Crisi Alitalia, ecco il piano di rilancio del Comune di Fiumicino

Il sindaco Montino in ottava commissione. Pronta una mozione bipartisan per sostenere dalla Pisana la richiesta al governo di favorire la partecipazione, nel capitale italiano della compagnia, di aziende leader nazionali, come Ferrovie dello Stato, Finmeccanica, Eni.

Un momento dell'audizione 11/04/2017 - Fiumicino chiama e il caso Alitalia approda in commissione Attività produttive del Consiglio regionale, dove il presidente Daniele Fichera (Psi) ha invitato, su richiesta del consigliere Pietro Di Paolantonio (Cuoritaliani), il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, alla luce della mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale per proporre a Palazzo Chigi una strategia di ristrutturazione e rilancio aziendale per la salvaguardia del personale, l’efficientamento e la riduzione dei costi. Presente all'incontro anche l'assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente.

Il documento è stato illustrato in commissione dallo stesso Montino, accompagnato dal vicesindaco Anna Maria Anselmi, dal presidente dell'assise cittadina Michela Califano e da tutti i capigruppo consiliari. Viene delineato un nuovo modello di gestione che punti sulle competenze delle grandi società partecipate dello Stato per riaffermare la centralità del sistema industriale italiano al fine di superare la crisi e creare le condizioni per un vero e duraturo piano industriale integrato. "Una strategia che vada al di là della discussione sugli ammortizzatori sociali attualmente allo studio dei sindacati, che non può essere una soluzione alla crisi in atto", ha precisato Montino.

La proposta infatti ipotizza la partecipazione, nel 51 per cento di Alitalia, delle più importanti aziende che operano nel settore trasporti, ingegneria ed energia, che subentrerebbero a quelle derivate dall’operazione Cai, definita ormai fallita da tutti i soggetti auditi.

"Ferrovie dello Stato SpA - ha spiegato il sindaco Montino - acquisendo le quote di Alitalia può creare un vero e proprio sistema della mobilità in Italia, garantendo l’adeguamento del servizio di coincidenze dei trasporti cielo-terra fino ad evitare che sul territorio ci sia la sovrapposizione di tratte aeree e ferroviarie inutili e tali da incidere negativamente su entrambe". Secondo il piano messo a punto dal Comune di Fiumicino, poi, Leonardo-Finmeccanica, azienda leader nei settori di aeronautica, elettronica per la difesa e la sicurezza, potrebbe acquisire a sua volta quote al fine di ristrutturare attraverso le proprie competenze e strutture, il sistema della manutenzione riducendo in una prima fase i costi per poi, in un’ipotetica seconda fase, trasformare quei costi in ricavi in una prospettiva di costituzione di un vero e proprio polo internazionale delle manutenzioni e ammodernamento delle flotte aeree, non solo per Alitalia ma anche per le piccole e medie compagnie internazionali. Eni, infine, leader a livello mondiale nel settore petrolifero, acquisendo quote di Alitalia, assicurerebbe alla società i migliori prezzi del mercato per i rifornimenti e porterebbe la propria esperienza nella gestione delle risorse di carburanti al fine di ridurre gli sprechi e rendere più efficienti le modalità di utilizzo.
Tutti azionisti, dunque, in possesso di un interesse strategico concreto.

“La nostra amministrazione comunale ha deciso di uscire dalla fase della protesta per percorrere quello della proposta - ha dichiarato Montino -, tracciando un percorso e una strategia al fine di evitare i licenziamenti e rilanciare la compagnia".
Una soluzione "legittima e di carattere straordinario, commisurata all'urgenza e alle dimensioni di questa crisi", ha commentato a caldo il presidente Fichera, che ha annunciato la sottoscrizione di una mozione bipartisan che sarà discussa e votata nel corso della prossima seduta per sostenere l'iniziativa assunta dal Comune di Fiumicino.
Il consigliere Di Paolantonio, pur considerando il piano "affascinante, sia dal punto di vista aziendale che culturale", ha chiesto lumi sulle modalità con cui la giunta regionale intenda supportare questo tipo di azione a livello nazionale.

Apprezzamenti anche da Giancarlo Righini (FdI): "Non possiamo far finta di nulla, anzi dobbiamo poter dire la nostra anche tramite risorse interne alla Regione, come Lazio Innova, mentre ho l'impressione che il presidente Zingaretti stia puntando piuttosto alla dismissione di quote, ad esempio dal capitale di Aeroporti di Roma". Un tema condiviso, per il Movimento 5 stelle, dalla consigliera Silvana Denicolò, secondo la quale "lo scalo di Fiumicino è la porta d'ingresso al nostro Paese, un hub intercontinentale, che non può diventare preda delle compagnie low cost". Pure per Luca Malcotti (Cuoritaliani) il rilancio di Alitalia passa attraverso quello dell'aeroporto. "Ci chiamino anche statalisti, ma se le banche finora hanno fatto quello che hanno fatto, non temiamo assolutamente di passare per retrogradi", ha detto.
Pietro Sbardella (Gruppo Misto) ha definito "strategico" il settore. "Se salta Alitalia le ripercussioni saranno enormi e mai come in questi momenti chiediamo che la Giunta regionale non faccia fughe in avanti o assuma iniziative diverse da quelle da noi rappresentate", ha dichiarato.

Per il Partito democratico ha preso la parola prima Riccardo Valentini, che ha apprezzato "la spinta dal basso arrivata dalla comunità locale" chiedendo un approfondimento sulle cifre esatte e sui reali margini operativi, attraverso "un confronto serrato con l'attuale management Alitalia". A seguire, il capogruppo del Pd, Massimiliano Valeriani, ha auspicato un dibattito e un impegno nazionale sull'argomento, sganciando le iniziative da assumere "dalla mera ossessione della compressione dei costi, in assenza di un vero piano di rilancio, specie sulle tratte di medio e lungo raggio, dove le low cost sono meno aggressive e competitive".
Riccardo Agostini (Mdp) ha centrato l'attenzione sulla necessaria integrazione dei vari mezzi di trasporto, ritenendo "del tutto condivisibile lo sforzo compiuto dalle istituzioni di Fiumicino". Daniela Bianchi, dello stesso gruppo politico, ha invece evidenziato il ruolo che la Regione può giocare in questa vertenza "introducendo strumenti puntuali di misurazione e valutazione delle inefficienze presenti attualmente nell'azienda".

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio