Piano sociale integrato: dalla commissione Bilancio via libera al capitolo "Risorse"

550 milioni di risorse nel triennio 2019-2021, oltre a 132 milioni di fondi europei
Un momento dei lavori della quarta commissione. Da sinistra: l'assessore Alessandra Sartore, il presidente Marco Vincenzi e il segretario della commissione, Fabio Fadda. 09/01/2019 - La quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Marco Vincenzi (Pd), ha dato parere favorevole alla proposta di deliberazione consiliare n.12/2018, “Prendersi cura, un bene comune”, vale a dire il piano sociale integrato della Regione Lazio.

Il parere favorevole è subordinato all’accoglimento dell’emendamento dell’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, riguardante il capitolo “Risorse”, anch’esso approvato dalla quarta commissione. Il provvedimento dovrà ora tornare alla commissione di merito, la settima, per l’approvazione definitiva e il successivo invio all’Aula consiliare. Rinviato, invece, per approfondimenti, così come richiesto da alcuni consiglieri, l’esame dell’emendamento alle disposizioni finanziarie del testo unificato delle proposte di legge regionale n. 50 e 59, concernente il “Riordino delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP)”. La seduta della quarta commissione è stata all’uopo aggiornata a lunedì 14 gennaio, alle ore 14.

Con l’emendamento illustrato in commissione dall’assessore Sartore, si aggiornano al bilancio vigente i dati del piano sociale relativi alle risorse finanziarie per l’attuazione del piano sociale regionale. “Nel triennio 2019-2021 – ha spiegato Sartore - saranno impiegati 550 milioni di euro oltre a 132 milioni di fondi europei del Por Fse. Un monte di risorse come questo nel sociale forse la Regione Lazio non lo ha mai visto”. In merito alla norma finanziaria il cui esame è stato spostato a lunedì, Sartore ha ricordato che le Ipab oggi sono difficilmente controllabili, che il piano di riordino è atteso da molti anni. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio