Politiche sociali, ok all'unanimità a criteri per contributi alle cooperative sociali

Presentato in commissione anche il progetto per la demateralizzazione dei documenti che porterà a un risparmio di 2 milioni di fogli di carta all’anno.
Cooperazione (pixabay) 16/12/2019 - Via libera all’unanimità in settima commissione consiliare regionale Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta da Giuseppe Simeone (FI), allo schema di deliberazione di Giunta n. 93 concernente la “Definizione dei criteri e delle modalità per l’erogazione dei contributi per la realizzazione dei progetti presentati dalle cooperative sociali e/o loro consorzi ai sensi della legge regionale del 27 giugno 1996 n.24”.

A illustrare l’iniziativa l’assessora alle Politiche sociali e welfare, Alessandra Troncarelli. “Obiettivo della delibera approvata qualche settimana fa – ha spiegato – è di impegnare un milione di euro per le cooperative sociali di tipo A e B; in particolar modo l’obiettivo è di aiutare a rientrare nel sistema del Terzo settore soprattutto le cooperative di tipo B che sono quelle più svantaggiate. La riforma del Terzo settore ha dato una boccata di ossigeno sia alle Associazioni di promozione sociale (le Aps) sia alle Organizzazioni di volontariato (le Odv), come Regione Lazio esplichiamo questa boccata di ossigeno tramite il bando Comunità solidali, scaduto a settembre. L’anno scorso era di 1milione 900mila euro, quest’anno di 2 milioni e 200mila. Abbiamo notato però che bisognava dare anche un margine di possibilità di entrare nel sistema del welfare anche alle cooperative sociali”.

Le cooperative di tipo A si occupano della realizzazione di servizi alla persona (servizi socio-sanitari, formativi e di educazione permanente); quelle di tipo B sono finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

Sono individuate quattro modalità di intervento e le risorse da erogare saranno così ripartite: 50% per l’incremento di unità lavorative svantaggiate che operano a tempo pieno in qualità di lavoratori e/o soci lavoratori. Per l’assessora, “l’obiettivo cardine della legge”. 10% per il miglioramento della qualità dei servizi resi, 30% per la realizzazione di attività integrate finalizzate alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi e/o alla migliore acquisizione di capacità lavorative di persone svantaggiate e il restante 10% per l’adeguamento del posto di lavoro alle esigenze delle persone svantaggiate.

Il massimo attribuito a un singolo progetto è di 100mila euro. Il 70% verrà concesso dopo l’approvazione della graduatoria previa presentazione della dichiarazione in cui si attesta l’avvio del progetto e la fideiussione bancaria o assicurativa, il restante 30% sarà erogato alla rendicontazione.

Un’apposita commissione valuterà i progetti sulla base dei criteri della presente delibera, quali qualità e coerenza progettuale, innovazione e sperimentazione di nuove tecnologie, soggetti coinvolti, interventi per l’occupazione e cofinanziamento.

“Trovo molto interessante questa delibera – ha detto Rodolfo Lena (Pd), neo componente della commissione - da un lato vengono recuperate delle somme per le cooperative sociali, dall’altro si esce da una situazione particolare in cui per anni le cooperative sociali sono state descritte come il male assoluto ma non è così. E’ importante la scelta che è stata fatta con il 50% delle risorse per il personale, così come il 70% del finanziamento dato all’inizio del progetto perché molte realtà non riescono a partire perché hanno pochi fondi a disposizione”.

Per Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) questo “è un piccolo grande traguardo, un passo concreto che arriva da lontano. Già in occasione della legge 11 del 2016 abbiamo affermato la centralità della cooperazione sociale all’interno del sistema di welfare regionale; poi sotto la guida del presidente Simeone, abbiamo completato con il Piano sociale regionale l’inquadramento e l’attuazione sul triennio. Un altro atto, al di là di quello di bilancio dello scorso anno, è arrivato attraverso un’iniziativa bipartisan: con il consigliere Sergio Pirozzi siamo andati a intervenire proprio sulla legge 24 del 1996 per stabilire le soglie di inclusione lavorativa dei soggetti svantaggiati. Oggi, per quegli stessi soggetti, le cooperative di tipo B, diamo un segnale importante, molto atteso fuori di qui. Tutto il Consiglio ha lavorato davvero all’unanimità”.

Chiara Colosimo (FdI) e Davide Barillari (M5s) hanno chiesto delucidazioni sulla composizione della commissione di valutazione e di tener conto del pregresso come il comportamento sociale, etico, amministrativo (Barillari).

Troncarelli, raccogliendo le varie osservazioni, ha spiegato che la commissione verrà istituita con l’Avviso Pubblico per la concessione dei finanziamenti e che le cooperative richiedenti devono essere iscritte all’Albo regionale, che per la Regione costituisce “la trasparenza amministrativa, tant’è che nei mesi precedenti c’è stato un aggiornamento dell’Albo e tutti coloro che non erano in regola sono stati cancellati”.

A inizio della seduta, alla quale hanno preso parte anche i consiglieri Enrico Panunzi (Pd) e Loreto Marcelli (M5s), il direttore del Servizio tecnico del Consiglio, Vincenzo Ialongo, ha presentato il progetto che andrà a sostituire la carta nei lavori delle commissioni e dell’Aula, che ha visto proprio la Sanità quale commissione pilota. Attraverso un tablet configurato come un “meeting book”, i consiglieri e gli uffici interessati al processo legislativo potranno esaminare i documenti, seguire i lavori, prendere appunti, inviare mail. A realizzare questo “nuovo corso”, InfoCert, leader del mercato italiano nei servizi di digitalizzazione e dematerializzazione. “E’ la prima assemblea che porta a regime la dematerializzazione”, ha spiegato Ialongo, con un risparmio di “2 milioni di fogli di carta all’anno”. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio