Rigenerazione urbana, alla ricerca di un accordo sulle zone rurali

Approvati altri cinque emendamenti all'articolo 1 su aree naturali, vincoli paesistici, fondi europei ed edilizia residenziale pubblica. Annunciate tre sedute per la prossima settimana.

16/05/2017 - Continua l'iter in commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica del Consiglio regionale della proposta di legge su rigenerazione urbana e recupero edilizio. Nel corso della seduta di questo pomeriggio sono stati approvati altri cinque emendamenti all'articolo 1, quello che definisce finalità e ambito di applicazione della normativa.

Il nodo da sciogliere resta ancora quello dell'applicabilità, e in quale forma, delle future disposizioni sulla rigenerazione alle aree agricole. In attesa di trovare un accordo tra le parti politiche, la cui ricerca oggi ha provocato una sospensione dei lavori di oltre mezz'ora per una riunione a margine dei lavori, una decina di emendamenti sull'argomento sono stati aggiunti alle altre proposte di modifica accantonate per essere discusse prima del voto finale sull'articolo 1. Il presidente Enrico Panunzi ha annunciato - a proposito proprio della prosecuzione dei lavori - l'intenzione di proporre all'ufficio di presidenza della sesta commissione un calendario per le sedute sulla proposta di legge, che porta il numero 365 (esame abbinato con con la proposta di legge n. 359), con sedute lunedì, martedì e giovedì della prossima settimana.

Le modifiche all'articolo 1 che oggi hanno ottenuto il voto favorevole della commissione hanno riguardato le aree naturali protette, che sono escluse dalla rigenerazione fatto però salvo quanto eventualmente consentito dal piano dell'area naturale protetta e - come aggiunto dall'emendamento approvato oggi - dalle "Norme in materia di aree naturali protette regionali" (legge regionale 29/1997). Sempre grazie a un altro emendamento di minoranza sono uscite dagli ambiti "esclusi" - ampliando in questo modo lo spettro di applicazione della legge -  le aree con destinazioni urbanistiche relative ad aspetti strategici o al sistema della mobilità, delle infrastrutture e dei servizi pubblici generali nonché agli standard previsti dal decreto ministeriale 1444 del 1968. Specificato, inoltre, che per gli interventi in zone sottoposte a vincolo paesaggistico è necessaria sì l'autorizzazione prevista dall'articolo 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42/2004), tranne però che per i casi previsti dall'articolo 149 dello stesso codice ("Interventi non soggetti ad autorizzazione").

Due gli emendamenti di maggioranzache hanno ottenuto il via libera. Un primo qualifica le aree gli interventi di rigenerazione urbana come prioritari per l'attribuzione dei fondi strutturali europei a sostegno delle attività economiche e sociali e prevede, inoltre, specifici interventi per le attività sociale ed economiche a favore del recupero della residenzialità, delle attività artigianali, della riutilizzazione della piccola distribuzione commerciale delle aree di mercato inutilizzate, di nuove attività produttive nelle aree industriali dismesse. Prevista, sempre dallo stesso emendamento, la promozione da parte della Regione di programmi di rigenerazione urbana nelle aree di edilizia residenziale pubblica, con particolar riguardo alle periferie e alle aree di maggior disagio sociale. Infine un ultimo emendamento - sempre proposto da consiglieri di maggioranza - ha introdotto le definizioni di "territorio urbanizzato" e, allo scopo di individuare in forma omogenea e progressiva il territorio regionale, la pubblicazione sul portale cartografico della Regione la Carta d'uso del suolo aggiornata ogni tre anni.

A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio