Rischio sismico, via libera in dodicesima commissione alla 'legge Pirozzi'

Stanziati 7,1 milioni di euro nel biennio 2019-2020 per le case costruite in zona sismica 1 prima del 1974. Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula consiliare.
Una stalla tunnel realizzata ad Amatrice. 14/11/2018 - La commissione Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione, presieduta da Sergio Pirozzi (Lista Pirozzi), ha approvato oggi all’unanimità la proposta di legge regionale n. 49 del 13 luglio 2018, concernente “Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico. Ulteriori disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione degli interventi di ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 e successivi”. Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula per l’approvazione definitiva.

Come ha precisato il proponente, lo stesso Sergio Pirozzi, le nuove disposizioni intendono incentivare la messa in sicurezza delle abitazioni costruite in zone a rischio sismico prima del 1974, cioè quando non esisteva ancora una specifica normativa antisismica in materia di costruzioni. “Il Lazio è la prima regione d’Italia che investe delle risorse per i privati a fondo perduto nella prevenzione sismica – ha detto Pirozzi nel ringraziare la commissione per il lavoro svolto – e mi auguro che diventi un modello anche per le altre regioni. Se un giorno si salverà anche solo una vita umana – ha aggiunto il presidente – sarà merito di chi ha lavorato a questo provvedimento”.

Oggi la commissione, prima del voto finale, ha dato parere favorevole all’ultimo articolo rimasto, quello sulle disposizioni finanziarie, che necessitava prima di un passaggio in commissione Bilancio. Passaggio che è avvenuto ieri, 13 novembre, e che prevede uno stanziamento complessivo di 7,1 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020. Sei milioni (due per il 2019 più quattro per il 2020) serviranno a concedere contributi in conto capitale, in misura non superiore al 30% della spesa riconosciuta ammissibile, ai proprietari di case ubicate nei comuni classificati nella zona sismica 1 per interventi di adeguamento sismico, con priorità per quelle costruite prima dell’entrata in vigore della legge 64/1974. Un milione di euro (500mila per ciascuna annualità) serviranno invece a finanziare convenzioni con gli istituti di credito per prestiti a tasso agevolato per la realizzazione degli stessi interventi. Infine, 100mila euro saranno destinati ad attività di prevenzione del rischio sismico.

Due le finalità della proposta di legge, indicate nell’articolo 1:
- Garantire la sicurezza delle persone e dei beni, mediante la realizzazione di misure di prevenzione e di riduzione dei fattori di rischio connessi agli eventi sismici nel territorio regionale;
- semplificare e accelerare la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e successivi, nonché scongiurare fenomeni di abbondono del territorio favorendo il mantenimento del tessuto sociale e produttivo delle suddette aree.

Per l’attuazione delle suddette finalità, l’articolo 2 elenca una serie di misure:
a) promuovere, svolgere e incentivare lo studio e l’analisi sui fattori di rischio sismico del territorio;
b) monitorare il grado di vulnerabilità sismica del territorio regionale e i parametri precursori ad essa connessi, attraverso reti di tipo sismometrico, accelerometrico, geodetico e geochimico;
c) favorire il completamento degli studi di microzonazzione sismica e il conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici comunali;
d) erogare contributi ai soggetti proprietari di unità immobiliare destinate ad abitazione principale, ubicate nei comuni classificati nella zona sismica 1, per la realizzazione di interventi di adeguamento sismico, con priorità per quelle costruite prima dell’entrata in vigore della legge 64/1974;
e) promuovere la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori del settore.

Queste, in sintesi, le altre novità introdotte dalla nuova legge, se sarà approvata anche dall’Aula del Consiglio regionale:
- l’introduzione di un “Documento sul rischio sismico regionale”, approvato con cadenza triennale dalla Giunta regionale, che contribuirà a individuare il quadro generale definito dalle disposizioni strutturali del Piano Territoriale Regionale Generale (Ptrg), anche attraverso la pianificazione di Comuni e Province;
- l’istituzione della “Giornata regionale dell’alfabetizzazione sismica”, il tredici gennaio di ogni anno, con la finalità di sensibilizzare e informare la popolazione e gli enti pubblici e privati sulle tematiche connesse alla sismicità del territorio regionale;
- semplificazioni e agevolazioni nelle zone sismiche 1 per quanto riguarda le “Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale” previste all’articolo 27 della legge regionale 11 agosto 2009, n. 21, nonché norme più stringenti in materia di collaudo statico;
- interventi di ristrutturazione edilizia negli insediamenti prevalentemente residenziali esistenti, con possibilità di ridurre di un piano (in alcuni casi anche di due) l’intero edificio e di ampliare l’area di sedime fino al 50% di quella dell’edificio oggetto dell’intervento;
- interventi di trasformazione del bosco a sostegno della ripresa economica dei territori colpiti dagli eventi sismici, nel rispetto della normativa paesaggistica, con possibilità di eliminare parte della vegetazione (con obbligo di rimboschimento compensativo) solo in caso di: realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità; ristrutturazione e ampliamento di immobili e pertinenze di insediamenti produttivi esistenti; viabilità agro-silvo pastorale; allacciamenti tecnologici e viari agli edifici esistenti.

Presenti alla seduta, oltre a Pirozzi, la vicepresidente della commissione, Laura Corrotti (Lega) e i consiglieri Marco Cacciatore (M5s), Michela Di Biase, Michele Civita e Michela Califano, tutti e tre del Pd. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio regionale del Lazio

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