Diritto allo studio, ok a norma su interventi, servizi e prestazioni

La commissione Cultura ha emendato in più punti l'articolo della proposta di legge. L'esame proseguirà giovedì 19 ottobre.

libri 16/10/2017 - Approvato, nell'esame in corso in quinta commissione al Consiglio regionale, l'articolo che disciplina "Interventi, servizi e prestazioni" del futuro Di.s.co., l'ente regionale per i diritti allo studio e alla conoscenza destinato a succedere a Laziodisu. In discussione c'è la proposta di legge, di iniziativa della Giunta, "Norme per il riconoscimento, la promozione e il sostegno dei diritti alla conoscenza e allo studio nella Regione Lazio". Ai lavori della commissione, presieduta da Cristian Carrara, ha partecipato l'assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo Massimiliano Smeriglio. L'esame della proposta di legge n. 288 riprenderà giovedì 19 ottobre.

Gli interventi, i servizi e le prestazioni dell'ente, previsti dall'articolo 4, votato oggi a maggioranza, sono riconducibili a quattro grandi ambiti. Il primo sono le azioni di sostegno all'economia della conoscenza in sinergia tra territori, scuole, università, istituti di alta cultura e altri centri di ricerca. Quindi ci sono attività di informazione, orientamento formativo e di sostegno all'inserimento nel mondo del lavoro. Terzo ambito le azioni, anche sperimentali, di formazione professionale per le figure richieste nel mercato del lavoro. Infine, contributi per la mobilità internazionale.

Le iniziative possono essere "non a concorso" o "a concorso". In questo secondo caso si tratta di interventi per borse di studio, alloggi, ristorazione, borse per l'estero, sussidi per studenti in disagio economico. Due emendamenti, con prima firmataria Marta Bonafoni (Insieme per il Lazio), hanno introdotto misure compensative per gli studenti con redditi medio-bassi e misure di sostegno per chi pur avendo ottenuto un titolo universitario hanno bisogno di ulteriori periodi di formazione o specializzazione.

Sono invece 15 le linee di intervento "non a concorso" previste dall'articolo 4. Su di esse si è sviluppata un'intensa attività emendativa in commissione. Ecco le innovazioni introdotte. Le agevolazioni universitarie saranno sia per la mobilità nazionale che internazionale (Piero Petrassi, Centro democratico). Il supporto del Di.s.co. si estenderà oltre alle attività culturali e sportive delle università laziali anche a quelle turistiche e ricreative (Gaia Pernarella, M5s). Nei servizi di accoglienza per gli studenti stranieri l'ente potrà anche avvalersi delle associazioni studentesche negli Atenei (Michele Baldi, Lista Zingaretti).

Attenzione alle esigenze dei fuori sede con servizi sanitari a loro destinati (Pernarella) e la disponibilità di consultori per gli studenti (Petrassi) sono altre due iniziative introdotte oggiin commissione. Via libera anche a progetti di contrasto al razzismo e a ogni forma di discriminazione (Petrassi). Tra i compiti del nuovo ente sono stati introdotti, grazie a un emendamento con primo firmatario Gianluca Perilli (M5s), "servizi editoriali consistenti nella produzione e diffusione senza fini di lucro di materiale librario e di ogni altro tipo di strumento o sussidio destinato a uso universitario, favoriti dalla Regione in collaborazione con gli Atenei". Il Di.s.co. avrà il compito di individuare "luoghi di facile fruizione" da destinare ad attività culturali (Baldi). Via libera anche a un emendamento tecnico illustrato da Rosa Giancola (Insieme per il Lazio).

Parere favorevole infine anche all’articolo 5, che elenca gli organi del nuovo ente (presidente, CdA, Collegio dei revisori e la Consulta per i diritti alla conoscenza e allo studio), modificato in due punti grazie a due emendamenti aventi come prima firmataria Marta Bonafoni, illustrati in commissione da Giancola. Il primo aggiunge all’elenco degli organi il presidente del CdA, assente per un'omissione. Il secondo integra il comma 2 dell’articolo, aggiungendo alle generiche cause di inconferibilità e di incompatibilità degli organi un più puntuale richiamo all’art. 1 della legge regionale n. 12 del 2016 (“Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regione”), che prevede altre limitazioni per i membri di organi dipendenti, controllati o partecipati dalla Regione. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio