Glossario

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Open Data
dir. 2003/98/CE
dir. 2013/37/UE
d.lgs. 82/2005, art. 68, co. 3
d.lgs. 33/2013, art. 7
l.r. 7/2012

Gli Open Data (o dati aperti) sono dati accessibili a tutti, tipicamente via web, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione.
La diffusione degli open data nella pubblica amministrazione permette una maggiore trasparenza dell’azione amministrativa; un migliore accesso alle informazioni da parte dei cittadini; la realizzazione di nuovi prodotti e nuovi servizi da parte delle imprese.
Gli Open Data consentono la rielaborazione delle informazioni e il loro utilizzo per creare servizi innovativi per i cittadini e le imprese.
L'insieme degli Open Data diffusi dalle pubbliche amministrazioni italiane vengono raccolti nel portale www.dati.gov.it. La Regione Lazio ha un suo portale: Open Data Lazio, in cui sono pubblicati in formato aperto e riutilizzabili i dati relativi al suo intero patrimonio informativo.
Opposizione
Stat., artt. 20, co. 2; 23, co. 2, lett. p); 25, co. 2 e 3, lett. f); 34, co. 3; 41, co. 8; 55, co. 3

Per opposizione, in ambito parlamentare, si intende l’insieme dei gruppi politici che non si riconoscono nella maggioranza assembleare che sostiene politicamente l’esecutivo in carica, in quanto, a seconda della forma di governo vigente, non hanno votato ad essi la fiducia o sono espressione di partiti che hanno sostenuto l’elezione di un leader diverso da quello poi prescelto dal corpo elettorale. L’opposizione, conseguentemente, contrasta e controlla l’azione di governo, condizionandone l’indirizzo sulla base di un diverso orientamento programmatico e in vista di una futura sostituzione.
Lo Statuto demanda al Regolamento dei lavori del Consiglio il compito di assicurare l’effettivo esercizio dei diritti dell’opposizione e prevede l’attribuzione all’opposizione della presidenza degli organi consiliari di controllo e di vigilanza, la presenza di rappresentanti della minoranza nell’Ufficio di presidenza del Consiglio e delle Commissioni. Inoltre è stabilito, per quanto concerne le nomine e le designazioni, che nel caso in cui si debba assicurare la rappresentanza delle opposizioni, la competenza a deliberare sia del Consiglio.
Ordine del giorno
Stat., art. 30, co. 2
reg. lav., artt. 25, co. 7- 9; 65, co. 2 e 3; 69; 70

Rientra tra le prerogative dei consiglieri presentare ordini del giorno per concorrere a determinare l’indirizzo politico, sociale ed economico della Regione.
Il Regolamento dei lavori del Consiglio prevede tre tipologie di ordine del giorno:
- l’ordine del giorno di cui all’articolo 25, inteso come atto che contiene l’indicazione di tutti gli argomenti che l’Aula o le commissioni consiliari debbono esaminare nel corso della seduta, nonché il loro ordine di trattazione. Per deliberare su argomenti che non siano iscritti all’ordine del giorno è necessaria una decisione adottata con la presenza di tutti i consiglieri assegnati e con il voto favorevole dei tre quarti degli stessi. Per i lavori dell’Aula, l’inversione della trattazione degli argomenti iscritti è possibile quando è proposta dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Regione, da un Assessore, da un Presidente di gruppo consiliare costituito da almeno tre consiglieri, o da tre consiglieri. In commissione consiliare, invece, l’inversione della trattazione deve essere richiesta dal Presidente della commissione o da due consiglieri;
- l’ordine del giorno di cui all’articolo 69 è un atto, che ciascun consigliere può presentare, finalizzato a dare istruzioni alla Giunta regionale in relazione ad una determinata proposta di legge che si trovi all’esame dell’Aula per l’approvazione. L’ordine del giorno può essere svolto per non più di cinque minuti e deve riguardare articoli di legge già approvati o la proposta di legge nel suo insieme ma, salvo che l’Aula decida diversamente, non può riprodurre emendamenti ed articoli aggiuntivi che siano già stati respinti;
- l’ordine del giorno di cui all’articolo 65 è una richiesta che ciascun consigliere può presentare affinché non si proceda all’esame degli articoli ovvero al testo proposto per la deliberazione; è votato al termine della discussione generale e se presentato dopo la chiusura della stessa, non può essere svolto.
Organismi consultivi
Stat., artt. 71-75

Gli organi consultivi sono organi collegiali - di solito denominati consigli, osservatori, comitati, consulte - che svolgono essenzialmente attività di studio, valutazione, divulgazione, proposta ed esprimono pareri facoltativi, e talvolta obbligatori, su specifiche materie e su richiesta di soggetti determinati.
Il capo IV dello Statuto prevede espressamente, quali organi di consultazione, il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro; l’Osservatorio regionale permanente sulle famiglie, la Consulta femminile regionale per le pari opportunità e la Consulta regionale per i problemi della disabilità e dell’handicap.
Organismo indipendente di valutazione (OIV)
d.lgs 150/2009, artt. 14 e 14bis
l.r. 1/2011, artt.14-16
reg. org. cons., artt. 115 bis-115 sexies
reg. org. giunta, artt. 30 e 31

