Aree a rischio, consensi e proposte da enti e comitati dei cittadini

Arpa chiede maggiori risorse strutturali per far fronte ai nuovi compiti previsti dalla proposta di legge in esame.
Un termovalorizzatore in funzione 03/06/2019 - Ampio consenso, ma anche proposte di integrazione, richieste specifiche che arrivano dagli enti che dovranno gestire i nuovi compiti previsti dalla proposta di legge e una voglia di maggior partecipazione espressa dai comitati dei cittadini che risiedono nella aree a rischio ambientale della nostra Regione.

La commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio ha proseguito oggi l’esame della proposta di legge che disciplina le aree ad elevato rischio di crisi ambientale con lunga audizione per ascoltare le osservazioni di tutti i soggetti interessati. In particolare, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) ha posto l’accento sulla necessità di norme che non vadano in contrasto con le leggi esistenti, sia a livello nazionale che regionale. L’Arpa ha anche chiesto che, in virtù dei nuovi compiti che la proposta assegna all’agenzia, siano previste risorse strutturali adeguate. Il dipartimento di epidemiologia del Lazio, invece, ha centrato il suo intervento sulla necessità di coordinare meglio le strutture che si occupano di salute e quelle che si interessano di ambiente. Da Roma Natura e dalle associazioni degli agricoltori sono arrivate richieste sull’inserimento dei parchi e delle attività di coltivazione fra le azioni da prevedere per il recupero ambientale.

Sono poi intervenute una lunga serie di associazioni di cittadini, da Borgo Montello (Latina), alla Valle del sacco, alla Valle Galeria, alla Salaria, a Rocca Cencia e più in generale di tutto il quadrante est di Roma. Ciascuno ha portato la sua esperienza specifica nelle zone a più alto rischio della Regione. C’è una diffusa richiesta di maggiore partecipazione, ma anche di norme che individuino con esattezza competenze e responsabilità. Al tempo stesso viene chiesta maggior trasparenza nella diffusione dei dati e il blocco di nuove speculazioni nelle zone in cui il rischio ambientale è ormai conclamato.

La presidenza della commissione ha invitato tutti gli intervenuti a inviare le proprie osservazioni via mail entro giovedì 6 giugno. I termini per la presentazione di emendamenti e subemendamenti, invece, sono stati fissati rispettivamente al 13 e al 14 giugno alle 12.    A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio