Servizio idrico integrato, VIII e XII commissione non votano la risoluzione sui comuni inadempienti

In attesa delle norme nazionali, la Regione risponderà ai rilievi mossi dal Ministero dell’Ambiente sulla situazione nel Lazio rispetto alla questione di Ato 1 e Ato 2.
03/12/2018 - L’ottava commissione (Agricoltura, ambiente) e la dodicesima (Tutela del territorio) del Consiglio regionale del Lazio, hanno deciso oggi di non votare la Risoluzione sul Servizio idrico integrato, presentata nei giorni scorsi, che chiedeva vari impegni alla Giunta regionale, tra cui quello di concedere una moratoria “nei confronti dei comuni efficienti ricadenti in Ato 1 e Ato 2 che ancora non hanno trasferito il servizio al soggetto gestore d'ambito”.

La decisione è stata presa dopo aver ascoltato la relazione dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, Mauro Alessandri, il quale – in sintesi – ha spiegato che la Giunta ha già fatto tutto quello che poteva fare rispetto ad alcuni impegni richiesti, mentre non può impegnarsi su questioni che riguardano altre istituzioni. L’assessore, infatti, ha ricordato che i comuni inadempienti rispetto alla legge nazionale hanno perso i ricorsi dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato e che il Ministero dell’Ambiente ha più volte sollecitato la Regione Lazio a esercitare i poteri sostitutivi. A tal proposito, Alessandri ha distribuito ai consiglieri regionali l’ultima lettera del Ministero – del 16 novembre scorso – con la quale viene richiesto alla Regione di “relazionare sullo stato di attuazione del Servizio idrico integrato – si legge nella missiva – e sul persistere di eventuali impedimenti e criticità che ne ostacolino la piena operatività in tutti gli ambiti territoriali. Si richiede un riscontro entro il 15 dicembre p.v.”.

Secondo Roberta Angelilli (Lazio 2018), la lettera ministeriale non ha un carattere perentorio, ma è solo una richiesta di ricognizione. La consigliera ha poi fatto cenno alla “evoluzione normativa nazionale su questo tema, per cui si può chiedere – ha detto – una sorta di sospensiva tecnica rispetto all’obbligo per i comuni di aderire a un ambito territoriale ottimale e avviare un tavolo di interlocuzione tecnica tra tutti i soggetti interessati. Nessuno dei comuni vuole trovarsi in una situazione fuorilegge – ha aggiunto Angelilli – però ci sono delle metodologie virtuose sul territorio e ci sono ancora gli spazi per trovare una soluzione diplomatica”.

L’assessore Alessandri ha ribadito più volte, durante i suoi interventi, che il contesto normativo in vigore (“al di là delle evoluzioni in atto”) non consente alla Regione di derogare all’obbligo previsto dalla legge 164 del 2014 e cioè che i comuni devono obbligatoriamente aderire a un Ato. Anzi, “tale trasferimento era da attuare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di quattro anni fa e, in caso contrario, imponeva alla Regione di esercitare i poteri sostitutivi. Nel frattempo – ha aggiunto Alessandri – ci sono stati anche due pronunciamenti della giustizia amministrativa che hanno respinto i ricorsi degli enti locali. Nonostante ciò, la Giunta regionale, con una delibera del maggio 2018, ha preso sei mesi di tempo per approfondire la questione, attraverso un tavolo istituzionale con gli enti locali”. L’assessore ha spiegato che a novembre la Giunta ha prorogato di altri sei mesi la “diffida” ai comuni, proprio per dare più tempo agli stessi di aderire al tavolo e, contestualmente, per verificare l’esito dell’iter legislativo nazionale, ma la risposta del Ministero è stata la lettera del 16 novembre. “Io non sono insensibile a questa risoluzione – ha concluso Alessandri – tant’è vero che la metà delle cose richieste le abbiamo già fatte. Ho detto ai comuni di scriverci per rappresentare con cura le loro ragioni, noi garantiamo un supplemento di riflessione e non eserciteremo immediatamente i poteri sostitutivi. Ma il tema resta ineludibile e non è nelle nostre potestà concedere una sospensiva ai comuni inadempienti perché il termine è fissato dal legislatore nazionale”.

Emiliano Minnucci (Pd), nel condividere la linea dell’assessore Alessandri, ha detto che non basta la volontà generica di una risoluzione perché occorre agire nell’ambito delle leggi esistenti e ha chiesto un’audizione specifica sulla proposta di legge nazionale in discussione in Parlamento. Richiesta condivisa anche da Roberta Angelilli. Silvia Blasi (M5s) ha sottolineato che “è vero che la Regione Lazio deve adempiere a una legge nazionale, ma dall’altra parte è bene ricordare che esiste anche la legge regionale n. 5 del 2014 che non è mai stata resa operativa dalla Giunta. Anche quella legge prevedeva degli obblighi – ha spiegato Blasi – che erano la determinazione degli ambiti di bacino idrografico e la definizione di una convenzione di cooperazione tipo da proporre ai Comuni”. Su questo punto, Fabio Refrigeri (Pd) ha ricordato che la legge 5/2014 fu impugnata dal Governo e cambiata dal Consiglio regionale, proprio per evitare la “competizione tra le due normative, pur cercando di venire incontro alle esigenze dei territori”.

Il presidente della dodicesima commissione, Sergio Pirozzi (Pirozzi presidente), ha sottolineato che “c’è un gruppo di comuni che stanno resistendo a diffide e a provvedimenti normativi perché ritengono, supportati dai fatti, che ci sono dei risultati virtuosi nella loro gestione del servizio idrico. Questo zoccolo duro è rimasto perché ha delle particolarità che altri non hanno e sarebbe il caso di portare all’attenzione del Governo le motivazioni forti e le istanze che hanno spinto questi comuni a resistere dal 1994, sperando che questa specificità possa trovare sbocco all’interno della nuova legge che si sta facendo, per creare i presupposti giuridici e amministrativi per far stare tranquilli la Regione e i sindaci”, ha detto. Sia Pirozzi che il presidente dell’ottava commissione, Valerio Novelli (M5s), hanno accolto la richiesta di convocare un’audizione congiunta specifica sull’evoluzione normativa nazionale con i relatori della proposta di legge. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

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