Piano di assetto del parco di Decima Malafede, audizioni in commissione ottava

Il 3 marzo data prevista per l'inizio dell'esame dell'articolato.
Un paesaggio naturale. 10/02/2020 - Numerosi i soggetti auditi oggi in VIII Commissione Agricoltura, ambiente, presieduta da Valerio Novelli, in merito alla PDC n. 38 del 12 novembre 2019, “Approvazione del piano della Riserva Naturale Decima Malafede – Roma, di cui all’articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 “Norme in materia di aree naturali protette regionali” e successive modifiche”. Emerso chiaramente dagli interventi, che saranno seguiti in molti casi dalla presentazione di memorie scritte, come chiesto da Novelli, come l’interesse alla protezione ambientale vada conciliato con la salvaguardia delle attività produttive, prevalentemente di natura agricola, esistenti nel territorio: a questo proposito il presidente Novelli ha voluto ricordare come già nella denominazione scelta per la commissione si lasci intendere la necessità di conciliare le esigenze della agricoltura e dell’ambiente.

Per la parte istituzionale, il presidente di Feder Parchi, Maurizio Gubbiotti, ha affermato la necessità di approvazione rapida di questo piano e ha espresso compiacimento per il fatto che i piani di assetto con le giunte Zingaretti siano finalmente “usciti dai cassetti”. Il direttore di Roma natura, Emiliano Manari, da parte sua, ha messo a disposizione la struttura per la buona riuscita di questo piano. La capo staff della Assessora alle Politiche del verde, benessere degli animali e rapporti con la cittadinanza attiva nell'ambito del decoro urbano Roma Capitale, Edoarda Sanci, ha riferito che l’assessora Fiorini ritiene importante giungere rapidamente alla approvazione di questo piano. Ha evidenziato inoltre il rischio di tutela non adeguata di alcune parti del parco, motivandolo con il fatto che le tre riserve integrali di Insugherata, Capocotta e Bosco di Trigoria sono poche, probabilmente. Per il comune di Pomezia, l’assessore Giovanni Mattias ha segnalato che Pomezia, pur non avendo neanche un metro quadrato di territorio all’interno del parco, è interessata a questo piano poiché ne godrebbe i benefici indirettamente, in quanto area limitrofa.  Per il Municipio IX di Roma capitale, l’assessore all’Ambiente Antonini ha riferito che il parco occupa un terzo del territorio municipale: a suo parere, va preservata la vocazione di questo piano alla tutela dell’ambiente, prima di tutto; da questo punto di vista, netta la contrarietà del municipio all’autostrada Roma Latina.

Passando agli interventi degli operatori economici e delle loro associazioni di categoria, per Coldiretti Pietro Di Domenico ha esposto le necessità degli agricoltori di una presa in considerazione delle esigenze del settore, senza di che si rischierebbe di produrre un contenzioso duraturo. Anche Virgili di Confagricoltura ha chiesto di “dare dignità” al settore, visto che il territorio ha una vocazione agricola. Abbastanza critici i toni di Carlo Corsetti, in rappresentanza della azienda agricola Castel di Decima, secondo il quale ad oggi sarebbe meglio che il piano “così com’è” non fosse approvato: le aziende agricole danno lavoro a molte persone e il piano deve tenerne conto, a suo avviso, altrimenti si rischia di lasciare il territorio esposto ai rischi di bracconaggio e discariche a cielo aperto. Mario Di Nunzio della Trasformazioni Rottami s.r.l. ha chiesto poi, per questa attività di rottamazione del ferro e di autodemolizione, che esiste dal 1990 ma recentemente ha visto negarsi il rinnovo della autorizzazione, di essere ricompresa nel piano. Il presidente di Agricoltura nuova ha chiesto di voler riconoscere all’interno del piano le attività agricole e di socializzazione che l’azienda già pone in essere da anni, ricordando i suoi 50 dipendenti. Il Direttore Generale del Campus Bio-Medico Spa., Domenico Mastrolitto, a nome del centro di ricerca universitario e policlinico sito in Trigoria, ha espresso un auspicio di rapida approvazione per il piano.

