Diritto allo studio, dibattito su rappresentanza studenti

Conclusa la discussione in quinta commissione. Annunciate da Smeriglio modifiche alla proposta di legge. Ciclo di audizioni prima dell’esame degli articoli.

La Sapienza (foto di Gongora). 16/02/2017 - È sull'adeguata rappresentanza degli studenti all'interno del consiglio di amministrazione del Di.Co, l’ente regionale per il diritto alla conoscenza e allo studio nel quale dovrebbe trasformarsi Lazioidisu, che si è incentrato oggi il dibattito a proposito delle "Norme per il riconoscimento, la promozione e il sostengo dei diritti alla conoscenza e allo studio nella Regione Lazio". L’assessore Massimiliano Smeriglio ha annunciato alla quinta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Cristian Carrara, l’intenzione di modificare il testo originario della proposta di legge di Giunta. Studenti e università erano stati tolti dall’organo esecutivo. Nella riformulazione anticipata oggi alla Pisana, ma che diverrà ufficiale soltanto in fase di presentazione degli emendamenti, l’assetto del consiglio di amministrazione (cda) sale da tre a cinque componenti (attualmente LazioIdisu ne ha 11): il vertice del cda, nominato dal presidente della Regione, più tre componenti indicati dal consiglio regionale e un rappresentante degli studenti, eletto in forma indiretta.

Da più parti, nel corso della discussione generale, si è auspicato che il numero dei componenti possa essere aumentato – a costi invariati – consentendo così di allargare la rappresentanza “a chi l’università la vive”. A questo proposito è stata affacciata, anche da parte dello stesso Smeriglio, l’ipotesi di un’iniziativa politica per sollecitare il governo affinché sia possibile arrivare magari a sette membri del cda. Secondo Pietro Sbardella (Misto) sarebbe “surreale” che le università abbiano organismi di governo nei quali figurano in maniera ampia gli studenti, mentre nel caso del diritto allo studio e alla conoscenza – per ragioni tecniche discendenti dalla normativa nazionale – ciò non potrebbe accadere. Per Gaia Pernarella (M5s), visti i vincoli, non si può pensare di eleggere l’unico rappresentante studentesco in via indiretta. “È necessario aprire il più possibile la votazione agli studenti”, ha detto. A questo proposito, condividendo tale posizione, Marta Bonafoni (Si-Sel) ha aggiunto che “bisognerà rafforzare il ruolo della Consulta”. Un organismo, questo, già previsto dalla proposta di legge per garantire la partecipazione.

Sempre nell’annunciare modifiche – fermo restando che saranno oggetto nel dettaglio di emendamenti durante l’iter – Smeriglio ha precisato che, quanto ai destinatari, la normativa farà riferimento soltanto alla formazione universitaria e all’alta formazione. Inoltre, per quanto attiene alle risorse, si sta pensando anche di ricorrere a quelle del fondo sociale europeo. Il presidente Carrara ha annunciato, al termine della seduta, un ciclo di audizioni sulla proposta di legge. Dopo di che, con la presentazione degli emendamenti, e l’esame dell’articolato l’iter della riforma del diritto alla conoscenza e allo studio sarà destinata a entrare nel vivo. A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio