Glossario

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Leale collaborazione (principio di)
Cost., art. 120, co. II
Stat., artt. 12, co. 1; 49, co. 2

Principio fondamentale che deve contraddistinguere l’operato di Stato, Regioni ed enti locali nelle materie in cui i rispettivi interessi e competenze si intersecano sino a sovrapporsi.
Assente nel testo originario della Costituzione, ha fatto la sua comparsa nella seconda metà degli anni ottanta grazie alla giurisprudenza della Corte costituzionale, attenta ad esigere che nei rapporti interistituzionali tutte le parti coinvolte ispirassero i propri comportamenti ad assetti cooperativi e ha trovato la sua prima consacrazione nella legge 59/1997, in cui la leale collaborazione compare tra i principi fondamentali per i conferimenti di funzioni alle Regioni e agli enti locali.
Il principio è oggi riconosciuto espressamente dalla Costituzione, a seguito della riforma del 2001, in materia di poteri sostitutivi, ma la collaborazione istituzionale può considerarsi un principio generale implicito al nuovo sistema costituzionale, in grado di imporsi come criterio guida di tutte le relazioni interistituzionali, allorché ci si trovi in situazioni di competenze connesse o interferenti spettanti ad enti diversi.
La leale collaborazione si realizza attraverso un’ampia e variegata gamma di strumenti, forme e moduli procedimentali, idonei a garantire l’esercizio coordinato delle rispettive attribuzioni e che si traducono in obblighi di informazione reciproca, consultazioni informali, pareri, intese, conferenze di servizi, convenzioni, accordi di programma.
Sedi della leale collaborazione sono, principalmente, la Conferenza Stato-Regioni, la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali e la Conferenza unificata, sede congiunta delle precedenti, alle quali la riforma costituzionale del 2001 ha aggiunto la Commissione parlamentare per le questioni regionali, nella composizione integrata con rappresentanti regionali e locali. Tale ultima previsione non risulta, però, ancora attuata.
Legge regionale
Cost., artt. 70-82, 117, 121, 123 e 127
Stat., artt. 11, 36-39
d.lgs. 118/2011
l. 234/2012
l.r. 25/2001
l.r. 2/2005
l.r. 1/2015

 La legge è un atto normativo vincolante per tutti i destinatari, adottato dagli organi istituzionali ai quali la Costituzione attribuisce espressamente il potere legislativo. 
 Le leggi regionali sono approvate dal Consiglio regionale, promulgate dal Presidente della Regione, pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione, salvo che la legge non preveda un termine diverso.
 A seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, è oggi riconosciuta alle Regioni, oltre alla potestà legislativa concorrente, una potestà legislativa residuale in tutte le materie non riservate dallo stesso articolo 117 alla competenza esclusiva dello Stato e che non costituiscono oggetto di potestà legislativa concorrente. Nelle materie oggetto di legislazione concorrente, le Regioni continuano a poter legiferare, come avveniva prima della riforma, nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dallo Stato.
 La potestà legislativa regionale, al pari di quella statale, è esercitata nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
 Assumono particolare importanza:
- la legge statutaria: leggi di approvazione e di modifica dello Statuto regionale; appartengono alla categoria delle cosiddette leggi “rinforzate” poiché la Costituzione prevede per la loro approvazione un procedimento aggravato;
- la legge elettorale: legge che disciplina l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale, nonché le cause di ineleggibilità ed incompatibilità dei componenti della Giunta e del Consiglio;
- la legge di bilancio di previsione finanziaria della Regione: legge, di iniziativa della Giunta regionale, approvata annualmente dal Consiglio, con la quale si rappresenta il quadro delle risorse che si prevede di acquisire e di impiegare nell’arco del triennio;
- la legge di stabilità: legge, di iniziativa della Giunta regionale, che contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione. È costituita, esclusivamente, da norme che producono effetti finanziari con decorrenza dal primo anno del bilancio di previsione;
- la legge regionale europea: legge con la quale si provvede a dare attuazione alla normativa dell’Unione europea o si dispone che la Giunta vi provveda con regolamento; la legge regionale europea dispone in via diretta qualora l’adempimento degli obblighi comunitari comporti nuove spese o minori entrate o l’istituzione di nuovi organi amministrativi. La legge regionale europea, d’iniziativa della Giunta, è approvata annualmente dal Consiglio nell’ambito della sessione europea.

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