Per le associazioni ambientaliste, Territorio Roma con Luigi Tamburrino ha detto che è ora di finirla con le norme di salvaguardia, quindi è importante approvare il piano evitando conflitti tra ambientalisti e agricoltori. Il Gruppo Territorio Ambiente IX Municipio ha ricordato come la protezione ambientale sia finalizzata alla lotta al cambiamento climatico, per cui bisogna approvare presto questo piano, senza mescolare l’urbanistica a questa materia. Roberto Scacchi di Legambiente ha parlato di un piano da approvare presto, sicuramente con tutte le garanzie democratiche e di partecipazione, ma senza perdere di vista il fatto che il suo scopo è la tutela ambientale. Gualtiero Alunni del comitato No corridoio Roma Latina ha esposto i motivi del no all’autostrada, che taglierebbe il parco a metà senza peraltro risolvere i problemi del traffico in entrata a Roma.

Numerose anche le associazioni di residenti, per le quali primo a prendere la parola è stato il vice Presidente del Consorzio Opere a scomputo Di Trigoria alta, Ignazio Pasquetti, che ha parlato di 2400 persone residenti nel comprensorio e ha raccomandato di non sovrapporre la disciplina del piano di assetto e quella del Ptpr. Il presidente del Comitato di quartiere Trigoria alta, Lamberto Damiani, ha rimarcato le carenze infrastrutturali e specialmente l’inadeguatezza di via di Trigoria, che collega il centro sportivo dell’AS Roma alla Pontina e alla Laurentina. Presidente e Amministratore del Consorzio stradale Trigoria alta hanno poi segnalato il mancato aggiornamento con i dati catastali di alcune parti del piano. L’architetto Stefalani, rappresentante tecnico della AS Roma, che a Trigoria ha il centro sportivo Bernardini, ha annunciato di voler presentare un progetto di rinaturalizzazione di un’area adiacente al centro sportivo, ad uso dei giovani atleti della società che studiano nell’istituto scolastico realizzato di recente. Il Comitato 5 colline ha proposto il recupero dell’area del parco geologico “La solfatara” ai confini con Pomezia. Per il consorzio Castel Romano, il presidente Carlo Scarchilli ha ricordato come il consorzio finora abbia provveduto da sé alle esigenze infrastrutturali e ha chiesto l’allargamento del perimetro di 60 ettari che inglobi la sede delle attività di ripresa cinematografica, che hanno 7000 dipendenti.

Il dottor Consoli, per gli uffici regionali, ha dichiarato la disponibilità dell’amministrazione non solo alle esigenze della commissione consiliare ma anche alle richieste di chiarimento delle associazioni e degli enti intervenuti oggi; la politica della Giunta è stata quella di portare finalmente in Aula i piani dei Parchi, ma purtroppo alcuni devono fare i conti con il tempo trascorso dalla loro preparazione, di qui alcune criticità evidenziate negli interventi verso le quali c’è tuttavia una apertura di massima della regione.

Tra i consiglieri, Valentina Corrado ha detto che lo scopo del piano è proprio quello di tutelare la risorsa naturale, senza per questo penalizzare l’agricoltura e i suoi addetti; per Angelo tripodi, della Lega, uno dei principali rischi ambientali dell’area è il campo nomadi di Castel Romano. Laura Cartaginese della Lega ha espresso parere positivo sulle necessità esposte da alcuni degli intervenuti di riconoscere l’importanza dell’indotto di Castel Romano nonché del settore agricolo nel Parco.

“Fare presto ma anche bene”, questa la parola d’ordine per il presidente Novelli, che in chiusura di audizione ha annunciato per il 3 marzo l’inizio previsto dell’esame dell’articolato.

 

 

 

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio