Glossario

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Garante dell'infanzia e dell'adolescenza
l.r. 38/2002
l.r. 11/2016, art.10, commi 4 e 6
 
Il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza opera per assicurare la piena attuazione dei diritti riconosciuti ai minori. È istituito presso il Consiglio regionale ed agisce in piena autonomia e con indipendenza di giudizio. È eletto dal Consiglio stesso, dura in carica cinque anni e può essere rieletto una sola volta.
Il Garante, in particolare: vigila sull’applicazione nel territorio regionale della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989; vigile sull’assistenza prestata ai minori ricoverati in strutture educativo-assistenziali, residenziali, in ambienti esterni alla famiglia; svolge attività di consulenza nei confronti dei tutori e curatori; promuove, al fine di prevenire abusi, iniziative per la tutela dei diritti dei minori.
Qualora nell’esercizio delle proprie funzioni riscontri situazioni di grave rischio o di danno per i minori provvede a denunciarle alle autorità competenti ed a riferirle agli organi della Regione. Ogni anno presenta al Consiglio una relazione con la quale rappresenta le condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza, i servizi esistenti e l’attività svolta nel corso dell’anno di riferimento e quella in programma per l’anno successivo.
Garante per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale (Garante dei detenuti)
l.r. 31/2003

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, noto anche come Garante dei detenuti, assume ogni iniziativa utile affinché vengano tutelati i diritti dei detenuti, anche minori, nonché di coloro che si trovano nei centri di accoglienza e nelle strutture sanitarie, se sottoposti a trattamento obbligatorio.
Le azioni svolte dal garante riguardano, in particolare, la tutela del diritto alla salute, il miglioramento della qualità della vita, l’istruzione, la formazione professionale e, in generale, tutte le iniziative che possano facilitare il reinserimento sociale e lavorativo. Inoltre, può proporre all’amministrazione l’adozione di atti e provvedimenti, sia amministrativi che legislativi, idonei a perseguire gli obiettivi menzionati.
Il Garante, che si avvale di due coadiutori anch’essi eletti dal Consiglio regionale, dura in carica cinque anni ed è supportato da una struttura amministrativa a cui sono affidati compiti di gestione ed attuazione dei propri compiti istituzionali.
Gestione provvisoria
d.lgs. 118/2011, art. 43
reg. reg. 26/2017, art. 14

La mancata approvazione del bilancio di previsione dopo il decorso di tre mesi previsto per l’esercizio provvisorio o la mancata autorizzazione dell’esercizio provvisorio determinano la gestione provvisoria del bilancio.
La gestione provvisoria è limitata esclusivamente all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, delle spese relative al finanziamento della sanità, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse ed alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente.
Giudizio di parifica (del rendiconto generale della Regione)
d.l. 174/2012 (conv. l. 213/2012), art. 1, co. 5

Il giudizio di parifica è espressione del ruolo assunto dalla Corte dei conti quale garante imparziale dell’equilibrio economico–finanziario del settore pubblico. Il procedimento di parifica, infatti, è volto a dare certezza e credibilità ai dati finanziari e ai loro riflessi gestionali, economici e patrimoniali sull’organizzazione e sull’attività della pubblica amministrazione, con particolare riferimento all’esercizio finanziario oggetto del giudizio. In tale sede la Corte è chiamata ad accertare la corrispondenza tra i valori indicati nel conto di bilancio e nel conto del patrimonio e quelli esposti negli atti normativi dell’intero ciclo di programmazione finanziaria; in particolare, oltre a verificare la corrispondenza tra i dati di entrata e di spesa risultanti dal rendiconto e quelli previsti dai documenti di bilancio preventivi e programmatici nonché l’esattezza delle rilevazioni dei residui attivi e passivi e delle poste del conto patrimoniale, la Corte verifica, tra l’altro, l’equilibrio del bilancio espresso anche dal risultato d’amministrazione la cui esatta determinazione incide sull’equilibrio dei bilanci futuri. Il giudizio di parifica si svolge nella forma contenziosa con l’intervento del Procuratore regionale.
Alla decisione di parifica è allegata, secondo la normativa vigente, una relazione della Corte al Consiglio regionale, con osservazioni sulla legittimità e regolarità della gestione e proposte di misure correttive al fine, in particolare, di assicurare l’equilibrio del bilancio e di migliorare l’efficacia e l’efficienza della spesa. In ciò si realizza la funzione “ausiliaria” che la Corte svolge rispetto agli organi elettivi regionali: il giudizio di parifica fornisce importanti elementi di valutazione all’Assemblea legislativa sulla gestione delle risorse di bilancio da parte dell’organo esecutivo.
Il giudizio di parifica ha ad oggetto la proposta di legge che contiene il rendiconto generale della Regione deliberato dalla Giunta entro il 30 aprile.
Giunta delle elezioni
Stat., art. 25, co. 3, lett. b)
reg. lav., art. 10
l.r. 38/2003

La Giunta delle elezioni è un organismo interno al Consiglio.
L’Ufficio di Presidenza, subito dopo la sua costituzione, procede, quale Giunta delle elezioni, all’accertamento dell’inesistenza delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità nei confronti dei consiglieri eletti, sulla base sia della documentazione relativa alle cariche ed agli uffici ricoperti trasmessa dai consiglieri stessi, sia delle istanze e dei ricorsi presentati relativamente alle condizioni degli eletti.
Compiuto l’esame, la Giunta delle elezioni propone all’Aula la convalida delle elezioni dei consiglieri per i quali sia stata accertata l’inesistenza di cause di ineleggibilità o di incompatibilità o l’annullamento dell'elezione stessa qualora manchi la condizione dell’eleggibilità o la decadenza qualora riscontri l’esistenza o il sopravvenire di una delle cause di incompatibilità.
La Giunta delle elezioni, inoltre, ha il compito di procedere all’istruttoria della valutazione di insindacabilità dei consiglieri per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni e di riferirne al Consiglio regionale, al fine dell’adozione della relativa deliberazione.
Giunta per il regolamento
Stat., art. 25, commi 3, lett. b) e 4
reg. lav., art. 9

La Giunta per il regolamento esamina le proposte di modifica al Regolamento dei lavori del Consiglio ed esprime pareri sia sull’interpretazione delle norme del regolamento stesso che sulla risoluzione dei conflitti di competenza tra le commissioni consiliari.
È composta da dieci consiglieri nominati dal Presidente del Consiglio, che la presiede; lo stesso Presidente, sentita la Giunta in questione, può integrarne la composizione, al fine di assicurare una maggiore rappresentatività, nel rispetto della proporzionalità tra maggioranza ed opposizione.
Giunta regionale
Cost., artt. 121 e 122
Stat., artt. 45- 49

La Giunta regionale è l’organo esecutivo della Regione. Realizza gli obiettivi stabiliti nel programma politico e amministrativo del Presidente della Regione nonché negli atti di indirizzo del Consiglio regionale. Ad essa sono attribuite una competenza amministrativa generale, il potere di iniziativa legislativa, la funzione regolamentare, ad esclusione dei regolamenti delegati dallo Stato, e l’esercizio del potere sostitutivo ai sensi dell’art. 49 dello Statuto. Nella composizione della Giunta deve essere assicurata un’equilibrata presenza dei due sessi e, comunque, tale che il numero degli assessori appartenenti allo stesso sesso non sia superiore a due terzi, con arrotondamento all’unità inferiore.
I componenti, in un numero non superiore a dieci, scelti anche al di fuori del Consiglio regionale, sono nominati dal Presidente della Regione entro dieci giorni dalla sua proclamazione. Quest’ultimo ha potere di revoca e sostituzione. La Giunta dura in carica fino alla proclamazione del Presidente della Regione neoeletto.
Lo Statuto prevede quali cause di dimissioni della Giunta regionale:
- le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti del Consiglio;
- l’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione;
- le dimissioni volontarie, la rimozione, la decadenza, l’impedimento permanente e la morte del Presidente della Regione.
 La Giunta dimissionaria resta in carica, presieduta dal Presidente della Regione, ovvero dal Vicepresidente nei casi di rimozione, decadenza, impedimento permanente e morte del Presidente, limitatamente all’ordinaria amministrazione, fino alla proclamazione del Presidente della Regione neoeletto.
Governance
Il termine anglosassone “governance” è divenuto popolare nel dibattito politico e accademico. La definizione stessa del concetto ha subìto cambiamenti ed integrazioni: in generale, si può sostenere che il termine viene usato per marcare una distinzione e contrapposizione con il concetto di “government”, inteso quale istituzione, apparato e organizzazione.
Per una corretta definizione della governance è necessario specificare il settore in cui il concetto è utilizzato: il concetto usato in economia è altro da quello di cui si occupa la scienza politica ed è ancora altro se riferito alla pubblica amministrazione.
All’interno della pubblica amministrazione, la governance costituisce un nuovo modello di amministrazione con cui si esprime l’esigenza di allargare il consenso sociale, attraverso l’introduzione di meccanismi e prassi che rendano effettiva la partecipazione dei cittadini all’azione pubblica in un contesto di trasparenza amministrativa e che attribuiscano chiaramente la responsabilità delle decisioni e delle azioni ai vari attori coinvolti, in modo da migliorarne l’efficacia e l’efficienza.
Gruppi consiliari
Stat., artt. 22, co. 2 e 31
l.r. 6/2002
l.r. 4/2013, artt. 11-13
reg. lav., artt. 12 e 13
reg. org. cons., artt. 13 e 14

 I gruppi consiliari sono articolazioni interne del Consiglio. I consiglieri eletti nelle liste aventi il medesimo contrassegno possono costituire un gruppo che sia espressione delle stesse, qualunque sia il numero dei componenti; gli altri gruppi, non espressione delle liste, devono essere costituiti da un numero di componenti non inferiore a tre.
 I consiglieri, entro sei giorni dalla prima seduta del Consiglio, comunicano al Presidente del Consiglio a quale gruppo aderiscono e il nome del relativo Presidente; qualora non provvedano a tale comunicazione confluiscono nel gruppo misto.
 Sulla natura dei gruppi consiliari la giurisprudenza della Corte costituzionale in una recente pronuncia ha affermato che “i gruppi consiliari sono stati qualificati dalla giurisprudenza di questa Corte come organi del consiglio e proiezioni dei partiti politici in assemblea regionale [..] ovvero come uffici comunque necessari e strumentali alla formazione degli organi interni del consiglio”. (sentenza n.39/2014).
 Il gruppo rappresenta la sede nella quale i consiglieri assumono decisioni importanti quali, in particolare, la designazione dei propri rappresentanti nelle commissioni consiliari, la partecipazione, attraverso il Presidente, alla definizione del programma e del calendario dei lavori del Consiglio.
 Ai gruppi consiliari è assegnato un contributo a carico del Consiglio regionale; sono esclusi da tale assegnazione i gruppi costituiti da un solo consigliere, ad eccezione del gruppo misto e di quelli che risultano cosi composti già all’esito delle elezioni o che si sono ridotti ad un unico componente.

(Vedi anche Rendiconto gruppi consiliari)

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