L’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) è un soggetto nominato in ogni amministrazione pubblica dall’organo di indirizzo politico-amministrativo. Svolge in modo indipendente importanti funzioni nel processo di misurazione e valutazione della performance. Può essere formato da un solo componente oppure da un collegio di tre membri.
La Regione ha istituito l’OIV prevedendo che fosse costituito da tre componenti. L’OIV ha sostituito il nucleo di valutazione e controllo strategico o gli altri organismi di controllo interno previsti dalla normativa. I componenti durano in carica tre anni e possono essere rinnovati una sola volta.
L'OIV verifica la correttezza dei processi di misurazione, monitoraggio, valutazione e rendicontazione della performance organizzativa e individuale, proponendo agli organi di indirizzo politico-amministrativo la valutazione dei dirigenti apicali e l'attribuzione dei premi. Comunica, inoltre, le criticità riscontrate nello svolgimento della propria attività agli organi competenti.
I regolamenti di organizzazione del Consiglio regionale e della Giunta regionale hanno disciplinato ciascuno il proprio organismo indipendente di valutazione, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa regionale.
Organizzazione dei lavori (vedi Programmazione dei lavori dell'Aula e delle commissioni)
Organo
L’organo di un ente pubblico è una componente dell’organizzazione più o meno complessa dell’ente, caratterizzata da una propria competenza, che l’ordinamento qualifica a porre in essere atti giuridici per conto dell’ente. L’organo è, quindi, la persona o il complesso di persone preposto ad un determinato centro di imputazione di competenza amministrativa e che, pertanto, esercita una pubblica potestà. Generalmente, gli organi sono assistiti da uffici, ossia apparati organizzatori costituiti da personale e mezzi destinati ad assolvere compiti ausiliari e strumentali rispetto alle funzioni degli organi.
La principale classificazione che si può operare tra gli organi è quella, in base alla composizione, tra organi individuali e collegiali, a seconda che l’esercizio della funzione sia demandato a un’unica persona fisica o a una pluralità di persone dotate di pari attribuzioni, che devono provvedervi in seduta comune attraverso una deliberazione unitaria.
Osservatorio per i servizi pubblici locali
d.l. 145/2013 (conv. l. 9/2014), art. 13, co. 25 bis
d.m. 08/08/2014

È istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed ha la finalità di garantire un’informazione completa e aggiornata sull’organizzazione e sulla gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti urbani, al servizio idrico integrato e al trasporto locale.
Si propone, in particolare, di garantire a istituzioni e operatori un’informazione oggettiva, completa e aggiornata sulle novità normative, sui processi di riordino organizzativo e sulle performance gestionali, attraverso apposite banche dati nonché di supportare, con strumenti metodologici e linee guida, le amministrazioni pubbliche impegnate nei processi di riordino dei servizi pubblici
Raccoglie, inoltre, le relazioni che gli enti affidanti servizi pubblici locali di rilevanza economica sono tenuti a redigere per motivare le modalità di affidamento prescelte, garantendone la conformità alla disciplina europea.
Per la sua attivazione il MISE si avvale di Invitalia, che cura la predisposizione e l’aggiornamento delle banche dati e degli strumenti, rendendoli accessibili attraverso il proprio sito internet istituzionale.
Ostruzionismo
reg. lav., artt. 28-34, 66-68, 70

Per ostruzionismo si intende l’azione posta in essere da una minoranza per impedire o ritardare il processo decisionale dell’organo assembleare attraverso l’uso esasperato degli strumenti procedurali messi a disposizione dei singoli membri.
In Parlamento e nelle altre Assemblee legislative diverse attività e comportamenti, pur essendo astrattamente compatibili con lo svolgimento dell'attività legislativa in quanto sono applicazione letterale delle norme regolamentari, possono essere svolti con evidente finalità dilatoria, quali ad esempio: discorsi protratti in aula per ore, massiccia presentazione di emendamenti, subemendamenti e ordini del giorno, richieste continue di accertamento del numero legale, presentazione di questioni pregiudiziali e sospensive, continui richiami al regolamento o per l’ordine dei lavori. Conseguentemente diverse disposizioni sono state introdotte o modificate nei regolamenti degli organi assembleari per contenere i comportamenti ostruzionistici. Si è ricorso, ad esempio, ad una minuta regolamentazione dei tempi di intervento del membro dell’assemblea nella discussione, oppure si è previsto che i richiedenti la verifica del numero legale debbano considerarsi sempre presenti agli effetti del numero legale.
In particolare, con riferimento alla massiccia presentazione di emendamenti, si è generalmente riconosciuta al Presidente dell’Assemblea la possibilità di dichiarare inammissibili emendamenti, subemendamenti, articoli aggiuntivi e ordini del giorno allorché presentino frasi sconvenienti, siano del tutto estranei all’oggetto della discussione, siano preclusi da precedenti deliberazioni, comportino spesa e non siano corredati della relazione tecnica sulla copertura finanziaria. Finalità antiostruzionistica ha anche la previsione, laddove contemplata, secondo cui il Presidente può dichiarare assorbiti emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi differenti tra loro per dati o cifre a scalare (c.d. canguro).
Tendenza comune delle Assemblee legislative regionali è la ricerca di soluzioni regolamentari che garantiscano, nel rispetto delle diverse esigenze, la piena funzionalità dell’organo senza compromettere la necessaria dialettica tra maggioranza e opposizione.

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