Castel di Guido: Hausmann rassicura su destinazione unitaria della tenuta

L’ipotesi “spezzatino” principale preoccupazione delle associazioni e dei consiglieri. L’assessore annuncia incontro pubblico prima del bando per l’affidamento.

Foto di Sara Campolonghi. 16/03/2017 - Audizione oggi sulla sorte della tenuta di Castel di Guido in commissione ottava, presieduta da Daniele Fichera. Presente l’assessore all’agricoltura, Carlo Hausmann, che ha fornito rassicurazioni sulla volontà di evitare l’ipotesi “spezzatino”, rischio paventato da più parti sulla base della formulazione letterale della delibera regionale che rappresenta l’avvio della procedura di affidamento in gestione. Quest’ultima si dovrebbe definire, sempre secondo l’assessore, con un bando previsto per il mese di aprile, preceduto da una consultazione pubblica.

I rappresentanti di “Campagna romana bene comune” hanno manifestato l’esigenza di fare in fretta, perché la situazione dell’azienda agricola si va deteriorando. Necessario preservare, a loro avviso, l’unitarietà del complesso. Dar vita a una “scuola di agricoltura” è la proposta dell’associazione, che sottolinea anche i temi occupazionali e dello sviluppo - come il biologico - realizzabili solo in ambito unitario. Il presidente del Comitato dei cittadini di Castel di Guido ha annunciato una raccolta di firme e una richiesta di audizione sulle problematiche complessive dell’area. Univocità e organicità della destinazione sono una priorità pure per il Comitato, che ha ricordato le peculiarità del complesso, anche ambientali. La presidente dell’IN/ARCH, associazione di archeologia, ha testimoniato l'interesse dal punto di vista storico archeologico per il complesso, che va gestito in modo unitario, e ha proposto di organizzare un evento pubblico a Castel di Guido.

Hausmann ha accolto tutte le osservazioni fatte, tranne quelle riguardanti l’azienda agricola, che è di proprietà di Roma capitale e su cui la Regione non può dettare disposizioni. Pertanto, secondo Hausmann, le condizioni del bestiame e le problematiche occupazionali esulano dall’oggetto. Sulla tenuta, vero tema dell’intervento regionale, uno studio dell’università della Tuscia precederà l’incontro pubblico e il bando previsto per aprile, che darà un affidamento esterno, senza coinvolgimento regionale. Riguardo all’unitarietà, per Hausmann questa è già prevista dalla delibera. Il bando avrà attenzione anche per la qualità della vita degli abitanti, pur sempre all’ interno del processo di valorizzazione della tenuta, e anche per gli elementi paesaggistici, archeologici e ambientali. La multifunzionalità è necessaria alla sopravvivenza dell’azienda, che con la sola vendita dei prodotti non sarebbe garantita. Negativa invece la risposta dell’assessore sull’evento proposto da Inarch, per cui i tempi sono troppo stretti, a suo avviso.

Tra i consiglieri, Silvana Denicolo’ del Movimento 5 stelle ha ritenuto non soddisfacenti le risposte dell’assessore limitatamente al tema della destinazione, poiché la delibera nel dispositivo parla di “articolazione della proprietà” della tenuta anche attraverso “diversificazione” degli affidamenti. Secondo notizie in suo possesso, le criticità sono già allo studio di Roma capitale, soprattutto sul problema degli immobili, che presenterebbero anche casi di abusivismo. Un sopralluogo del Comune è previsto per domani ma comunque Roma capitale, sempre stando a quanto riferito da Denicolò, intenderebbe partecipare al bando. Marta Bonafoni (Movimento democratico e progressista) ha ricordato le competenze comunali in merito all’ azienda agricola, che implicano i problemi occupazionali, e rilevato anch’essa una “ambiguità” nella formulazione sulla destinazione del bene. Per Luca Malcotti (Cuoritaliani), un interesse del comune per una gestione unitaria potrebbe anche rendere non necessario un bando. Da scongiurare comunque lo “spezzatino”, secondo Malcotti, così come secondo Fabio Bellini (Partito democratico).

In conclusione, l’assessore ha ribadito che la possibilità di una gestione non unitaria figura nella delibera solo come una via di fuga rispetto all’ipotesi che non siano presentate valide proposte di gestione unitaria. Presenti all’audizione odierna anche Cristiana Avenali (Pd) e Rosa Giancola (Mdp).

  A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio