei voti, ma anche dei votanti. Le votazioni nominali hanno solitamente luogo mediante procedimento elettronico con registrazione dei nomi ovvero tramite appello nominale.
Votazione per parti separate
reg. lav., art. 68, co. 2

La votazione per parti separate è uno strumento procedurale, mutuato dai regolamenti parlamentari, volto a garantire la semplicità e la chiarezza dell’oggetto di votazione e, conseguentemente, la coerenza logica delle scelte legislative.
Il Regolamento dei lavori del Consiglio, disciplinando le modalità di votazione degli emendamenti, prevede che possa essere richiesta la votazione per parti separate quando “il testo da mettere ai voti è composto da più disposizioni o si riferisca a più argomenti o sia comunque suscettibile di essere distinto in più parti aventi ciascuna un proprio significato logico ed un valore normativo”. Espressamente inammissibile è tale richiesta se concerne elenchi o tabelle, parti integranti del testo in esame: in tal caso la stessa disciplina regolamentare valuta assenti i presupposti per una tale richiesta, salvaguardando la facoltà di emendamento con riferimento alle singole voci.

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