Defr 2019-2021: al via i lavori in commissione Bilancio

Il nuovo Documento di economia e finanza regionale si regge su tre pilastri: crescita sostenibile, riduzione delle diseguaglianze, rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Via libera alla proposta di deliberazione sul piano delle acque.
L'ingresso della sede del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana. 19/11/2018 - La quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Marco Vincenzi (Pd), si è riunita oggi, per iniziare l’esame del Documento di economia e finanza regionale 2019-2021 (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n. 22 del 12 novembre 2018), propedeutico ai lavori per l’esame del prossimo bilancio di previsione.

Come ha spiegato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, durante la sua relazione illustrativa, il Defr della Regione Lazio analizza e sintetizza i risultati dell’attuazione delle politiche pubbliche regionali (in tema economico, sociale, territoriale e finanziario) del medio periodo, descrive i pilastri strategici per l’attuale legislatura e gli obiettivi di medio-lungo periodo, vale a dire nell’orizzonte temporale equivalente all’attuale consiliatura, delimitata nel Documento strategico di programmazione 2018 (Dsp), e individua i fabbisogni socio-economici e territoriale per il triennio 2019-2021, alla base delle decisioni e scelte di politica economica definiti nella legge di bilancio 2019-2021.

“I pilastri strategici del ciclo 2018-2023 – ha spiegato Sartore - convergeranno verso l’obiettivo di coniugare la crescita economica sostenibile e la riduzione delle diseguaglianze, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Questi tre pilastri, insieme ai rispettivi obiettivi e strumenti, si inseriranno coerentemente nella prosecuzione della Strategia europa 2020, volta a favorire una crescita inclusiva e sostenibile, in cui il carattere di sostenibilità dello sviluppo, oltre che essere ambientale e finanziario, avrà un’accezione ispirata all’equità e alla giustizia sociale. Lo sviluppo, infatti, non può essere sostenibile se esclude un numero crescente di individui e amplia le disuguaglianze, e se interpreta l’ambiente come un vincolo, anziché come una opportunità di crescita. Per questo motivo - ha concluso Sartore - le azioni relative ai tre ambiti di intervento saranno rese tra loro mutualmente coerenti e si dispiegheranno parallelamente nel corso della legislatura”.

Le politiche pubbliche di medio-lungo periodo saranno finanziate da quattro principali fonti: le risorse del bilancio libero; i trasferimenti correnti dello Stato per il sostegno delle politiche regionali in materia di sanità, trasporti, welfare e istruzione; il co-finanziamento Ue dei piani e programmi per la conclusione del ciclo 2014-2020 e per l’avvio del nuovo ciclo 2021- 2027; i co-finanziamenti statali per il sostegno alle politiche regionali in materia di reti infrastrutturali, ambiente, sviluppo economico, turismo, cultura.

“Relativamente alle risorse libere del bilancio regionale – ha spiegato Sartore - il volume di spesa che ragionevolmente si ritiene possa finanziare le politiche della strategia del Dsp 2018 sono pari a circa 919 milioni all’anno: una quota attorno ai 650 milioni all’anno verrà destinata alle politiche redistributive (riduzione della pressione fiscale, attenuazione delle diseguaglianze), e la restante parte – circa 270 milioni – sarà destinata, ancora, alle politiche redistributive (trasporti, welfare, lavoro, cultura) e alle politiche per la crescita sostenibile (lavoro, ambiente, sviluppo economico)”.

In merito ai trasferimenti correnti dello Stato per sanità, trasporti, welfare e istruzione, proiettati nel medio-lungo periodo, questi hanno una dimensione media annua stimata in circa 11,3 miliardi di cui oltre il 94 per cento è rappresentato dalle attribuzioni alla Regione Lazio del Fondo sanitario nazionale (10,6 miliardi nella media del periodo) per le politiche sanitarie regionali. Al netto dei trasferimenti annuali per le politiche sanitarie, il volume di spesa stimato per le politiche redistributive è pari a circa 665 milioni all’anno.

Per il periodo 2018-2023 – incrociando i due cicli di programmazione delle risorse co-finanziate dalla Ue (Fondi per lo Sviluppo e gli investimenti europei) per la crescita socio-economico delle regioni europee – la stima complessiva delle risorse a disposizione per le politiche di sviluppo sostenibile raggiunge i 2,56 miliardi. Le risorse per le reti infrastrutturali invece ammontano a 4,2 miliardi. In merito alle politiche di finanza pubblica regionale, Sartore ha ricordato che nel medio-lungo termine (2013-2017), la strategia adottata ha consentito, complessivamente, una riduzione del disavanzo prossima al 91 per cento (da -4,97 miliardi a -450 milioni) portando il risultato di amministrazione effettivo, a -1,578 miliardi. Il disavanzo consolidato (al lordo dello stock di perenzione) è stato determinato in -2,484 miliardi. Alla fine del 2017, il portafoglio di debito complessivo ammontava complessivamente a 22,011 miliardi (al netto della quota di rimborso del debito posta a carico dello Stato, il portafoglio di debito complessivo regionale ammonta a 21,928 miliardi). In tema di finanza pubblica e pareggio di bilancio, Sartore ha spiegato che “la Regione Lazio, per l’esercizio finanziario 2017, ha ridotto il disavanzo, rispetto al 2016, del 55,5 per cento passando da un risultato di amministrazione lordo di -1,02 miliardi agli attuali -450 milioni”.

Per quanto riguarda le politiche sanitarie, Sartore ha riferito che “nel 2017 l’andamento del Conto consuntivo presenta un disavanzo (prima delle coperture fiscali) di 45,7 milioni (era pari a 604,3 milioni nel 2012); l’indice sintetico della griglia Lea (Livelli essenziali di assistenza) – che indica la qualità/quantità dell’assistenza dell’attività ospedaliera, territoriale e negli ambienti di vita e di lavoro – si è attestato, nel 2016, a 179 (era pari a 152 punti del 2013). L’aggiustamento sia dei fondamentali finanziari, sia dell’offerta di servizi sanitari, ha costituito la premessa per procedere alla conclusione del commissariamento ad esito della completa attuazione del programma operativo 2016-2018”.

Sartore ha toccato anche il tema del riordino delle partecipazioni societarie regionali, avviato nel 2013, che nel corso del biennio 2017-2018 ha registrato un’ulteriore implementazione. “Si prevede – ha precisato– che alla conclusione dell’intero iter amministrativo si raggiunga un risparmio complessivo di spesa prossimo ai 40 milioni di euro”. Sartore ha infine ricordato il processo di riordino delle 55 Ipab, la razionalizzazione dei consorzi di bonifica, le politiche pubbliche per la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, le iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Parere favorevole al piano delle acque

Nel corso della seduta, la quarta commissione ha anche dato parere favorevole, a maggioranza, per la parte di competenza finanziaria, alla proposta di deliberazione consiliare n. 16 del 6 agosto 2018, concernente approvazione dell’aggiornamento del Piano di tutela delle acque regionale (PTAR), in attuazione del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., adottato con D.G.R. 819 del 28/12/2016. L’assessore Sartore ha riferito in commissione che la copertura del provvedimento è senza oneri per la Regione, per il fatto che gli stanziamenti previsti in esso sono a carico di altri bilanci : su 922 milioni di euro di impegno finanziario, infatti, 570 sono a carico dei bilanci degli enti d’ambito, 170 sono a carico del PSR, altri ancora a carico di Acea o di enti vari, tra cui gli enti di bonifica. Il Piano torna ora in commissione ottava Agricoltura per il parere definitivo di competenza.

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio