Glossario

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Ufficio di presidenza del Consiglio
Stat., artt. 20 e 22
reg. lav., art. 7 

L’Ufficio di presidenza viene eletto nella prima seduta del Consiglio regionale ed è costituito dal Presidente del Consiglio, da due vice Presidenti, di cui uno in rappresentanza della minoranza, e da tre segretari, uno dei quali in rappresentanza della minoranza.
Nell’Ufficio di presidenza è garantita un’equilibrata presenza delle donne. I componenti dell’Ufficio di presidenza durano in carica l’intera legislatura, salvo i casi di dimissione o di grave impedimento. Le funzioni dell’Ufficio di presidenza riguardano l’autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile del Consiglio e tra queste si segnalano, in particolare, quelle relative alla predisposizione del bilancio preventivo e del conto consuntivo, all’adozione degli atti relativi all’organizzazione delle strutture, alla necessità di assicurare ai gruppi consiliari le risorse per il loro funzionamento, alla garanzia e tutela delle prerogative dei Consiglieri regionali. 
Unione europea (UE)
Trattato di Lisbona
Trattato sull'Unione europea
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

L’Unione europea è un’organizzazione internazionale sui generis a cui gli Stati membri attribuiscono competenze, da esercitare anche in via esclusiva, per il perseguimento degli obiettivi comuni, in particolare: la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne; l’instaurazione di un mercato interno e lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata, su un’economia di mercato competitiva e su un elevato livello di tutela e miglioramento dell’ambiente; la lotta all’esclusione sociale e alle discriminazioni; la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra gli Stati membri; la realizzazione di un’unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro.
Con il trattato di Lisbona l’Unione europea succede alla Comunità europea, in cui si era già trasformata la Comunità economica europea istituita nel 1957, e viene superata la precedente struttura dell’Unione fondata sui tre pilastri (quello delle comunità europee, basato sul metodo comunitario, e quelli della politica estera e di sicurezza comuni nonché della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, basati sul metodo intergovernativo), creata dal trattato di Maastricht nel 1992.
Istituzioni dell’Unione sono: il Parlamento europeo, che rappresenta i popoli dell’Unione ed è l’unica istituzione ad essere eletta direttamente dai cittadini; il Consiglio dell’Unione europea, che rappresenta i governi nazionali e, insieme al Parlamento europeo, esercita la funzione legislativa e di bilancio; la Commissione europea, che rappresenta l’interesse comune europeo, è l’organo esecutivo dell’UE, propone le disposizioni legislative da adottare; il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato o di governo, che definisce le priorità politiche generali; la Corte di giustizia dell’Unione europea, che assicura il rispetto del diritto nell’interpretazione e applicazione dei trattati; la Banca centrale europea, che è responsabile della gestione dell’euro, definisce ed attua la politica economica e monetaria dell’UE; la Corte dei conti, che esegue il controllo finanziario delle attività dell’Unione.
Il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni sono organi consultivi e, come tali, vengono consultati dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nelle materie di rispettiva competenza.
Tra le maggiori novità introdotte dal Trattato di Lisbona si segnalano due importanti figure istituzionali: l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza comune, il quale è anche Vicepresidente della Commissione e guida della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione, e il Presidente del Consiglio europeo, a cui compete la rappresentanza esterna dell’Unione nelle materie della politica estera e della sicurezza comune, insieme all’Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e nei vertici internazionali, di norma con il Presidente della Commissione europea. 
L’Unione europea comprende attualmente 28 Stati membri. Dall'Europa a sei del 1957, con la Germania, il Belgio, la Francia, l'Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi, 21 Paesi hanno via via aderito all’Unione, e cioè: la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito nel 1973, la Grecia nel 1981, la Spagna e il Portogallo nel 1986, l'Austria, la Finlandia e la Svezia nel 1995, la Repubblica ceca, l'Estonia, Cipro, la Lettonia, la Lituania, l'Ungheria, Malta, la Polonia, la Slovenia e la Slovacchia nel 2004, la Bulgaria e la Romania nel 2007, la Croazia nel 2013. La ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Turchia, la Serbia, l’Albania e il Montenegro hanno lo statuto di paesi candidati, che non dà diritto all'adesione automatica ma consente di avviare i relativi negoziati.
Il Regno Unito, con il referendum del 28 giugno 2016, ha deliberato la propria uscita dall’Unione europea; il percorso si perfezionerà definitivamente il 29 marzo 2019 (per indicare questo processo è stato coniato il neologismo Brexit).
Urgenza
Stat., artt 26, 38 e 39
reg. lav., artt. 23, 24, 57 e 58

 L’urgenza nell’ordinamento regionale è prevista nei seguenti casi:
- il Presidente della Regione, può richiedere la procedura d’urgenza, con richiesta motivata, per l’esame delle proposte di legge di iniziativa della Giunta. Per le proposte di iniziativa consiliare possono richiedere la procedura d’urgenza tre consiglieri regionali o un Presidente di Gruppo consiliare;
- il Presidente della Regione promulga la legge regionale entro trenta giorni dall’approvazione, salvo che il Consiglio ne dichiari l’urgenza stabilendo un termine diverso;
- le convocazioni dell’Aula devono essere, di norma, diramate almeno cinque giorni prima delle riunioni, fatti salvi casi di urgenza, nei quali il termine è ridotto a giudizio del Presidente del Consiglio e, comunque, con preavviso di almeno tre giorni;
- le convocazioni delle commissioni consiliari devono essere, diramate, di norma almeno tre giorni prima delle riunioni, fatti salvi casi di urgenza, nei quali il termine è ridotto a giudizio del Presidente della commissione consiliare e, comunque, con preavviso di almeno un giorno;
- salvo accordo di tutti i gruppi, nessun provvedimento può essere discusso in Aula se la relativa documentazione non sia disponibile almeno quarantotto ore prima dell'inizio della discussione o ventiquattro ore in caso di urgenza.

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