Diritto allo studio: via libera in commissione ai primi tre articoli

Entra nel vivo la discussione sulla riforma di Laziodisu. Dal testo tolto il riferimento alle scuole: si applicherà solo alle università.

biblioteca 12/10/2017 - E’ entrata oggi nella fase delle votazioni, in commissione Cultura al Consiglio regionale del Lazio, la proposta di legge "Norme per il riconoscimento, la promozione e il sostegno dei diritti alla conoscenza e allo studio nella Regione Lazio", di iniziativa della Giunta regionale. Approvati i primi tre articoli della proposta, cin emendamenti sia di maggioranza che di opposizione.

Per quanto riguarda le modifiche, all’articolo 1, relativo ai principi generali, è stato aggiunto un comma, su proposta sempre dei consiglieri Cinque stelle, contenente un richiamo alle strategie dell’Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane. All’articolo 2, che illustra gli obiettivi, è stato inserito, grazie a un emendamento di Olimpia Tarzia (Lista Storace), fatto proprio dal presidente della commissione Cristian Carrara, il sostegno agli studenti pendolari e fuori sede (quest’ultima categoria aggiunta in sede di riformulazione da parte dell’assessore Smeriglio).

Inoltre, un emendamento con prima firmataria Marta Bonafoni (Insieme per il Lazio), ha tolto dal testo originario il riferimento alle “scuole”, in modo da circoscrivere, come ha precisato la presentatrice, l’ambito di intervento alle sole università. L’articolo 3 infine – che ha per oggetto il riordino dell’attuale ente per il diritto agli studi universitari del Lazio (Laziodisu) – ha subito una modifica ad opera di un emendamento dei consiglieri cinquestelle Gianluca Perilli e Gaia Pernarella. La denominazione originaria Di.co. si trasforma in Di.s.co., vale a dire ente regionale per i diritti allo studio e alla conoscenza.

La proposta di legge, dopo l'illustrazione da parte dell'assessore alla Formazione, ricerca, scuola e università Smeriglio avvenuta lo scorso 6 ottobre e il dibattito, era stata al centro di un ciclo di audizioni dai quali era emersa come principale criticità la questione della mancata rappresentanza degli studenti all’interno del nuovo ente regionale per il diritto alla conoscenza e allo studio. Critiche di fronte alle quali Smeriglio, già prima della audizioni con le parti interessate dalla riforma, aveva annunciato una riformulazione del testo in sede emendativa.

Gli elementi centrali del testo, quali emersi dalla relazione di Smeriglio, restano: il passaggio da un impianto del diritto allo studio basato sui bisogni primari (mense, posti letto, ecc.) a un sistema più ampio che comprenda attività di informazione, orientamento formativo e inserimento nel mondo del lavoro"; il riordino di Laziodisu e sua trasformazione nel nuovo ente, "secondo logiche di risparmio, efficienza, partecipazione e integrazione", con un risparmio annuo previsto con la nuova governance di circa 500 mila euro; la partecipazione degli studenti alla Consulta regionale per i diritti alla conoscenza e allo studio, con funzioni di monitoraggio dell'efficacia delle politiche dell'ente e di programmazione; la previsione, oltre ai servizi "classici" erogati con bando (borse di studio, posti alloggio, contributi finanziari alla residenzialità e per la mobilità, servizi di ristorazione), anche di agevolazioni per programmi di mobilità, supporto ad attività culturali e sportive e a servizi didattico-formativi, servizi per le locazioni, servizi di facilitazione per studenti laziali che intendono svolgere formazione all'estero e di accoglienza a studenti stranieri, agevolazioni per servizi di trasporto pubblico.

Alla seduta erano presenti anche i consiglieri Baldassare Favara, Gianpaolo Manzella, Eugenio Patanè (Pd), Michele Baldi (Lista Zingaretti), Rosa Giancola (Insieme per il Lazio), Piero Petrassi (Centro democratico), Pietro Sbardella (Misto).

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio